Pd sotto stress, sulla crisi Amt il sindaco di Campomorone rimette le deleghe in Città metropolitana
- Postato il 26 agosto 2026
- Copertina
- Di Genova24
- 0 Visualizzazioni
- 5 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Genova. All’antivigilia della Festa dell’Unità che da nove anni mancava in piazza Caricamento, a Genova, si sprecano sarcasmi e giochi di parole: l’unità – anche con la u minuscola – non sembra essere la qualità più abbondante in questi giorni di quasi Settembrata in casa Pd.
Il casus belli è ancora una volta la crisi di Amt e il piano lacrime e sangue legato alle necessità di riequilibrio finanziario dell’azienda: nei giorni scorsi gran parte dei 66 sindaci della Città metropolitana avevano protestato contro la prospettiva di tagli alle linee di costa ed entroterra.
Ma in particolare aveva fatto notizia la lettera firmata dai sindaci (di centrosinistra, quindi di maggioranza in Città metropolitana) dell’Alta Valpolcevera. E, a seguire, un comunicato dei segretari regionale e provinciale del Pd, Davide Natale e Francesco Tognoni, che bacchettava i toni e le modalità di quella lettera.
Oggi una nuova puntata nello psicodramma a puntate interno ai dem: il sindaco di Campomorone, Giancarlo Campora (esponente Pd, uno di quelli che avevano firmato la lettera di cui sopra) ha scritto un’altra missiva. Questa volta la destinataria è la sindaca di Genova e della Città metrpolitana, Silvia Salis. L’oggetto: “Rimessa delle deleghe da lei assegnate”.
Campora, che continuerà a svolgere il mandato da consigliere (e ovviamente il sindaco di Campommorone), spiega: “La decisione nasce dal clima politico determinatosi negli ultimi giorni a seguito del confronto sul tema del trasporto pubblico locale e, in particolare, dalle dichiarazioni rese pubblicamente da” i segretari del Pd.
“Al di là delle legittime differenze di valutazione politica, ritengo che quanto accaduto abbia creato una situazione nella quale diventa difficile per me continuare a esercitare una delega all’interno della Città metropolitana senza che il mio ruolo istituzionale venga inevitabilmente sovrapposto al confronto politico interno al Partito Democratico”, continua.
“Desidero quindi chiarire con assoluta nettezza che questa decisione non nasce da un problema nei rapporti con te o con l’amministrazione che presiedi”, specifica Campora. Ma va da sé che l’effetto della rinuncia alle deleghe è stato immediatamente sfruttato dal centrodestra per stigmatizzare l’operato della sindaca Salis, in tema di trasporto pubblico e in tema di gestione politica della maggioranza.
Così Ilaria Cavo, deputata ligure di Noi Moderati e capogruppo di Noi Moderati Orgoglio Genova in consiglio comunale, non manca di sottolineare: “Il gesto di Campora è la conferma che i tagli delle linee del trasporto pubblico sono inaccettabili per chiunque, adesso la responsabilità di garantire un servizio all’altezza è tutta nelle mani di Città Metropolitana e del nuovo management dell’azienda scelto dalla nuova amministrazione comunale. Anziché cercare di puntare il dito contro i sindaci che difendono i diritti dei propri cittadini e contro Regione Liguria che sta sostenendo l’azienda, la sinistra riconosca di aver sbagliato strada e faccia retromarcia. Magari chiedendo anche alla sindaca Silvia Salis di metterci la faccia e di avere il coraggio di dire ai suoi colleghi sindaci ciò che si sono sentiti dire per interposta persona”.
Punzecchiano la sindaca e il campo largo anche da Fratelli d’Italia, con la capogruppo a Tursi Alessandra Bianchi e il coordinatore ligure Matteo Rosso: “Campora rimette le deleghe stando però attento a non intaccare l’aura di Silvia Salis sempre più impegnata sulla scena nazionale che su Genova, un’amministratrice frutto di uno storytelling e di un copione dove nessuna critica è consentita. Ecco a fine estate servito l’ennesimo cortocircuito interno alla maggioranza genovese, al Pd e al campo largo, ma come sempre sono i cittadini a farne le spese”.
Sulla decisione del sindaco di Campomorone Giancarlo Campora, il commento di Enrico Vassallo, consigliere comunale del Pd ed espressione della fazione dem che nei giorni scorsi ha sostenuto i sindaci dell’alta Valpolcevera. Vassallo che ha anche il ruolo di coordinatore politico del Partito Democratico nei cinque Comuni dell’Alta Valpolcevera esprime “piena solidarietà ai nostri sindaci e agli altri amministratori dell’area metropolitana che in questi giorni hanno rappresentato con serietà le preoccupazioni dei propri territori sulla riduzione del servizio Amt”.
E aggiunge, rivolgendosi ancora ai segretari Tognoni e Natale: “Credo che in questa fase sia stato commesso un errore politico nel trasformare una posizione istituzionale assunta dai sindaci in una contrapposizione politica. I sindaci stanno rappresentando le preoccupazioni delle loro comunità e questo deve essere riconosciuto e rispettato, anche quando le loro posizioni non coincidono pienamente con quelle dell’amministrazione metropolitana o del partito”.
“La scelta di Giancarlo Campora di rimettere le deleghe in Città Metropolitana è la conseguenza più evidente del clima che si è determinato e merita rispetto. Credo sarebbe stato auspicabile che, prima di arrivare a questo punto, si fosse trovato il modo di riaprire il dialogo e ricercare una sintesi politica e istituzionale. Quando tanti territori pongono lo stesso problema, servono meno polemiche e più disponibilità all’ascolto. Il dissenso, anche quando è duro, non è una debolezza se nasce dalla responsabilità di chi amministra e può contribuire a migliorare le decisioni”, conclude Vassallo.
Sul tema del trasporto pubblico e della crisi di Amt interviene in queste ore anche Francesca Ghio, consigliera di Avs in Comune e Città metropolitana: “Le preoccupazioni dei sindaci dell’entroterra e dei cittadini genovesi per la prospettata riduzione delle corse Amt sono comprensibili e devono essere ascoltate. Sappiamo che l’azienda sta affrontando una situazione difficile e che il piano di risanamento è necessario per garantirne il futuro e mantenerla pubblica. Amt sta uscendo dalle difficoltà anche grazie a importanti investimenti pubblici, ma il risanamento comporta un sacrificio in termini di chilometri di servizio erogato”.
“Dobbiamo trovare un punto di equilibrio, evitando che siano i territori più fragili a pagare il prezzo maggiore – aggiunge – nell’entroterra il trasporto pubblico è spesso un presidio sociale indispensabile per lavoratori e lavoratrici, studenti e persone anziane che non hanno alternative all’auto. Le esigenze del risanamento e quelle dei territori non devono essere necessariamente contrapposte: occorre analizzare le singole situazioni e individuare correttivi e soluzioni alternative”.
Ghio chiama in causa anche la Regione: “Fondamentale che faccia la propria parte, dobbiamo puntare sull’intermodalità ferro-gomma, attraverso un maggiore coordinamento dei servizi e il potenziamento dei nodi di interscambio. L’Agenzia regionale per il trasporto regionale e locale può e deve avere un ruolo centrale nel costruire un sistema realmente integrato, coordinando ferro e gomma e valorizzando al meglio le risorse disponibili. Se diminuiscono i chilometri su gomma, dobbiamo essere in grado di offrire alternative efficienti, facendo funzionare insieme autobus e treni. È questa la strada per ridurre i disagi senza isolare l’entroterra”.