Pallone d’Oro, Kane replica a Yamal e Mbappé: Kvaratskhelia l’eccezione nella inedita battaglia mediatica
- Postato il 18 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Il giorno dell’assegnazione del Pallone d’Oro 2026 si avvicina e i principali candidati tentano di tirare acqua al proprio mulino: dopo Kylian Mbappé e Lamine Yamal, anche Harry Kane ha detto la sua in quella che è diventata una vera e propria battaglia mediatica, quasi inedita, per l’assegnazione del premio. Kvicha Kvaratskhelia è l’eccezione, l’unico ad adottare un basso profilo tra i concorrenti.
- La battaglia mediatica per il Pallone d’Oro
- Pallone d’Oro, l’auto-endorsement di Kane
- Pallone d’Oro, le dichiarazioni di Yamal e Mbappé
- Pallone d’Oro, l’eccezione Kvaratskhelia
La battaglia mediatica per il Pallone d’Oro
Difficile ricordare un Pallone d’Oro più conteso di quello che verrà assegnato il prossimo 26 ottobre a Londra. L’impossibilità rispetto agli scorsi anni di individuare un vero grande favorito, infatti, sta spingendo i principali candidati al premio a partecipare a una vera e propria battaglia mediatica: i concorrenti con maggiori chance di vincere stanno infatti provando a influenzare i giurati sottolineando in prima persona i propri meriti e rompendo quel clima di fair play che si è quasi sempre registrato negli anni scorsi nei giorni antecedenti l’assegnazione. In quelli successivi, infatti, le polemiche non sono mai mancate, come dimostrato dal caso Rodri–Real Madrid del 2024.
Pallone d’Oro, l’auto-endorsement di Kane
L’ultimo top player a entrare nella guerra mediatica per il Pallone d’Oro è stato Harry Kane, che in un’intervista a Marca ha fatto capire che riterrebbe la sua eventuale vittoria tutt’altro che immeritata. “Il Pallone d’Oro? È stata di gran lunga la stagione migliore della mia vita. I miei 73 gol (in 65 partite, ndr) parlano da soli e ne sono estremamente orgoglioso”, ha dichiarato Kane, ammettendo poi che “il Pallone d’Oro non è nelle mie mani, dipende dalle persone che votano”.
Per la cronaca, la valanga di gol segnati da Kane ha portato il Bayern Monaco a vincere la Bundesliga, ma non sono bastati per spingere i bavaresi a conquistare la Champions League, né a portare l’Inghilterra in finale al Mondiale: in entrambe le competizioni, quelle che storicamente influenzano di più la corsa al Pallone d’Oro, Kane s’è fermato in semifinale.
Pallone d’Oro, le dichiarazioni di Yamal e Mbappé
Le parole di Kane arrivano dopo le sfrontate dichiarazioni di Lamine Yamal, che facendo riferimento alla doppietta Liga–Mondiale ha ribadito di ritenersi il favorito per il Pallone d’Oro. “Credo sinceramente che i migliori al mondo siamo in due e quest’anno me lo merito per quello che ho vinto”, ha detto l’asso blaugrana riferendosi probabilmente a Kylian Mbappé, il rivale per eccellenza battuto però sia a livello di club che di nazionale.
Mbappé, dal canto suo, pare ritenere la questione delle vittorie di squadra puramente accessoria nella corsa al titolo di miglior giocatore del 2026. “Il Pallone d’Oro? Il mio miglior avvocato sono i miei piedi – ha detto il francese – Credo che per me sia un buon anno per vincerlo”. Per il fuoriclasse, dunque, contano zero la deludente stagione del Real Madrid così come il mancato successo ai Mondiali della Francia, che era arrivata alla competizione da stra-favorita.
Pallone d’Oro, l’eccezione Kvaratskhelia
Tra i candidati al Pallone d’Oro, però, c’è un’eccezione: è Kvicha Kvaratskhelia, che per i toni pacati si presenta come una vera e propria voce fuori dal coro. “Il Pallone d’Oro non dipende da me – ha dichiarato di recente il georgiano – Insieme a me ci sono tanti grandi calciatori ed è un vero piacere essere candidato con loro. Se c’è una singola persona che dice che merito il Pallone d’Oro, significa che sto facendo le cose nel modo giusto”. E chissà che l’atto di modestia di Kvara non possa alla fine pagare: per l’ex Napoli, assente ai Mondiali, parla già il titolo di MVP della Champions League, vinta dal Psg proprio grazie al dominio tecnico garantito dal georgiano.