Per Cobolli insulti e minacce dopo il ko con Mannarino a Shanghai: "Devi morire". La denuncia di papà Stefano
- Postato il 9 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Dopo la batosta, gli insulti e le minacce. Non è stato un bel giorno per Flavio Cobolli a Shanghai e il momento peggiore, probabilmente, non è coinciso con la clamorosa sconfitta rimediata da Adrian Mannarino, il 38enne francese che lo ha eliminato al debutto nel Masters 1000 cinese provocandogli la seconda sconfitta di fila all’esordio dopo quella di Pechino. Al termine del match è cominciata la lunga, interminabile, avvilente e angosciante sequela di messaggi d’odio sui social. Una triste consuetudine, secondo quanto raccontato da Stefano, il papà allenatore. Stavolta, però, qualcuno ha davvero esagerato.
- Cobolli, messaggi d'odio da una presunta 19enne
- Lo sfogo del padre di Cobolli: "Genitori, intervenite"
- Prima di Cobolli le minacce a Berrettini e Stefanini
Cobolli, messaggi d’odio da una presunta 19enne
Il padre di Cobolli, infatti, ha reso pubblico – attraverso una storia Instagram – un messaggio ricevuto sui social da una certa Fabiola, ragazza di 19 anni. Molto probabilmente – ma non vi è alcuna certezza – un account fake. Dalla signorina (o da chi per lei), comunque, parole velenosissime e “auguri” d’ogni tipo di guaio al malcapitato “Flavietto”. “Altro che Finals, a tuo figlio deve venire un cancro e deve morire brutto f… di m…“. Tutto per una sconfitta, tutto per una partita di tennis o più verosimilmente per una scommessa persa. Un messaggio di una gravità unica, che va ben oltre la legittima delusione di una “tifosa”.
Lo sfogo del padre di Cobolli: “Genitori, intervenite”
“Di solito cerco di cancellare senza dar peso a questi commenti… (che sono tantissimi)”, la riflessione di Stefano Cobolli. “Ma qualcosa bisogna fare! Forse eliminare i social? Sicuramente una soluzione e ci penserò, per il momento mi sento ancora di contrastare se possibile questa piaga e forse la signorina ci penserà due volte la prossima volta!”. E ancora: “Mi auguro che questo messaggio arrivi ai genitori. Noi siamo forti, siamo sportivi e superiamo ostacoli ben più grandi di un commento Instagram, ma ci sono tante persone che potrebbero soffrirci e non è giusto! Quindi cari genitori diamo un occhio a quello che fanno i nostri ragazzi anche sui social, secondo me è importante”.
Prima di Cobolli le minacce a Berrettini e Stefanini
Cobolli non è la prima vittima di questi messaggi inqualificabili. Solo per non andare troppo a ritroso e per restare in ambito italiano, qualche settimana fa Berrettini ha denunciato minacce e pressioni legate al mondo del betting, ricevute per interposta persona: il fratello, a Parigi, è stato raggiunto da messaggi inquietanti dopo una partita vinta da Matteo negli Stati Uniti. Anche Lucrezia Stefanini aveva raccontato, durante il torneo di Indian Wells, di aver ricevuto minacce di morte (compresa la foto di una pistola) e riferimenti a parenti e al luogo di nascita, via whatsapp. Una “spiacevole” e odiosa abitudine, che va fermata in qualche modo.