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In sintesi
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Chi soffre di ansia può avere difficoltà a prendere sonno, ma avviene anche il contrario: quando si dorme poco si tende a diventare più ansiosi. Perché accade? Secondo un nuovo studio postato in pre-pubblicazione sul server bioRxiv, la mancanza di sonno rende più difficile, per il cervello, adattarsi ad elementi nuovi e potenzialmente minacciosi dell'ambiente circostante.
Il risultato? Siamo più vigili e guardinghi, costantemente sulle spine. Dal punto di vista evolutivo ha senso: per i nostri antenati, vulnerabili ai predatori, questo stato di allerta aumentata era spesso vantaggioso. Oggi, al sicuro nelle nostre case, ne vediamo soprattutto gli svantaggi: la scarsità di sonno ci rende ansiosi e insicuri.. Le minacce di mondi virtuali. Un gruppo di scienziati dell'Università di Melbourne, Australia, ha reclutato 54 adulti sani tra i 18 e i 30 anni senza problemi di sonno o attenzione, privi di disturbi psichiatrici o neurologici. Metà dei partecipanti ha dovuto, per amore di scienza, rimanere sveglia per una notte intera; l'altra metà ha potuto dormire per 8 ore in laboratorio. Il sonno goduto o saltato è stato monitorato da dispositivi di monitoraggio indossabili.. All'indomani, tutti i volontari sono stati condotti in una passeggiata virtuale tra due scenari immersivi: una prima situazione neutra, con un ufficio ben illuminato e una musica tranquilla, alternata a un ambiente più sinistro, uno scantinato buio dove bisognava raccogliere lanterne mentre si udivano pianti, passi o parole sussurrate.
La realtà virtuale è stata usata per consentire lo studio dell'iper vigilanza in un periodo di tempo prolungato e continuo: altri studi prima d'ora avevano misurato questo stato sottoponendo i soggetti a singole immagini minacciose, un tipo di stimolo che, però, difficilmente si incontra nella vita reale.. Riposati e adattabili. Al cambio di scenario, entrando per la prima volta nello scantinato, tutti i partecipanti hanno mostrato maggiori livelli di ansia, misurati attraverso la frequenza cardiaca e le variazioni di sudorazione delle mani. Quando però si è trattato di addentrarsi per la seconda volta in quell'ambiente, chi aveva dormito è riuscito ad adattarsi, con una riduzione dello stress; chi era stato deprivato del sonno è rimasto agitato come la prima volta.. «La privazione del sonno può provocare uno stato di iper vigilanza che, se diventa cronico, può assumere la forma di ansia patologica», spiega Emma Sullivan, psicologa dell'Università di Melbourne che ha guidato lo studio.
Gli scienziati hanno poi misurato in che modo l'organismo faceva fronte a questo stato di ansia aumentata dovuto all'insonnia. Chi aveva una maggiore variabilità della frequenza cardiaca, ossia un cuore capace di adattarsi correttamente agli stimoli esterni e alla gestione dello stress, cambiando intervallo da battito a battito, ha riferito di non essersi sentito particolarmente ansioso nell'ambiente virtuale più ostile.
Al contrario, chi aveva una variabilità di frequenza cardiaca minore, e dunque un cuore meno "flessibile" e adattabile, in peggiore salute, ha riferito maggiori livelli di ansia.. Pisolini scaccia ansia. Compensare il poco sonno notturno potrebbe quindi ridurre i livelli di ansia percepita durante il giorno. Nei casi in cui l'insonnia non è risolvibile, per esempio perché indotta da turni di lavoro notturni o dalla presenza di figli piccoli, riposini studiati nelle ore diurne potrebbero tamponare la situazione. Rendendoci più riposati e meno sospettosi..
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