Parte la Vuelta: Pogacar senza rivali, l'Italia punta su Fortunato per la maglia a pois. Alaphilippe si ritira
- Postato il 21 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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Di rosso vestito non l’ha mai visto nessuno. Basta questo allora per pensare che sulle strade di Spagna anche Tadej Pogacar potrà mostrarsi in una veste completamente nuova. Lui che quelle strade le ha bazzicate 7 anni fa, quando ancora il mondo non sapeva chi fosse quel ragazzotto di 21 anni che da Komenda si preparava ad andare a dominare l’universo del pedale. Chiuse comunque sul podio, al debutto in un grande giro: terzo dietro al connazionale Roglic e a Valverde, tenendo fuori uno come Nairo Quintana. Che avrebbe voluto partecipare un’ultima volta alla Vuelta, sentendosi però rispondere dalla Movistar che per lui non c’era posto.
- Julian ha detto stop: l'ultimo fuoriclasse prima di Tadej
- Pogi emozionato: "Si corre a casa mia e sto bene..."
- Gall l'antagonista, che lotta Pedersen-Van Aert!
Julian ha detto stop: l’ultimo fuoriclasse prima di Tadej
Nel 2019 il mondo del ciclismo era dominato dagli Sky (in realtà già passati sotto le insegne Ineos), anche se nelle corse di un giorno il vero faro si chiama Julian Alaphilippe. Che ieri ha annunciato un po’ a sorpresa il ritiro dalle scene, complici 4 stagioni messa una in fila all’altra nelle quali è sembrato l’ombra del fuoriclasse che a cavallo della pandemia vinse due mondiali consecutivi. Alaphilippe al Tour aveva deluso e a 34 anni è sceso di bicicletta con effetto immediato, risolvendo il contratto con la Tudor che prevedeva un altro anno ancora da professionista.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/robyn_emz/status/2090560957172883768" profile_id="robyn_emz" tweet_id="2090560957172883768"/]Pogacar invece è praticamente fresco di rinnovo fino al 2032 e nella “sua” Montecarlo (perché la Vuelta partirà domani dal Principato con una cronometro individuale di poco meno di 10 km) proverà subito a mettere le mani avanti, cercando di capire quanto gli dona il colore rosso sulla maglietta. “Per me essere qui a Monaco è un sogno, perché ho coltivato da sempre il proposito di vincere tutti e tre i grandi giri e so di avere davanti a me un obiettivo concreto”, ha spiegato lo sloveno, che vincendo la corsa iberica completerebbe la triplice corona.
“Come mi sento? Bene, perché c’è stato abbastanza tempo per recuperare le energie dall’ultima tappa disputata al Tour. E poi, potendo partire praticamente a due passi da casa, non ho dovuto neppure faticare troppo con gli spostamenti…”.
Pogi emozionato: “Si corre a casa mia e sto bene…”
Pogacar alla Vuelta è destinato a dominare come sempre ha fatto nelle corse a tappe o di un giorno alle quali ha partecipato, almeno da tre anni a questa parte. Sebbene non manchino le incognite, perché i piani originari di inizio stagione non contemplavano la corsa spagnola (almeno a parola… se ha bluffato è stato decisamente bravo…) e quindi è lecito aspettarsi un cammino un po’ più difficoltoso rispetto alle abitudini.
“La verità è che il livello dei partecipanti è molto alto, e quindi la battaglia sarà dura. Vincere non è mai facile: capisco che posso avere abituato bene gli appassionati, ma credetemi, non c’è mai nulla di facile e scontato in quello che vedete. Ci tenevo tanto a partecipare alla Vuelta: col team ne avevamo discusso a dicembre, dicendo che se si fossero presentate le condizioni non avremmo indugiato. Dopo il Tour il quadro era chiaro e parto con grande entusiasmo”.
Gall l’antagonista, che lotta Pedersen-Van Aert!
Un paio di ricognizioni sulle alture di Andorra (ufficialmente sede di un ritiro in altura) avevano un po’ smascherato i piani segreti di Tadej, il quale alla Vuelta troverà avversari sufficientemente buoni per rendergli appena la vita dura.
Dando per chiusa prima ancora di cominciare la corsa per la vittoria, i restanti due gradini del podio se li giocheranno Felix Gall (Decathlon), Oscar Onley (Netcomapny Ineos), Mattjas Skjelmose (Lidl Trek) e Richard Carapaz (EF EasyPost), tutti dotati di ottimi mezzi in salita, ma tutti reduci da fatiche importanti (Gall secondo al Giro, Carapaz grande protagonista al Tour e alle classiche agostane). Buitrago e Mas giocheranno di rimessa, Almeida (non al meglio) dovrà chiaramente lavorare per Pogacar, Landa proverà ad andare a caccia di qualche tappa.
Per la classifica a punti sarà battaglia campale tra Mads Pedersen e Wout Van Aert, che dopo aver saltato il Tour per un’infezione al gomito proverà a rifarsi con gli interessi (ma occhio a Pogacar, che se dovesse vincere tante tappe accumulerebbe tanti punti). Per la classifica degli scalatori, occhio a Jay Vine che ha vinto le ultime due edizioni (ma corre nella squadra di Tadej): Lorenzo Fortunato è la carta a sorpresa per provare a sparigliare le carte. Fortunato che è anche l’unico italiano che parte con qualche ambizione: dei 16 italiani in gara, solo Albanese e Dainese per le volate e Zana e Covi per qualche frazione da fughe potrebbero lasciare il segno. Mala tempora currunt…