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Perché tutti guardano i video dei "compro oro"?

  • Postato il 27 maggio 2026
  • Di Focus.it
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  • 4 min di lettura
Perché tutti guardano i video dei "compro oro"?
Girando sui social vi sarà sicuramente capitato: video ipnotici in cui un esperto analizza vecchie catenine o lingotti per capire se si tratta di oro vero o di un astuto falso e fare una valutazione all'aspirante venditore. Tra acidi che fumano, bilance di precisione e bizzarri test "da pirati", queste clip macinano milioni di visualizzazioni. Ma quanta scienza c'è dietro questi metodi? Facciamo un breve viaggio tra i segreti del metallo più desiderato del mondo. Il trucco del peso: perché l'oro è inimitabile? Nei video si sente spesso dire: "Non si può replicare un pezzo dello stesso peso e della stessa grandezza dell'oro". È fisica pura, in effetti, e il motivo si chiama densità, cioè il rapporto tra la massa (che "volgarmente" chiamiamo peso, ma vabbè...) di un oggetto e ilsuo  volume.. L'oro è straordinariamente "pesante". Un cubetto di oro di appena 1 centimetro per lato pesa più di 19 grammi. Il ferro o il rame, a parità di dimensioni, pesano meno della metà. Se un falsario creasse un gioiello di rame placcato d'oro identico in grandezza a uno d'oro massiccio, sulla bilancia peserebbe pochissimo. Se invece cercasse di raggiungere lo stesso peso, il gioiello dovrebbe essere grande il doppio. L'inganno verrebbe svelato all'istante. A dire il vero qualche materiale con densità simile a quella dell'oro c'è: uno di questi è il tungsteno (densità 19,25 g/cm³) che infatti viene usato nei falsi lingotti professionali.. Lo "striscio" sulla pietra e la prova dell'acido Il momento più iconico del rito avviene quando l'operatore prende il gioiello e lo strofina con energia su una tavoletta nera, lasciando una vistosa scia dorata. Che cos'è? Quella tavoletta si chiama pietra di paragone (di solito è radiolite o ardesia). È una pietra dura, abrasiva e scura, pensata appositamente per "grattare" via microscopiche particelle di metallo senza rovinare l'oggetto. Subito dopo l'esperto intacca con la lima il gioiello e versa una goccia di acido nitrico sia sulla traccia lasciata sulla pietra, sia sul taglio appena fatto. L'oro è un metallo "nobile", il che significa che resiste a molti reagenti comuni. Se l'oro è vero, la scia sulla pietra e il buchino restano intatti e brillanti. L'acido scivola via senza fare nulla. Se è un falso, l'acido penetra sotto la placcatura e tocca il metallo povero. Sulla pietra la scia dorata scompare all'istante, cancellata dall'acido; nel buchino, invece, il metallo frigge violentemente, diventa verde e rilascia fumo. Inoltre, usando acidi a diverse concentrazioni sulla pietra l'esperto capisce l'esatta caratura (14k, 18k o 24k) a seconda di quanto la scia resiste prima di sciogliersi.. E mordere l'oro come i pirati? Funziona davvero? Ve li ricordate i vecchi film i cui si vedevano personaggi mordere una moneta d'oro? Aveva senso? L'oro a 24 carati è così morbido che i denti lascerebbero un'impronta. Ma sui gioielli moderni a 18 carati questo test non funziona, perché la lega è troppo dura. Inoltre vale la pena ricordare che il piombo è ancora più morbido dell'oro: un falso di piombo placcato ingannerebbe il morso. Oggi i professionisti lo fanno nei video anche per dare un tocco di teatralità. Qualcuno, ne vediamo qualcuno pure in tv e su TikTok, addirittura annusa l'oro. Un trucco che sembra strano, ma che tutto sommato ha un fondamento scientifico: l'oro vero è inodore, mentre i metalli dei gioielli falsi, a contatto con la pelle, rilasciano un tipico odore ferroso. Accanto ad acidi e lime, infine, i negozi moderni usano uno strumento definitivo: lo spettrometro XRF. È una "pistola" hi-tech che spara raggi X sul gioiello e, in pochi secondi, mostra sullo schermo la percentuale esatta di ogni singolo metallo presente, senza rovinare l'oggetto. Ma cosa sono, esattamente, i "carati"? Il carato (kt) non indica il peso, ma la purezza dell'oro espressa in ventiquattresimi: immaginando di suddividere l'oggetto in 24 parti, il numero di carati ci dice quante "parti" sono d'oro e quante di altri componenti. 24 carati: È l'oro puro al 100%, quello dei lingotti. 18 carati: È l'oro dei gioielli, composto da 18 parti di oro e 6 di altri metalli (rame e argento). Attenzione, gli "altri metalli" non vengono aggiunti per "imbrogliare"! L'oro puro al 100% è morbido quasi come la cera: un anello si storcerebbe solo stringendo la mano a qualcuno. Miscelarlo con altri elementi serve a renderlo resistente. Sui gioielli possiamo trovare anche il marchio "750", significa che il 75% del pezzo è oro puro (cioè un altro modo per dire 18 parti su 24). Quanto si guadagna oggi con l'oro usato? È la curiosità che tiene tutti incollati allo schermo fino alla fine del video, quando i soldi vengono contati sul bancone. L'oro sta vivendo un periodo di massimi storici: l'oro puro viaggia sopra i 120 euro al grammo. I gioielli da noi indossati (i 18 carati), valendo il 75% rispetto al lingotto, vengono ritirati nei negozi a una quotazione che oscilla tra gli 80 e i 90 euro al grammo. Svuotare un vecchio cassetto e trovare un bracciale dimenticato da 20 grammi può fruttare oggi quasi 1.800 euro..
Autore
Focus.it

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