Piacentini: “Onorato di aver fatto parte del Legino. Grazie a Tobia, mi ha restituito entusiasmo per il calcio”
- Postato il 5 maggio 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 0 Visualizzazioni
- 2 min di lettura
Quiliano. Una sua doppietta, con un un primo gol fantasmagorico, va a chiudere il campionato e l’attività del Legino dopo 50 anni. Riccardo Piacentini, giocatore con tante esperienze importanti alle spalle, è consapevole di aver disputato l’ultima partita in verdeblù. E così lo è tutta la squadra, che a fine partita si è lasciata andare anche ad un po’ di commozione.
“Ci tenevamo a essere seri e onesti fino in fondo, cosa che questa società, da quando sono arrivato, è sempre stata. E lo è sempre stata anche negli anni precedenti, non ha bisogno di presentazioni. Forse solo chi ha la fortuna di metterci piede dentro a Legino può capire davvero cosa significa giocare qui – dichiara Piacentini -. Ve lo dico io, che di squadre ne ho girate tante e su più livelli: questa è una cosa veramente rara. Spiace davvero tanto che sia ai titoli di coda e io sono onorato di averne fatto parte fino alla fine. Oggi penso che abbiamo chiuso da Legino, facendo una partita gagliarda e onorando il campionato”.
Parole al miele per mister Fabio Tobia: “Per lui probabilmente è stata ancora più dura domenica scorsa contro la Sestrese, più che oggi. È difficile, perché penso che lui sia l’emblema di questa società da anni, per il lavoro che fa con i grandi ma soprattutto per tutto quello che costruisce attorno al Legino. È una persona imprescindibile e ci tengo a ringraziarlo, perché mi ha trovato in un momento particolare della mia carriera. Mi ha restituito entusiasmo e ha dato, secondo me, nobiltà a questo sport. Io ero arrivato a un punto in cui sinceramente ero un po’ stufo: stufo di tanti mitomani, stufo di tanti impegni assurdi. Lui riesce davvero a tirare fuori il meglio da ogni persona e ad affrontare tutto con leggerezza ma anche con grande serietà e professionalità. Te lo trasmette. È molto preparato. Sono contento di averlo incontrato e, anzi, mi spiace non averlo incontrato qualche anno prima“.
“Il futuro? Al momento penso a godermi la famiglia. Ho un bimbo di dieci mesi e la sera andare all’allenamento è comunque un impegno. Per fortuna siamo arrivati a maggio e c’è l’estate di mezzo. Sicuramente faremo qualche valutazione con chi di dovere. Io resto alla finestra, senza particolare ansia. Se dovesse arrivare una chiamata importante, o comunque fatta bene, perché no. Adesso però sono scarico e mi godo quello che c’è di bello in questo periodo, che è l’estate. Spero si possa fare anche un po’ di vacanza. Tra lavoro e campo devo ringraziare mia moglie, la mia famiglia e tutte le persone che mi danno una mano per farmi vivere fino in fondo questa passione”, conclude.