Per il lucano Lavitola la vendetta dell’ex pronta a raccontare tutto ai magistrati
- Postato il 12 settembre 2026
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Per il lucano Lavitola la vendetta dell’ex pronta a raccontare tutto ai magistrati
Attentato a Ranucci: Per il lucano Lavitola la vendetta dell’ex Natalia Potenza pronta a raccontare ai magistrati i segreti del padre dei suoi due figli.
Natalia Potenza, ex compagna del lucano Valter Lavitola e madre di due suoi figli si sfoga in procura: «Da lui ho subito violenze psicologiche». Assistita dall’avvocato Giuseppe Cavallaro, la donna ha deciso di portare all’attenzione dei magistrati quanto subito durante la relazione con l’ex direttore dell’Avanti. Insieme da 15 anni, ha scoperto che la tradiva ancora dagli atti dell’inchiesta. Ci sono intercettazioni in cui emerge che Lavitola frequentava una donna brasiliana. La volontà di rivalsa di Potenza, infatti, nasce dall’ordinanza che ha portato in carcere Valterino. Nella quale la gip ha messo nero su bianco una telefonata con Adriana Linhares, con cui il gestore del ristorante di viale dei Quattro Venti aveva una relazione iniziata a febbraio 2026. In quella conversazione Lavitola preannuncia all’estetista brasiliana che andrà in carcere, magari per qualche anno, e la chiama «amore». In un’intervista successiva la donna ha detto di essere la fidanzata di Valter, che secondo lei viveva da separato in casa con Potenza. Considerando che nel ristorante c’era una webcam che consentiva in qualsiasi momento di controllare chi fosse seduto ai tavoli, la circostanza appare alquanto curiosa.
VUOLE PARLARE CON I MAGISTRATI LA EX DI LAVITOLA: I RETROSCENA DELLA RELAZIONE E LA SVOLTA SOCIETARIA AL BISTROT
Ora l’ex compagna vuole essere sentita in Procura. Natalia Potenza, 32 anni, e Valter Lavitola si incontrano a Buenos Aires nel 2011: il faccendiere si trovava in Argentina mentre era latitante e lontano dall’Italia. Natalia Potenza sceglie di stare vicino a Lavitola nonostante i problemi con la giustizia, i processi e le condanne. Nel 2012, Lavitola torna in Italia e decide di costituirsi, mentre Natalia abbandona l’Argentina per seguirlo e sostenerlo. E’ certo che la signora condividesse, con lui, appartamento e affari. Lei era la vera titolare del Cefalù bistrot, il locale delle cene con Sigfrido Ranucci. Nelle ultime ore è arrivato il colpo di scena sull’attività: Natalia Potenza si prende tutto e cambia la compagine societaria. Entrano la sorella Andrea Potenza e il consigliere Carmine Palestini. Una mossa a sorpresa che taglia fuori completamente dalla gestione del Bistrot Valter Lavitola. Lei conosceva il perimetro del business africano delle mangrovie (carbon credit) oltre a Gomes Clesio Tavares. Lei stava accompagnando il faccendiere all’aeroporto di Fiumicino la sera delle perquisizioni, lo scorso 4 luglio.
LE RIVELAZIONI IN ARRIVO E I RAPPORTI CON IL GIORNALISTA
Ed era ancora lei, la fidanzata dei tempi passati quando Lavitola, a Buenos Aires, si sforzava di far perdere le proprie tracce, che sapeva ascoltare, comprendere, tacere. Ora, però, è venuto il momento di parlare. Potenza vorrebbe anche raccontare dettagli inediti sul rapporto tra Ranucci e Maria Rosaria Boccia, che ha annunciato un libro a quattro mani con il giornalista. Adesso sarebbero in arrivo rivelazioni importanti, sempre secondo l’avvocato Cavallaro. «Io non so nulla della bomba. Voglio solo difendere la mia rispettabilità e dimostrare ai pm la mia estraneità a tutti gli impicci di Valter», gli ha detto spesso Natalia. Con il suo avvocato Cavallaro avrebbe scritto, ha fatto sapere nei giorni scorsi Il Giornale, che «tra Ranucci e Lavitola c’è un tipo di legame forte, come il gatto e la volpe».
CHAT DI LAVITOLA CANCELLATI E LE INDAGINI DEI MAGISTRATI DELLA DDA SULL’ATTENTATO E LA REPLICA DALLA EX
L’indagine della Dda di Roma sull’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci sembra arrivata ad una svolta. Nel giorno in cui il Riesame respinge l’istanza dei difensori dell’indagato, accusato e reo confesso di essere il mandante dell’azione dinamitarda, confermando l’impianto accusatorio dei pm di piazzale Clodio a cominciare dall’aggravante del metodo mafioso e negando il suo “esilio” nella sua Noepoli, in Basilicata, emerge che nei device dell’imprenditore ci sono “dei buchi”, dei salti temporali, nelle comunicazioni tra lui e l’oramai ex conduttore di Report. In altre parole, nel corso dell’analisi dei cellulari sequestrati all’ex editore de “L’Avanti!”, sono state riscontrate delle cancellazioni sospette di messaggi inviati anche nei giorni precedenti e successivi all’attentato. Sviluppi investigativi su cui gli inquirenti, che hanno affidato le indagini ai carabinieri, vogliono vederci chiaro.
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GLI ACCERTAMENTI SULLE TESTIMONIANZE E LA REPLICA SUI SOCIAL DELLA EX
Chi indaga vuole cercare di recuperare le comunicazioni che non compaiono più nel telefono di Lavitola e, in quest’ambito, proseguire nell’ascolto di testimoni. Al momento una convocazione dello stesso Ranucci non è stata ancora calendarizzata, ma non si esclude che possa avvenire nelle prossime settimane, così come quella di altre figure che stanno emergendo in questa complessa vicenda, a cominciare da Natalia Potenza, la compagna di Lavitola che la notte tra il 4 e il 5 luglio, poche ore dopo la perquisizione domiciliare del marito, avrebbe ricevuto dal numero di Laura Cianfoni, donna vicina a Ranucci, l’ordinanza cautelare a carico dei quattro esecutori materiali dell’attentato. Su questo episodio il giornalista, con un post sul suo profilo social, ha affermato che “non esiste alcuna chat segreta. È stata mandata un’ordinanza già pubblica, su mia richiesta, e, di sua spontanea iniziativa, un semplice messaggio di cortesia per sapere come stava. Punto, null’altro”, scrive l’ex conduttore ribadendo di essere sostanzialmente vittima della “più grande campagna di fango della storia finalizzata a rimuoverlo da Report”.
Il Quotidiano del Sud.
Per il lucano Lavitola la vendetta dell’ex pronta a raccontare tutto ai magistrati