Perché il Gp di Baku si corre sabato e non domenica
- Postato il 23 settembre 2026
- Formula 1
- Di Virgilio.it
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Niente Gran Premio dell’Azerbaijan di domenica, si correrà di sabato. Infatti, a Baku le monoposto scenderanno in pista già giovedì, le qualifiche si disputeranno venerdì e la gara sabato 26 settembre. Non si tratta di una scelta commerciale né di un esperimento sul modello di Las Vegas. Il calendario è stato anticipato per evitare la sovrapposizione con una delle ricorrenze più importanti e recenti dell’Azerbaijan, il Giorno della memoria, celebrato dal 2021 ogni anno il 27 settembre.
Perché il Gran Premio di Baku si corre sabato
Il problema era proprio la data della gara, coincidente con la giornata dedicata alla commemorazione dei militari azeri morti nella guerra del Nagorno-Karabakh del 2020.
Su richiesta dell’organizzatore locale e delle autorità governative, FIA e Formula 1 hanno quindi anticipato l’intero programma di 24 ore. La decisione, annunciata il 30 giugno 2025 e successivamente approvata dal Consiglio mondiale della FIA, ha fissato il weekend dal 24 al 26 settembre.
Le prime due sessioni di prove libere si svolgeranno giovedì, mentre venerdì saranno in programma la terza sessione e le qualifiche. Il Gran Premio si disputa sabato 26 settembre. È soltanto la seconda gara del campionato 2026 prevista di sabato insieme a Las Vegas, anche se per ragioni completamente differenti.
Gli orari del Gp d’Azerbaijan a Baku.
- Giovedì 24 settembre ore 10:30 Prove libere 1
- Giovedì 24 settembre ore 14:00 Prove libere 2
- Venerdì 25 settembre ore 10:30 Prove libere 3
- Venerdì 25 settembre ore 14:00 Qualifiche
- Sabato 26 settembre ore 13:00 Gara
Che cosa accadde nel Nagorno-Karabakh nel 2020
Il 27 settembre 2020 ripresero i combattimenti tra Azerbaijan e Armenia lungo la linea di confine del Nagorno-Karabakh, territorio internazionalmente riconosciuto come parte dell’Azerbaijan ma allora controllato dalla popolazione armena e dalle autorità dell’autoproclamata Repubblica dell’Artsakh.
Il conflitto, conosciuto come seconda guerra del Nagorno-Karabakh, durò 44 giorni. L’esercito azero riconquistò ampie porzioni di territorio, compresa la città strategica di Shusha, chiamata Shushi dagli armeni. I combattimenti terminarono nella notte tra il 9 e il 10 novembre con un accordo di cessate il fuoco mediato dalla Russia.
La guerra provocò migliaia di morti tra i militari dei due schieramenti, vittime civili e un nuovo esodo della popolazione. Secondo le Nazioni Unite, oltre 90 mila persone furono costrette a lasciare l’area del conflitto.
Il 2 dicembre 2020 il presidente azero Ilham Aliyev istituì il 27 settembre come Giorno della memoria. Nel racconto ufficiale dell’Azerbaijan, la ricorrenza rende omaggio ai militari caduti nella “Guerra patriottica” per l’integrità territoriale del Paese. È una giornata di lutto nazionale, non una festa.