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Pai e Osa: “Spiagge interdette ai cani, l’ordinanza di Autorità Portuale anacronistica e scollegata dalla realtà”

  • Postato il 13 maggio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Pai e Osa: “Spiagge interdette ai cani, l’ordinanza di Autorità Portuale anacronistica e scollegata dalla realtà”

Savona. L’ordinanza annuale sulla balneazione emanata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale lascia “profondamente perplessi” il Partito Animalista Italiano e l’Osservatorio Savonese Animalista, che si aspettavano “un approccio più moderno, equilibrato e collaborativo nei confronti delle migliaia di cittadini proprietari di cani che vorrebbero semplicemente vivere il mare nel rispetto delle regole e della convivenza civile, da Bergeggi ad Albisola Capo”.

“Al di là del misero 3% di arenili concesso agli stabilimenti privati per l’accesso con animali, l’Autorità continua a distinguersi quasi esclusivamente per una lunga serie di divieti anacronistici e scollegati dalla realtà: interdette le spiagge libere e vietato ovunque persino l’accesso in acqua ai cani. Una posizione che appare figlia di una visione vecchia di decenni, distante dalla società attuale e dal rapporto che oggi lega le persone ai propri animali. Il cane che accompagna una famiglia in spiaggia non è più l’animale abbandonato a sé stesso di quarant’anni fa: è un membro del nucleo familiare, identificato tramite microchip, vaccinato, seguito da veterinari e costantemente controllato dai proprietari”.

“Continuare a trattare i cani come un problema di ordine pubblico o di igiene appare quindi non solo ingiustificato, ma profondamente discriminatorio nei confronti di una parte sempre più ampia della cittadinanza. Anche perché chi frequenta le spiagge liguri si trova quotidianamente ad affrontare ben altre criticità, spesso ignorate da chi invece sceglie di concentrare l’attenzione sugli animali”.

Osservatorio Savonese Animalista e Partito Animalista Italiano chiedono all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale di “rivedere integralmente l’ordinanza, consentendo l’accesso dei cani alle spiagge libere e permettendo loro di entrare in acqua sotto la sorveglianza dei proprietari, attraverso regole chiare, civili e già ampiamente applicate in molte altre località italiane. Le soluzioni esistono già e sono state più volte proposte dall’Osservatorio. Ciò che continua a mancare è la volontà politica di superare una cultura del divieto che appartiene al passato. Vietare tutto è sempre la scelta più semplice. Governare, invece, significa trovare un equilibrio tra diritti, convivenza e buonsenso. Nel 2026 non è più accettabile che famiglie e animali vengano trattati come un problema da allontanare, anziché come cittadini da rispettare”.

Autore
Il Vostro Giornale

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