Pg Palermo: "Menti raffinatissime dietro omicidio Mattarella"
- Postato il 17 aprile 2026
- Cronaca
- Di Adnkronos
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Il Procuratore generale di Palermo sostiene che dietro l'assassinio di Piersanti Mattarella nel 1980 non agì solo la criminalità organizzata, ma anche ambienti politici corrotti. Il presidente regionale rappresentava un tentativo di rottura con un sistema marcio dove interessi mafiosi e politici si intrecciavano. Durante gli anni del 'sacco di Palermo', caratterizzati da speculazione edilizia selvaggia, Mattarella sfidò un'intera rete di poteri occulti che controllava la Sicilia.
Pg Palermo: "Menti raffinatissime dietro omicidio Mattarella"
(Adnkronos) - “Non fu solo la mafia a uccidere il 6 gennaio 1980 il Presidente della Regione Piersanti Mattarella”. A dirlo, incontrando gli studenti dell’Istituto Don Bosco Ranchibile di Palermo è il Procuratore generale di Palermo, Lia Sava. Piersanti Mattarella, fratello del Capo dello Stato, ucciso sotto casa davanti alla moglie e ai figli, “attuò una straordinaria rottura con quello che era il sistema, stava provando a portare avanti una rottura in un'epoca in cui Palermo, la Regione Siciliana e, per altri versi, anche l’Italia, erano regolate da spinte e controspinte, e per quanto riguarda la Sicilia tutti questi coacervi di interessi di carattere politico e mafioso”, dice Lia Sava. “Erano gli anni del sacco di Palermo, erano gli anni della speculazione edilizia forsennata – aggiunge - noi abbiamo cominciato a capirli quegli anni, a livello investigativo, quando sono cominciati i collaboratori di giustizia che ci hanno raccontato. Ma chi, come Mattarella, operava nel territorio aveva ben inteso i rischi che correva mettendosi contro una parte di significativa fetta di potere che sicuramente miravano alla conferma di quegli interessi”. Continua a leggere...