Pd, la proposta per tenere unito il campo largo: "Che poltrona vuoi?"
- Postato il 22 aprile 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Pd, la proposta per tenere unito il campo largo: "Che poltrona vuoi?"
Il campo largo ha un problema. E lo ha messo nero su bianco un attivista pentastellato: "Siamo contrari ai poltronifici, ma se non ci si mette d'accordo prima, chiarendo i ruoli, poi si rischia di pagare dazio". Il riferimento è proprio alla corsa come coalizione: chi si prende cosa? Aspetto su cui non è solo il Movimento a interrogarsi in queste ore. Il Pd, ad esempio, ragiona su meccanismi di garanzia aggiuntivi per evitare che parte dell'elettorato, orientato verso un leader diverso dal vincitore delle primarie, si allontani. Si potrebbe fare in modo - è il ragionamento di diversi dem riportato dal Messaggero - di coinvolgere tutti i partecipanti alle primarie prefigurandone l'inclusione all'interno della compagine di governo e chiedendo a ciascuno di indicare una preferenza sul ruolo da svolgere o sulla materia specifica di cui occuparsi.
Un meccanismo in cui i secondi o terzi qualificati potrebbero trovarsi a giocare il ruolo di "vicepremier" o di ministri. Eppure non tutti si trovano d'accordo. C'è chi, sempre nel Pd, chiede di evitare "governi ombra", mentre da Avs si fa notare che eventuali "designazioni" potrebbero saltare in aria alla prova delle urne se un partito raccogliesse una percentuale di consensi maggiore rispetto alle attese. "Il rischio - ragiona un deputato dem - è di arrivare a scegliere il leader troppo tardi, nel caso in cui si vada a elezioni anticipate; o troppo presto, se Meloni deciderà di chiudere l'esperienza a palazzo Chigi rispettando la scadenza naturale del mandato a ottobre 2027".
[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47348058]]
E ancora, sono i dubbi pentastellati: "Prima di ragionare sulle primarie, ci interroghiamo se la legge elettorale cambierà oppure no". Nel caso in cui rimanesse il Rosatellum, infatti, il ricorso ai gazebo diventerebbe facoltativo e non più "obbligatorio". Oltre ai nomi anche sul programma i problemi non sono pochi: "Più che un programma di cento pagine - ragionano i dem - serve puntare su tre o quattro punti qualificanti sui quali ribadire l'unità della coalizione, ad esempio le politiche sul lavoro, il fisco, la sanità e la politica estera". Insomma, il campo largo rischia di schiantarsi ben prima del voto.
[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47349188]]
Continua a leggere...