Petilia, sospesa per un anno dottoressa “fantasma” di Guardia medica
- Postato il 1 giugno 2026
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Il Quotidiano del Sud
Petilia, sospesa per un anno dottoressa “fantasma” di Guardia medica
Dottoressa fantasma alla Guardia medica della frazione Pagliarelle di Petilia, prestazioni fittizie a presenze falsificate anche se era a Roma
PETILIA POLICASTRO – Quando i carabinieri suonavano il campanello all’ingresso della sede della Guardia medica della frazione Pagliarelle, non rispondeva nessuno. Non rispondeva nessuno neanche al telefono. Il presidio sanitario era deserto, con le luci spente e il portone sbarrato. Eppure sui registri ufficiali venivano annotate decine di visite mediche e una presenza continuativa. È il desolante scenario emerso dall’indagine condotta dai carabinieri della Stazione di Petilia Policastro, che ha travolto la dottoressa Annalisa Francolino, originaria di Sant’Onofrio, nel Vibonese.
Le accuse
La gip del Tribunale di Crotone Assunta Palumbo ha firmato nei suoi confronti una misura cautelare severa. L’interdizione dall’esercizio del servizio medico dipendente presso il Servizio sanitario nazionale per la durata di un anno. Le accuse contestate dal procuratore di Crotone, Domenico Guarascio, e dal sostituto Matteo Staccini vanno dalle false attestazioni della presenza alla truffa aggravata ai danni dell’Asp fino all’interruzione di pubblico servizio.
L’indagine e il modus operandi
L’attività investigativa, sviluppata tra giugno 2024 e gennaio 2025, avrebbe scoperchiato un meccanismo sistematico. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la dottoressa avrebbe accumulato circa 50 episodi di deliberato allontanamento dal posto di lavoro. Un assenteismo seriale che ha fruttato alla professionista un ingiusto profitto calcolato in 9.092,94 euro lordi – liquidati dall’azienda sanitaria per ore di lavoro di fatto mai eseguite – e che ha spogliato la comunità locale di un presidio sanitario fondamentale, costringendo i cittadini a rivolgersi in emergenza alla guardia medica di Petilia Centro.
Per mascherare le assenze, la dottoressa avrebbe adottato una duplice strategia documentale. Da un lato la falsificazione del registro delle presenze. Dall’altro, l’invenzione di una fitta rete di prestazioni sanitarie fittizie, omettendo sistematicamente dati fiscali e orari delle chiamate per rendere più difficili i controlli. I carabinieri hanno passato al setaccio i turni di servizio, incrociando i registri cartacei con i tracciati dei tabulati telefonici e i controlli fisici sul territorio operati dai militari dell’Arma.
Il viaggio “fantasma” del 12-13 giugno 2024
Nel turno notturno dalle 20:00 alle 08:00, il medico attesta a registro la propria presenza e dichiara di aver effettuato due visite: una domiciliare e una in ambulatorio a due cittadini. Le verifiche anagrafiche, tuttavia, non hanno trovato riscontri certi sulle identità dei pazienti, mentre un testimone ha confermato che alle 21:20 il presidio era vuoto. A inchiodare l’indagata sono stati però i tabulati: la sua utenza cellulare, tra le 19:02 e le 21:37, agganciava in successione le celle di Sant’Onofrio, Pizzo, Lamezia, Catanzaro e Sellia Marina. La dottoressa si trovava in viaggio e sarebbe arrivata a Pagliarelle solo alle 21:37, a turno ampiamente iniziato.
La “vacanza” a Roma
Tra il 21 e il 22 ottobre 2024, la dottoressa avrebbe dovuto essere di turno a Pagliarelle ma la cella del suo telefonino agganciava la cella di Roma e mai quella di Petilia Policastro. Eppure dal registro delle presenze risultava essere presente per tutta la durata del turno. Mentre si trovava a Roma, stando al registro, avrebbe visitato sei pazienti. Il registro parlava di visite ambulatoriali e domiciliari. Secondo quanto accertato dai carabinieri, i pazienti, in realtà, non erano mai stati visitati. Sarebbe accaduto anche in corrispondenza di altri turni, come quello tra il 16 e il 17 dicembre 2024. Quando un maresciallo la contattò, il 18 dicembre, asserì di trovarsi a casa a Sant’Onofrio nonostante fosse a Roma, secondo gli accertamenti dell’Arma.E aggiunse di non dover essere di turno, anche se dai dati comunicati dall’Asp di Crotone avrebbe dovuto essere in servizio.
Il record delle 9 visite false (7-8 luglio 2024)
Coprendo un doppio turno (diurno e notturno), sul registro della Guardia Medica vengono annotate ben 9 visite a carico di altrettanti pazienti. Gli accertamenti della polizia giudiziaria hanno rivelato una realtà opposta. Cinque pazienti non sono risultati nemmeno residenti, mentre i restanti, rintracciati e interrogati, hanno negato categoricamente di aver mai richiesto l’intervento del medico. I dati telefonici confermano il quadro: durante il giorno il telefono del medico agganciava le celle di Crotone e Isola Capo Rizzuto; di notte, la cella di Petilia veniva sfiorata solo alle 02:23 dell’8 luglio, per poi far immediato ritorno a Crotone.
Pazienti inesistenti e malati (ignari) in ospedale
Il copione si ripete identico a metà luglio. Nei turni del 13-14 e 14-15 luglio, il medico dichiara la presenza e inserisce a verbale numerose visite. I carabinieri decidono di effettuare dei sopralluoghi mirati di notte, accertando che i locali della continuità assistenziale erano completamente spenti e che nessuno rispondeva al citofono.
Il successivo riscontro sui pazienti inseriti nel registro ha rasentato il paradossale: molti nominativi erano inesistenti all’anagrafe comunale, altri hanno smentito con fermezza la circostanza e, in un caso specifico, un utente indicato come “visitato a Pagliarelle” si trovava in realtà ricoverato presso l’ospedale di Crotone per la riduzione di una frattura. In quel fine settimana, i tabulati localizzavano il medico tra Drapia, Sant’Onofrio e Vibo Valentia, con un passaggio a Petilia di appena un’ora il lunedì pomeriggio.
Il presidio al buio di agosto e settembre
Anche i successivi mesi estivi confermano la stessa condotta. Nel turno del 22-23 luglio, i carabinieri constatano di persona l’assenza del medico alle ore 21:09, supportati dalle dichiarazioni dei passanti. I tabulati posizionano l’indagata nel Vibonese.
Il 28 agosto viene registrata una visita domiciliare a un cittadino che, ascoltato dai militari, dichiarerà di non aver mai avuto bisogno della Guardia medica. Infine, l’8 settembre 2024, due distinti controlli dei carabinieri (alle 19:07 e alle 21:35) confermano le luci dell’ambulatorio spente e la targa esterna “medico in visita” non azionata. Anche in questo caso, l’analisi delle celle telefoniche ha confermato che il medico si trovava stabilmente fuori provincia o impegnato in viaggi.
Le conclusioni del gip
La misura interdittiva evidenzia come le condotte della dottoressa non fossero episodiche, bensì espressione di una sistemica e deliberata modalità fraudolenta tesa a percepire lo stipendio pubblico senza adempiere ai doveri assistenziali. L’ampio quadro probatorio – composto da tabulati, verbali di sommarie informazioni testimoniali e accertamenti anagrafici – ha spinto la gip ad accogliere la richiesta della Procura, allontanando il medico dal servizio pubblico per tutelare la salute della cittadinanza e l’integrità delle casse del Servizio sanitario nazionale.
“Spregiudicatezza e insensibilità”
La gip parla di «assoluta insensibilità rispetto agli obblighi contrattuali e deontologici». E contesta all’indagata di aver agito «in maniera spregiudicata in spregio alla rilevanza del servizio prestato, mostrandosi insensibile rispetto alle ricadute delle proprie condotte sulla collettività». Avrebbe inteso l’esercizio della funzione come «occasione per commettere reati, peraltro posti in essere per un significativo numero di volte». L’indagata, assistita dall’avvocato Giuseppe De Renzo, nel corso dell’interrogatorio di garanzia si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
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