Pietra Ligure, Filadelli: “Sconfitta contro il Savona deve lasciare tanto amaro in bocca, ma noi sappiamo chi siamo”
- Postato il 28 settembre 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Pietra Ligure. “Il risultato lascia tanto amaro in bocca e ne deve lasciare. Il Pietra sicuramente ha fatto la partita, ha trovato il vantaggio e ha avuto diverse occasioni per raddoppiare. Trovando il gol del 2-0, sicuramente la partita avrebbe preso un indirizzo diverso”. Inizia così il commento del direttore generale del Pietra Ligure Luca Filadelli dopo la sconfitta per 2-1 contro il Savona arrivata al fotofinish.
I biancocelesti avevano svolto un ottimo primo tempo, dando l’impressione di poter raggiungere il risultato pieno fino alla fine. Tuttavia gli Striscioni hanno sfruttato le poche occasioni avute ed è stata rimonta.
“Il calcio è questo: un grandissimo gol di un giocatore molto forte ha spostato un po’ l’inerzia dall’altra parte e poi, probabilmente, nel finale abbiamo avuto un po’ il braccino corto e abbiamo concesso qualche calcio piazzato di troppo. Nel calcio di oggi i calci piazzati fanno la differenza e noi, fino ad oggi, ci eravamo difesi benissimo. Anche oggi è stata una partita in cui abbiamo veramente concesso pochissimo perché, se andiamo a vedere i gol del Savona, uno è un capolavoro e l’altro è l’unica vera occasione che abbiamo concesso all’avversario”.
“La sconfitta va accettata, va capita, va metabolizzata e il bello del calcio è che c’è sempre una partita dopo. Stiamo facendo un percorso molto importante e non è certamente un gol al novantesimo o un capolavoro da 30 metri di un giocatore che ci deve far cambiare idea su quello che stiamo facendo. Testa alta e continuiamo per la nostra strada”.
“Penso che la partita viva di momenti e sicuramente, quando fai un primo tempo come il nostro, non devi finire il primo tempo 1-0. Le partite cambiano, esistono gli avversari. L’avversario è molto forte: per chi non facesse finta di niente, abbiamo giocato contro un avversario molto forte e quindi poi si subiscono anche i momenti della partita. Sicuramente, se avessimo sfruttato il primo tempo in maniera diversa, magari l’episodio sarebbe rimasto fine a se stesso.
“Dispiace per la partita persa perché, se non fossimo arrabbiati dopo una sconfitta, dovremmo farci due domande. Siamo arrabbiati ed è normale che sia così, ma io lo dico sempre e sarò ridondante nelle mie dichiarazioni: noi sappiamo chi siamo, cosa facciamo, dove stiamo andando e dove vogliamo arrivare. E non è e non sarà mai un risultato, un periodo o un momento a cambiare la nostra dimensione. Noi abbiamo la fortuna di poter lavorare in un determinato modo senza dover rendere conto a nessuno e continuiamo a lavorare in quella maniera lì. Io parlo per le ultime otto stagioni. Non posso parlare per prima, lo facciamo almeno da otto stagioni, ma qualcosa di più sicuramente, e continuiamo a farlo. Se siamo arrivati a essere arrabbiati per una sconfitta di questo tipo, io dico che una volta questa era la normalità. Anzi, non saremmo neanche arrivati a parlare di squadra matura, di squadra che ha fatto un grande primo tempo: probabilmente avremmo preso quattro fischioni e saremmo andati al bar a consolarci”.