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Piaggio Aerospace Baykar, possibile cambio ai vertici. I sindacati: “Non c’è pace, ci vuole chiarezza: chiediamo un confronto”

  • Postato il 16 maggio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Piaggio Aerospace Baykar, possibile cambio ai vertici. I sindacati: “Non c’è pace, ci vuole chiarezza: chiediamo un confronto”

Liguria. A circa un anno dalla cessione a Baykar, il percorso di rilancio di Piaggio Aerospace – che coinvolge anche lo stabilimento di Villanova d’Albenga – appare, secondo i sindacati, ancora privo di una piena definizione.

Oltre i nodi legati al piano industriale e la situazione compressiva non chiara, nelle ultime ore si rincorrono voci su una nuova possibile riorganizzazione dei ruoli dirigenziali.

Il consiglio di amministrazione di Baykar Piaggio Aerospace Spa aveva annunciato a luglio 2025 la nomina di Giovanni Tomassini come nuovo amministratore delegato della società. Ora con questo possibile avvicendamento (dovrebbe essere nominata una nuova figura ad interim come AD)  ai vertiti i sindacalisti sono ancora più preoccupati per il futuro dello stabilimento savonese.

Le reazioni dei sindacati

“Crediamo che ormai la necessità di avere un confronto diretto con la Proprietà sia evidente dopo mesi in cui non abbiamo ricevuto risposte. La situazione complessiva di Baykar Piaggio Aerospace non è chiara con susseguirsi di voci che hanno bisogno di essere chiarite a tutti i livelli mentre le organizzazioni sindacali stanno ancora aspettando dal luglio scorso che le slides presentate a Roma nella sede del Ministero si trasformino in un piano industriale chiaro con gli investimenti promessi nei due siti liguri e con reali ricadute produttive e occupazionali negli stabilimenti di Villanova d’Albenga e Genova. I lavoratori sono preoccupati per un cambiamento promesso ma di cui finora non si vedono segnali, ora la Proprietà faccia un passo in avanti e ci spieghi come e quando la nuova Baykar Piaggio Aerospace si svilupperà”, spiega la Fim Cisl Liguria in una nota.

Non si fatta attendere anche la risposta da parte del sindacalista Cristiano Ghiglia, Fiom Savona: “Non abbiamo ancora gli elementi per una valutazione complessiva. Certo è che da più di un anno dalla vendita a Baykar lo stabilimento di Villanova fatica a trovare un effettivo rilancio, anzi. La Fiom ha sempre considerato non sufficienti le risorse economiche messe a disposizione, ci sono forti criticità sulla possibilità di concretizzare quanto delineato nel piano industriale nei prossimi due anni e una gravissima incertezza sulle attività produttive nel medio termine. La joint venture con Leonardo può essere un’opportunità, deve però essere fatta chiarezza. Sulla rimodulazione di parte degli accordi sindacali di secondo livello, se proseguirà il confronto, non ci sottrarremo dal fare la nostra parte ma non accetteremo assolutamente un peggioramento delle condizioni economiche e organizzative dei lavoratori “.

“Non c’è mai pace per la vicenda Piaggio. Pensavamo di aver finalmente rimesso in carreggiata la situazione dopo sei lunghi anni di amministrazione straordinaria; invece, come un fulmine a ciel sereno, la proprietà ha deciso di cambiare l’Amministratore Delegato, nominando una figura ad interim. Una scelta che non comprendiamo, arrivata a soli dieci mesi dalla nomina del precedente AD”. A dichiararlo è Antonio Apa, UILM Genova, commentando gli ultimi sviluppi societari.

“In questi mesi – prosegue Apa – erano stati annunciati investimenti per circa 40 milioni di euro, a cui se ne sarebbero dovuti aggiungere altri 90 entro la fine dell’anno, nonostante le voci di corridoio che parlavano già di un taglio del budget del 15%. Come organizzazioni sindacali abbiamo sempre fatto responsabilmente la nostra parte: abbiamo discusso e firmato l’accordo per lo scivolo pensionistico e abbiamo siglato l’intesa per l’acquisizione, ponendo come condizione insindacabile la garanzia dei livelli occupazionali. Oggi, però, della stabilità tanto decantata nei mesi scorsi non vi è traccia, e anche la Joint Venture con Leonardo stenta a decollare”.

Apa sottolinea come resti inoltre da chiarire la natura degli accordi intercorsi tra il Governo e Baykar: “Se da un lato l’applicazione del drone TB3 sulla portaerei Cavour rappresenta un aspetto positivo per Baykar, dall’altro l’attuale clima di profonda incertezza solleva interrogativi urgenti: quando partirà la produzione dei droni AKINCI nello stabilimento di Villanova? E quale ruolo strategico verrà assegnato al sito di Genova?”.

“Crediamo fermamente che il solo rilancio del P180 non sia sufficiente. Piaggio ha l’assoluta necessità di diversificare le attività industriali e di essere rilanciata in modo incisivo sul mercato americano. A questo punto, di fronte a una situazione che rischia di tornare precaria con una governance provvisoria, riteniamo non più rimandabile l’apertura di un tavolo istituzionale. Per questa ragione – conclude Antonio Apa – richiederemo un incontro urgente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per ottenere la massima chiarezza sul futuro industriale del Gruppo e sulla tenuta dei posti di lavoro”.

Autore
Il Vostro Giornale

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