Papa Leone XIV apre il Giubileo Speciale per la Pace nel nome di San Francesco d’Assisi
- Postato il 17 gennaio 2026
- Antropologia Filosofica
- Di Paese Italia Press
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Pierfranco Bruni
Papa Leone XIV nel proclamare uno speciale Anno Giubilare nel nome di San Francesco d’Assisi ha posto all’attenzione non solo gli Ottocento anni della morte del Santo ma ha sottolineato l’importanza della pace attraverso l’opera degli uomini. Ovvero chiama in causa il bisogno fattivo che gli uomini si rendano portatori di pace sottolineando la necessità della cristianità: “… ogni fedele cristiano sull’esempio del Santo d’Assisi si faccia egli stesso modello di santità di vita e testimone costante di pace”.
Un richiamo forte che pone come centralità i popoli e quindi le civiltà esortandoli a un cammino non solo di preghiera ma anche di tolleranza culturale. Credo che sia un monito indiscutibilmente imponente. Un anno giubilare appena concluso, la Chiesa ha pensato bene ad aprire un’altra e nuova strada ricordando proprio San Francesco. Ricordare San Francesco significa aprire un modello di dialogo tra Oriente e Occidente, ovvero “metaforicamene” tra il Sultano e le Genti dell’Occidente tanto per non dimenticare il viaggio stesso di Francesco il contesto, quello medievale, si era in mezzo alle Crociate.
L’uomo della spada dovrebbe deporla e ascoltare quell’ “alter Christus” che è la conversione verso il bene oltre i mali dei conflitti. Un messaggio di sostanziale invito a richiamare l’amore come senso di una spiritualità profonda che sia essa laica o vissuta nel tempo del sacro.
L’anno francescano infatti ha questo auspicio in cui si pone Assisi al centro di una dichiarazione di vita assoluta. Anche per questo l’anno in corso non “celebra” Francesco ma lo ricorda perché la morte non è mai una celebrazione ma un ricordare trasmettendo esempi e testimonianze. Francesco è un esempio e una testimonianza.
Entrambi vissuti nel nome di una fraternità che ha visto il “Cantico delle Creature” come sigillo tra i popoli e quindi gli uomini e gli Stati. Il viaggio del Santo d’Assisi è una metafisica trasmessa con gli strumenti della Parola e del “comunicare” una esperienza d’amore non solo come dono ma anche superamento della morte stessa.
I conflitti portano alla morte. La Parola porta alla vita. Si tratta di uno schiarire le ambizioni e di comprendere che anche i poteri sono mortali. Un processo esistenziale e religioso chiaramente nel nome di Cristo.
Il “Cantico delle Creature” non può restare soltanto come la prima opera di letteratura in volgare. Ma bisogna cogliere I dettagli che invitano a guardare la Natura (intesa nel segno spirituale) come la vera metafisica delle civiltà nella quale tutto deve ritrovare la sua armonia primordiale già sottolineata nel 2023 con gli Ottocento anni della approvazione della Regola francescana e del Natale di Greccio. Successivamente delle stimmate nel 2024 e nel 2025 del “Cantico delle Creature”.
Il ricordo della morte di Francesco è nella continuità di una dimensione spirituale che senza la visione esistenziale-storica non avrebbe un significato nella lettura, o se si vuole nella interpretazione, mistica e culturale dei popoli. È su questo piano che Francesco per papa Leone XIV ci offre un modello di carità e di testimone della pace.
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Pierfranco Bruni è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.
Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.
Incarichi in capo al Ministero della Cultura:
Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;
Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;
Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.
Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.
Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.
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