Pietracatella, "di nuovo in Questura": chi è stata ascoltata per 4 ore, c'è la svolta?
- Postato il 13 settembre 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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Pietracatella, "di nuovo in Questura": chi è stata ascoltata per 4 ore, c'è la svolta?
Nuova audizione nell'inchiesta della Procura di Larino sulla morte per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita. Una professoressa di matematica dell'Istituto agrario di Riccia, amica d'infanzia di Gianni Di Vita e persona a lui particolarmente vicina, è stata ascoltata oggi per circa quattro ore negli uffici della Squadra Mobile di Campobasso. La donna, già sentita più volte nel corso dell'inchiesta, è entrata in Questura intorno alle 8 ed è uscita poco dopo mezzogiorno.
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L'insegnante è stata convocata come persona informata sui fatti e non risulta indagata. Secondo quanto apprende si apprende le domande avrebbero riguardato in particolare i suoi rapporti con Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, e quelli con Antonella Di Ielsi. Tra le due donne i rapporti sarebbero stati difficili e, secondo quanto emerge, da tempo non si parlavano. L'audizione rientra negli approfondimenti investigativi sui rapporti e sulle relazioni personali delle persone più vicine alla famiglia Di Vita, uno dei filoni sui quali si sta concentrando l'attività della Squadra Mobile di Campobasso, coordinata dalla procuratrice Elvira Antonelli.
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Nelle prossime ore dovrebbe essere ascoltato anche il marito della professoressa, tecnico di laboratorio nello stesso Istituto agrario di Riccia. La scuola è già entrata nell'inchiesta dopo che dagli accertamenti informatici è emerso che da computer dell'istituto sarebbero state effettuate ricerche e richieste di informazioni sulla ricina. Per ricostruire l'origine e la riconducibilità di alcune tracce telematiche sono stati attivati anche canali di cooperazione internazionale. L'inchiesta resta a carico di ignoti per l'ipotesi di duplice omicidio volontario aggravato dal mezzo venefico. Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita morirono il 28 e il 27 dicembre 2025. Gli accertamenti tossicologici eseguiti successivamente hanno individuato la ricina nei campioni biologici delle due vittime.
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