“Pier Ferdinando Casini presidente della Repubblica”: Marina Berlusconi, Letta, Schlein e l’operazione per il Quirinale
- Postato il 12 maggio 2026
- Politica
- Di Il Fatto Quotidiano
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Pier Ferdinando Casini al Quirinale. D’altra parte l’ex alleato di Silvio Berlusconi, leader dell’Udc, poi eletto nel 2022 col Partito democratico, piace un po’ a tutti in quel gran calderone, spesso troppo poco indefinito, che gravita intorno al centro, che sia vagamente di (centro)destra o di (centro)sinistra. Il suo nome, non è un caso, era già uscito prima della riconferma di Sergio Mattarella. E allora ecco che l’indiscrezione di un imminente incontro tra Marina Berlusconi, Gianni Letta e i vertici del Pd (leggi, Elly Schlein) finisce sui giornali. Provocando, in giornata, la reazione adirata della stessa Berlusconi.
Per il quotidiano La Stampa è la “Operazione Colle 2029”. Certo, manca ancora parecchio tempo, Mattarella non sembra intenzionato a seguire le orme del predecessore, che abbandonò prima della scadenza dei sette anni. E in più a eleggere il prossimo Capo dello Stato sarà un Parlamento completamente rinnovato rispetto a quello di oggi, dal momento che si voterà nel 2027. Eppure.
Per lo storico giornale con sede a Torino, dunque, sono in corso colloqui tra esponenti del Pd e “uomini-emissari” che rispondono a Marina Berlusconi. A fare da pontiere, naturalmente, Letta. Che parla, secondo fonti di Forza Italia, con Dario Franceschini e Francesco Boccia, entrambi vicini a Schlein a tessitori – da sempre – per il “partito del Presidente”. Casini, manco a dirlo, piace anche a Matteo Renzi.
“Dopo settimane di retroscena del tutto campati in aria, in cui sono stata dipinta come artefice di fantomatiche trattative sotterranee tra Forza Italia e il centro-sinistra, l’articolo sulla Stampa di oggi ha avuto l’effetto della classica goccia che fa traboccare il vaso” ha commentato Marina Berlusconi. “Voglio dirlo con estrema chiarezza: non esiste alcun mio contatto con esponenti del Partito democratico, e non ho in agenda incontri o interlocuzioni di questo genere. Non sono né artefice, né ispiratrice di manovre volte a ridefinire alleanze e schieramenti, o addirittura a influenzare l’elezione del futuro Presidente della Repubblica. Queste sono dinamiche che competono esclusivamente alla politica e ai partiti”.
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