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Pagamenti elettronici: come funziona ENP

  • Postato il 7 ottobre 2026
  • Di Focus.it
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In sintesi

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Pagamenti elettronici: come funziona ENP
Quando paghiamo con la carta al ristorante, compriamo qualcosa online o avviciniamo lo smartphone al POS, raramente ci chiediamo quale strada percorrano davvero i nostri soldi. Molto spesso quella strada passa attraverso circuiti internazionali come Visa e Mastercard, due società statunitensi che mettono in comunicazione la banca del cliente con quella del negoziante, autorizzando l'operazione e permettendo che il pagamento venga completato. In Europa esistono però numerosi sistemi nazionali, dal nostro BANCOMAT allo spagnolo Bizum, che funzionano molto bene nel proprio Paese ma molto meno, o per nulla, appena si attraversa una frontiera. È proprio questo limite che l'European Network for Payments (ENP), nato dall'alleanza tra BANCOMAT, Bizum, EPI/Wero, SIBS-MB WAY e Vipps MobilePay, vuole superare. Insieme, questi sistemi raggiungono già circa 130 milioni di persone in 13 Paesi europei.. Un unico ponte ENP non sarà una nuova "Visa europea" con una carta, un marchio e un'applicazione tutta sua. L'idea è invece quella di costruire un'infrastruttura comune capace di far dialogare sistemi che oggi parlano linguaggi differenti. Un italiano che usa BANCOMAT e uno spagnolo che usa Bizum continueranno quindi a utilizzare sul telefono le rispettive app, ma dietro le quinte un hub centrale riconoscerà la richiesta di pagamento e la instraderà verso il sistema in modo corretto.. La prima fase riguarderà soprattutto i trasferimenti di denaro tra persone; successivamente arriveranno gli acquisti online e i pagamenti nei negozi. Il meccanismo è già stato sperimentato nell'aprile 2026 da BANCOMAT, Wero e MB WAY, permettendo a utenti di sistemi diversi di pagare all'estero tramite QR code. In futuro l'obiettivo è di arrivare anche ai pagamenti contactless tramite NFC, la stessa tecnologia che oggi consente di avvicinare una carta o uno smartphone al POS.. Perché serve La differenza rispetto a Visa e Mastercard sta soprattutto nella struttura. I due colossi americani sono circuiti internazionali di carte: stabiliscono regole comuni e fanno da infrastruttura tra chi emette la carta e chi riceve il pagamento. ENP nasce invece collegando servizi europei che possono sfruttare trasferimenti istantanei direttamente tra conti bancari, riducendo il numero degli intermediari.. La questione non è soltanto economica. Secondo la BCE, circa due terzi delle transazioni con carta nell'area euro sono oggi governati dalle regole di società internazionali e 13 Paesi della zona euro dipendono completamente dai circuiti non europei. Significa che una parte essenziale dei pagamenti quotidiani dell'Unione poggia su infrastrutture esterne. Creare un'alternativa continentale dovrebbe quindi aumentare concorrenza e resilienza, riducendo al tempo stesso una dipendenza considerata sempre più rilevante anche dal punto di vista strategico. Visa e Mastercard, comunque, non spariranno: almeno per molti anni è probabile che i sistemi convivano.. Cosa cambierà Sarà una rivoluzione, è vero, ma per i cittadini potrebbe essere quasi invisibile, ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti. Non è prevista, almeno inizialmente, una nuova "app ENP": ciascun sistema conserverà il proprio nome e la propria interfaccia. Un italiano potrebbe quindi continuare a utilizzare BANCOMAT sul telefono e, progressivamente, inviare denaro a chi usa Bizum in Spagna o Wero in Germania, comprare su siti stranieri e pagare nei negozi aderenti senza dover necessariamente passare dai servizi americani. L'euro digitale sarà invece qualcosa di diverso: non un circuito di pagamento, ma denaro elettronico emesso direttamente dalla BCE, equivalente digitale delle banconote e distinto dal saldo depositato presso una banca commerciale. Le due iniziative potranno però integrarsi, perché la BCE sta lavorando a standard che consentano a euro digitale e sistemi privati europei di convivere nello stesso portafoglio elettronico o sulla stessa carta. I tempi, però, saranno più lunghi: dopo l'approvazione delle norme europee, la BCE prevede una fase pilota dalla seconda metà del 2027 e una possibile emissione dell'euro digitale dal 2029..
Autore
Focus.it

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