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Panatta: “A Roma mancano due settimane, io non ho ricevuto nessun invito. Però mi è arrivato quello di Parigi”

  • Postato il 21 aprile 2026
  • Tennis
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Panatta: “A Roma mancano due settimane, io non ho ricevuto nessun invito. Però mi è arrivato quello di Parigi”

” A Roma mancano due settimane, magari ci ripensano: facciano come gli pare“. L’amarezza traspare chiaramente dalle parole di Adriano Panatta: l’ex campione di tennis è stato l’ultimo italiano a vincere gli Internazionali, esattamente 50 anni fa, il 30 maggio 1976, in finale contro Guillermo Vilas. Dopo mezzo secolo, Jannik Sinner tra poche settimane potrebbe interrompere questo infinito digiuno. E Panatta, intervistato da Repubblica, racconta di non essere stato invitato al Foro Italico, né per assistere a qualche match né tantomeno per una eventuale celebrazione di quel successo storico.

“Io non ho ricevuto nessun invito. Però mi è arrivato quello di Parigi, come sempre: lo fanno con i campioni del Roland Garros e i francesi della Davis”, dice Panatta, al solito ironicamente provocatorio. È noto che i rapporti con il presidente della Fitp, Angelo Binaghi, non siano idiallici. Ed è la federazione ad avere in mano l’organizzazione del Masters 1000. L’assenza di Panatta agli Internazionali di Roma, proprio nel 50esimo anniversario del suo trionfo, diventerebbe però una macchia e scatenerebbe certamente polemiche.

Da tempo non si vede Panatta sul Centrale del Foro Italico: l’ultima volta fu “una decina di anni fa“. In quel caso per premiare la squadra vincitrice della Coppa Davis sempre in quella storica annata 1976: “Avevano premiato i vincitori della Davis, nell’intervallo tra la finale femminile e quella maschile: lo stadio era deserto, erano andati tutti a mangiare. È stato abbastanza triste. E poi, le ricorrenze mi mettono l’ansia“, spiega Panatta.

In ogni caso, il grande ex farà il tifo per Sinner, sperando che il tabù degli Internazionali possa finalmente spezzarsi: “Sarebbe ora. Non me l’aspettavo passasse così tanto tempo”. Anzi, Panatta aggiunge: “Mi auguro Sinner vada ancora più lontano di Djokovic. Non sono invidioso dei suoi successi, che sono già molto superiori ai miei, così come i suoi guadagni. Bravo“.

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Il Fatto Quotidiano

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