Perinetti poeta: da Ferlaino agli Agnelli, da Zamparini a Preziosi, sui social i suoi presidenti raccontati in rima
- Postato il 2 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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A 73 anni le ha viste tutte: 50 anni nel calcio da dirigente con grandi successi e intuizioni geniali, ma una vita segnata dal dolore per la morte prima della moglie nel 2015 a 49 anni, poi quella che lo ha più devastato della figlia Emanuela nel 2023, manager del marketing sportivo di grande successo, grande appassionata di calcio, portata via dall’anoressia a soli 33 anni. Oggi Giorgio Perinetti è il dg dell’Athletic Palermo, con cui ha sfiorato la vittoria nel campionato di serie D e da tempo ha sentito il desiderio di raccontarsi in prima persona. Prima ha scritto il libro “Quello che non ho visto arrivare” e da due giorni è sbarcato su instagram proponendosi di rivelare aneddoti e curiosità. Oggi si è dilettato in una lunga poesia in cui racconta tutti i suoi presidenti.
Il messaggio di Perinetti
Nell’annunciare il suo avvento sui social il dirigente romano aveva scritto: “Il calcio cambia, cambiano le tecnologie, cambiano le generazioni e i modi di raccontarlo. Ma c’è una cosa che non cambia mai: la passione per questo lavoro e il rispetto per chi ama questo sport. Ho deciso di aprire questo spazio per condividere con voi non solo il mio presente, ma anche i ricordi, gli aneddoti e i retroscena di oltre quarant’anni passati dietro le quinte del grande calcio italiano. Un diario di bordo per chi vive di pane e pallone, per i accompagnare le aspirazioni dei giovani che sognano questo mestiere e per tutti i tifosi che ho incrociato in questo lungo viaggio”.
La poesia sui presidenti
Il post di oggi è quantomai originale. Sulle note de “La notte dei miracoli” di Lucio Dalla, Perinetti recita una luna poesia scritta di suo pugno in cui tratteggia in poche ma graffianti righe tutti i presidenti con cui ha lavorato: “Da cinquant’anni sto in sto pallone Cominciai giovane cor giovane Anzalone Poi passo dopo passo come a scola So cresciuto cor grande Dino Viola Ma pe’nun famme più chiama’ regazzino M’annetti a fa scafa’ da Corrado Ferlaino Ma pe’ lavora’ se va a tutti li pizzi E giù fino a Palermo co Ferrara e co Polizzi Ma la Vita Nun è come la pensi E infatti de botto me chiama Franco Sensi Ho avuto dirigenti ricchi e poverelli Ma puro è vero Gianni e Umberto Agnelli L’ istinto però era degli avventurosi
E me spinsi a fa Giochi da Preziosi
Era tempo proprio d’elezioni E Sensi me rivolle co D’Antoni Non tutti i Presidenti sono saldi Io me ne accorsi a Napoli co Naldi Quando ogni cosa me pareva annasse buca Ottenni la fiducia col sogno de De Luca Ho fatto forse male a negamme a Berlusconi Pe ritrovamme poi in mano ad Angeloni Ma essendo la Vita piena de sorprese Eccome pronto a dì grazie a Matarrese Costretto lascio Bari dispiaciuto A Siena me risveja Er Monte ben pasciuto Er carcio se sa Nun c ha confini Da capo a Palermo Dar vivace Zamparini Vince però Nun serve a niente E le valige faccio immantinente Intanto Daniela mia unica amata Presidente Me vola in Cielo senza pote’ fa niente Distrutto annavo co la testa china In laguna me la riarza dagli USA Tacopina
Nessuna esperienza però risulta eterna E Preziosi riaccende la Lanterna La pandemia me stende come fosse vino Dar divano me strappa un diabolico Cellino A Siena son tornato in gran letizia Ma LArmeno di colpo interrompe l amicizia Pep lo spagnolo me riporta da Cellino Ma l annata se rivela davvero un gran casino E mentre mi sfiora un certo quale ventoDal grande D ‘ Agostino invece mi presento A Palermo nun so proprio di de no Un Conte me riporta indietro un po’ Er Carcio se sa premia geni ma anche pure gli inetti Io me contento d’ esse stato Perinetti
L’abbraccio dei tifosi
L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo dal web. Tantissimi i commenti, il primo a complimentarsi è il procuratore Vncenzo Morabito: “Caro Giorgio, anni che scorrono nella mente. E improvvisamente sembra ieri quando ci siamo incontrati la prima volta a Lisbona. Giocava il Benfica con Jonas Thern. Lo stadio da Luz strapieno. Non ti servirono gli algoritmi o le statistiche per decidere se quel biondo svedese fosse degno di indossare la maglia del Napoli. Il dopo partita, i gamberetti crudi al Gambrinus. Poi a un certo punto, la tua voce, in romanesco, il tuo sguardo sul povero Angelo Antenucci intento a consumare con il cucchiaio, dalla ciotola dell’acqua tiepida e limone….”Aho ma che stai a fa’….quella serve per pulisse le mani…” persino Thern scoppiò a ridere..la tua mimica non aveva bisogno di traduttori”.
Poi tanti tifosi: “Sei e resti uno dei professionisti più bravi, più simpatici, più veri, che ho mai incontrato. Mi manchi, mi mancate tutti voi grandi direttori che mi avete insegnato che il calcio dalla curva…è n’atra cosa…un abbraccio forte” e poi “Uno dei pochi intenditori rimasti nel panorama del calcio italiano , peccato che le società dove dovrebbe farne parte dormono,perinetti in serie D e come messi in eccellenza, bisogna ancora sfruttare le sue competenze sia per le società e soprattutto per i giovani che vogliono intraprendere questo ruolo!” e infine: “Incredibile che sia in D. lo rivedrei alla Juve a mettere ordine”.