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Paolo Dal Soglio: "Leo e Zane, i miei tesori. Un sogno che si avvera"

  • Postato il 11 agosto 2026
  • Sport
  • Di Agi.it
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Paolo Dal Soglio: "Leo e Zane, i miei tesori. Un sogno che si avvera"
Paolo Dal Soglio: "Leo e Zane, i miei tesori. Un sogno che si avvera"

AGI - "La doppietta di Leo e Zane, i miei tesori, è un sogno che si è avverato, ho sempre sperato di vederli insieme sul podio. Queste medaglie sono frutto di una programmazione partita da lontano. Questo uno-due lascia ben sperare in vista del futuro. Ho una richiesta, fateci lavorare e state al nostro fianco". Lo ha detto all'AGI, Paolo Dal Soglio, l'allenatore di Leonardo Fabbri e Zane Weir, rispettivamente confermato campione europeo e medaglia d'argento nel getto del peso ai Campionati europei di atletica di Birmingham. Insieme formano il "trio delle meraviglie".

Dal Soglio, per tutti "Paolone", per oltre vent'anni è stato azzurro del peso, e nel 1996 prima campione europeo indoor e poi quarto all'Olimpiade di Atlanta. Fabbri, fiorentino di Bagno a Ripoli, da diversi anni si è trasferito a Schio per seguire la programmazione di Dal Soglio. Weir è più "pendolare" con il vicino Friuli dove vive con la famiglia da poco allargata (nascita del primogenito Egidio).

Un percorso costruito nel tempo

"Queste medaglie sono state costruite assieme quando nessuno credeva nei due ragazzi, poco a Leo e zero a Zane - precisa Dal Soglio -. Speravo di vederli sul podio già due anni fa a Roma ma un infortunio alla caviglia di Zane aveva fortemente compromesso la preparazione. Mi ricorderò sempre quando è stato lui a cercarmi e ad insistere di essere allenato da me. Lui è arrivato in Italia dopo aver finito l'università in Sud Africa, appena sette giorni prima dello scoppio del covid in Italia. Aveva un personale di 19 metri e dopo sei mesi lanciava 20,70".

La soddisfazione del tecnico

Parlando dell'oro e dell'argento di Birmingham, Dal Soglio dice che "oltre agli anni di lavoro, bisogna crederci tanto e questa doppia medaglia è una soddisfazione per i ragazzi ma anche per me che hanno creduto nella mia persona" e aggiunge che "lavoriamo a testa bassa, finché non fai risultati nessuno ti dà retta ma devo ringraziare i Carabinieri per l'enorme supporto mettendoci tutto a disposizione (Dal Soglio è tecnico in seno al Centro Sportivo dell'Arma, ndr)".

La richiesta per lavorare con serenità

L'allenatore di Fabbri (Aeronautica Militare) e Weir (Fiamme Gialle) ha poi una richiesta: "chiedo di poter allenare con serenità, abbiamo bisogno di poche cose per avere la tranquillità, la mia programmazione la presento a settembre e poterla svolgere senza discussioni sarebbe un aspetto molto positivo". Tra i punti ci sono, "tre collegiali in Sud Africa tra novembre e aprile perché laggiù ci sono le condizioni ideali e troviamo pedane per lanciare che in Italia non ci sono ad eccezione di Pergine ValsuganaSavona e poche altre".

Il tema delle pedane per i lanci

Paolo Dal Soglio apre un paragrafo legato alle pedane dei lanci, martello, disco e peso, che da anni non riescono ad essere migliorate a livello mondiale. "Lanciamo su pedane di cemento e mi chiedo se è possibile che nel 2026 si spendano centinaia di migliaia di euro per piste performanti, non si è arrivati a decidere come vanno costruiti questi tre cerchi? - sostiene il tecnico azzurro nel corso dell'intervista con l'AGI -. Fare bene o fare male, costa uguale, bisogna capire quali materiali utilizzare, ma le pedane devono essere sicure: è scandaloso che quando cadono due gocce d'acqua la superficie sia come una 'pista da pattinaggio'. Non possiamo permettere gli infortuni degli atleti. Su questo ci sentiamo un po' discriminati, chiediamo un po' di rispetto".

L'obiettivo dei 23 metri

Tornando a Fabbri e al superamento della fettuccia dei 23 metri (22,98 il personale), Dal Soglio è chiaro, "è tutto pronto per lanciare oltre i 23 metri ma bisogna fare tutto al meglio e in una gara come Birmingham non è possibile perché, altra discriminazione verso il settore, disputare qualificazioni e finale in poche ore".

Il plauso alla Fidal

Infine, l'allenatore vicentino plaude la Fidal dicendo che "ha fatto bene il presidente Stefano Mei a convocare tutti gli atleti in possesso del minimo, non come era accaduto a me quando nel 2004 non mi portarono alle Olimpiadi di Atene nonostante avessi la misura richiesta".

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Autore
Agi.it

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