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Per quale squadra tifa Filippo Bisciglia, conduttore di Temptation Island
Postato il 24 giugno 2026
Di Virgilio.it
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5 min di lettura
L’estate arriva quando il palinsesto muta con l’ingresso nella programmazione serale della filosofia che ispira Temptation Island che, con il rito del falò, va a scardinare ogni sicurezza sul piano delle relazioni per indagare su presunte strategie manipolatorie, rapporti di dipendenza affettiva tali o quasi oppure affrontare evidenze. Alla conduzione dello show che ha segnata la svolta, anche sul piano di ascolti e share, nella stagione del disincanto c’è anche stavolta Filippo Bisciglia. Figura simile a una sorta di mediatore, indagatore della coppia, è noto per la sua passione calcistica per una delle squadre della Capitale che vi sveleremo proprio in apertura della nuova edizione.
Il presentatore romano ha nutrito fin dalla giovinezza grande attenzione nei confronti dello sport, tanto da appassionarsi al tennis da giovanissimo dimostrando una notevole predisposizione tanto da incominciare a praticare lo sport di Sinner e Cobollia livello agonistico. Filippo Bisciglia, infatti, fino ai 18 anni compiuti ha praticato tennis con discreti risultati diventando un adolescente più sicuro soprattutto dopo aver patito le conseguenze di un problema all’anca che, in un’intervista, ha deciso di rendere noto, il Morbo di Parthes.
Nato a Roma il 24 giugno del 1977, Bisciglia è cresciuto in un contesto di estrema serenità con il padre dedito al lavoro di rappresentante di abbigliamento da uomo, mentre la mamma lavorava come impiegata. Come dicevamo, lo sport si è presentato anche come risposta a una diagnosi, supportandolo e guidandolo parallelamente al percorso scolastico. Il conduttore dell’edizione 2026 di Temptation, realizzato stavolta in Calabria, ha coltivato fin da piccolo l’interesse per la squadra tifata da papà e sorella, la Lazio.
Senza trascurare gli studi all’istituto alberghiero, che ha concluso conseguendo il diploma di scuola superiore, Bisciglia si è poi dedicato a tennis e ancora di più al mondo dello spettacolo dove ha incominciato a fare i primi passi.
Il Grande Fratello e gli inizi
La grande occasione, televisiva, arriva quando viene selezionato in uno dei tanti casting del Grande Fratello nella fase di maggiore centralità del reality televisivo, conquistando presto una popolarità enorme. Nel 2006 è diventato famoso per aver partecipato alla sesta edizione del GF riuscendo a conquistare la simpatia del pubblico che lo aveva premiato assegnandogli la seconda posizione, dietro ad Augusto De Megni, trionfatore di quell’edizione del programma Mediaset e al centro di un tremendo caso di cronaca risalente a quando, bambino, venne rapito.
Dopo il Grande Fratello, Bisciglia ha tentato la strada attoriale in Un posto al sole e Distretto di Polizia 10. Ma è quando inizia la sua collaborazione con la Fascino PGT di Maria De Filippi e Temptation Island, che conquista una enorme visibilità che prosegue dal 2014 di fatto.
La passione per la Lazio
Spesso interpellato sull’andamento della sua Lazio, non ha mai celato la sua preferenza per la squadra biancoceleste. “Come è nata la mia passione per la Lazio? Mio padre è un tifoso laziale e lo è sempre stata anche mia sorella che è più grande di me. A 10 anni mi portarono a vedere lo spareggio di Napoli contro il Campobasso, gara che servì ai biancocelesti per non retrocedere in Serie C, la squadra di Fascetti la vinse grazie a un gol di Poli”, aveva detto in una dichiarazione d’annata che risale all’epoca di un pre gara.
Proprio a conclusione dell’edizione clou, tra le più discusse e controverse almeno sui social, Filippo si lasciò andare a un “Forza Lazio”, che rimase nella storia. In un’intervista, rilasciata al Corriere della Sera, era stato poi più dettagliata. “Nascondere la propria fede calcistica per me non ha senso. Nell’ultima edizione di Temptation Island ho avuto modo di palesare la mia lazialità. Finito il programma ho detto agli autori, e molti sono romanisti, di non tagliare quel passaggio. Nessuno mi ha detto niente, anzi, ci abbiamo riso. Ma non avevo dubbi, perché il nostro è un programma vero”, aveva detto: “Sono cresciuto in un palazzo fatto di soli tifosi biancocelesti. Guardavamo le partite tutti insieme sul divano. Da bambino andai perfino a Napoli con papà a vedere lo spareggio col Campobasso per non andare in C”.
I derby del cuore
Amante di una Lazio d’annata, risalente alla sua giovinezza, Bisciglia ha menzionato i migliori derby della sua vita da tifoso ospite di un talk e ripresi dai siti laziali con estrema attenzione. “Ricordo quelli di Gascoigne, i gol di Di Canio. Ma il derby che ricordano tutti i laziali, inevitabilmente, è quello vinto per 1-0 in finale di Coppa Italia con il gol di Lulic. Il mio personalissimo derby, però, è un altro: era il battesimo della nipote della mia ex fidanzata e non potevamo essere, vista questa cerimonia, allo stadio. Sotto alla camicia avevo messo la maglia della Lazio perché, se i biancocelesti avessero vinto, avevo pensato di mostrarla a tutti a tavola. Eravamo in svantaggio per 2-0 e, dopo aver accorciato le distanze sul 2-1, al 95′ Castroman segnò la rete del 2-2. Io mi alzai e mi strappai la camicia facendo vedere a tutti la maglia laziale. Erano tutti romanisti, compresa la mia ragazza che quella sera mi lasciò. Facemmo pace solo qualche giorno dopo”. Spesso critico per via del mercato, Bisciglia ha rivolto anche una sorta di appello al presidente Claudio Lotito. Chissà che stavolta venga ascoltato.
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