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Panatta tradisce Sinner ed esalta Alcaraz: bel gesto di Binaghi per Adriano a 50 anni dal trionfo a Roma

  • Postato il 5 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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Panatta tradisce Sinner ed esalta Alcaraz: bel gesto di Binaghi per Adriano a 50 anni dal trionfo a Roma

Dopo le polemiche delle scorse settimane, è arrivato il bel gesto pacificatore. “M’hanno invitato a Parigi e non a Roma”, aveva malinconicamente confessato Adriano Panatta. Poi però l’invito gliel’hanno consegnato. Anzi, Angelo Binaghi – presidente FederTennis e deus ex machina di quello che vorrebbe far diventare il “quinto Slam” – ha pensato a un ruolo di grande prestigio per l’ex capitano azzurro di Davis, per giunta romano “de Roma”: sarà lui a consegnare il trofeo al vincitore degli Internazionali, a cinquant’anni esatti di distanza dal suo storico trionfo del 1976. Ultima volta – incredibile a dirsi – di un italiano vincente al Foro Italico.

Internazionali, Panatta consegnerà il trofeo al vincitore

“Mi fa piacere, ci vado volentieri. Mi piacerebbe tanto consegnare la coppa a un italiano“, l’ammissione di Panatta al Corriere della Sera. E – superfluo perfino specificarlo – l’italiano maggiormente indiziato di successo è Jannik Sinner. Vista anche l’assenza di Carlos Alcaraz, più che gli avversari – secondo Adriano – il rosso di San Candido deve temere altri tipi di insidie. Di natura gastronomica, per la precisione: “Devono sperare che faccia indigestione di supplì e mozzarelle in carrozza. Anche a Parigi. Però, se vince Jannik, almeno la facciamo finita e non parliamo mai più del mio 1976″.

La vittoria a Roma nel 1976: Adriano cinquant’anni dopo

Cinquant’anni fa. Un anno magico per Panatta e per il tennis italiano. Adriano, subito dopo Roma, avrebbe vinto anche a Parigi, conquistando lo Slam sulla terra rossa. Qualche mese dopo, a Santiago del Cile, la Nazionale azzurra capitanata da Nicola Pietrangeli, con lui in campo, avrebbe conquistato l’Insalatiera della Davis. Insomma, un’annata indimenticabile. Anche se Adriano, in fondo, quei successi non se li è mai goduti. La mia felicità è sempre durata attimi, forse minuti. Una grande esplosione, che sfuma rapidissima”. Chissà, magari Panatta potrebbe emozionarsi adesso, nel consegnare la coppa a Sinner o a un altro azzurro.

Il “tradimento” di Panatta: “Sinner? Io più vicino ad Alcaraz”

A proposito di Jannik, sempre nell’intervista al Corsera ecco – improvvisa e imprevista – la sorprendente risposta su chi sia più forte tra lui e Carlos: “Quando Alcaraz si esprime al 100%, batte Sinner perché ha qualche invenzione in più. Ma il tennis non è solo questione di picchi di performance: sul rendimento medio, Jannik è superiore. Io dico: dritto Alcaraz, rovescio Sinner, servizio oggi Sinner, volée e smorzata Alcaraz, movimenti Alcaraz. Ma a Montecarlo, sulla terra, ha vinto Sinner”. Tra i due, Panatta si sente più ‘vicino’ allo spagnolo: “Mi ha colpito quando ha detto che, senza Ferrero, finalmente può prendere decisioni. Evidentemente lo soffriva. Ha barattato il rischio di qualche sconfitta in più con la libertà. Io sono come lui“.

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Virgilio.it

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