“Otto ori olimpici ma niente soldi”, il rimpianto di Bolt sugli Ultimate Championship. Perché Jacobs e gli altri hanno un vantaggio
- Postato il 11 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Usain Bolt non si nasconde, guarda il montepremi dell’Ultimate Championship che comincia oggi a Budapest e pensa a quanto avrebbe potuto guadagnare. Ma non solo, il rimpianto è anche legato allo sviluppo della tecnologia che oggi permette agli sprinter di andare molto più forte. Non c’è amarezza nelle sue parole, solo un pizzico di rammarico e la spavalderia di sempre.
- Il montepremi all’Ultimate e il rimpianto di Bolt
- Come Ali e Pelè: “Oggi correrei in 9”40”
- Perché Jacobs e gli altri sprinter hanno un vantaggio
Il montepremi all’Ultimate e il rimpianto di Bolt
Come in tutti gli sport, l’obiettivo è quello di migliorare sempre. E una componente fondamentale è relativa all’impatto economico. L’atletica rispetto ad altre discipline ha sempre vissuto una situazione meno vantaggiosa dal punto di vista degli incassi. Una situazione a cui la world Athletics sta provando a porre rimedio nelle ultime stagione e gli Ultimate Championship sono da leggere anche in questa prospettiva. Un “Mondiale dei Mondiali” con i palio un montepremi complessivo da 10 milioni di dollari.
Usain Bolt guarda il nuovo evento con ammirazione ma anche con un po’ di sana invidia: “Stavo parlando con Asafa Powell l’altro giorno e ci siamo detti ‘Ci siamo persi questo premio in denaro’. Io ho vinto 8 ori olimpici senza incassare un soldo. Però questo montepremi è un bene per lo sport, incentiva gli atleti a dare il massimo. Questo è un lavoro per noi, è quello che facciamo. E’ triste che io me lo sia perso ma sono felice per gli atleti”.
Come Ali e Pelè: “Oggi correrei in 9”40”
L’uomo più veloce della storia, Usain Bolt detiene i primati di 100 e 200 metri ed è convinto che (robot a parte, ndr) nessuno glieli potrà mai togliere. Per molti è il più grande atleta della storia e di sicuro la personalità in pista e fuori, durante e dopo la carriera, non gli hanno mai fatto difetto: “Essere definito un Ultimate Legend vuol dire essere sullo stesso piano di campioni come Muhammad Ali e Pelé, un effetto straordinario”. Poi lancia una frecciata agli atleti di oggi: “Penso che sui 100 oggi avrei corso in poco più di 9”40, sui 200 invece sarei sceso sotto i 19 secondi, una prestazione che avrei tanto voluto ottenere”.
Perché Jacobs e gli altri sprinter hanno un vantaggio
Il riferimento di Usain Bolt ai vantaggi che avrebbero gli spinter oggi è legato ai passi avanti fatti dal punto di vista della tecnologia in particolare quella legata alle calzature. Nel 2019 sono state introdotte le scarpe chiodate di nuova generazione (le Super Spikes), tre anni dopo il ritiro di Bolt nel 2016. Delle calzature che hanno visto l’introduzione di piastre in fibra di carbonio immerse in schiume polimeriche ad altissimo ritorno elastico, una rivoluzione che ha permesso ad atleti anche non più giovanissimi come la giamaicana Shelly-Ann Fraser di ottenere i record personali al fine della loro carriera.
Marcell Jacobs e gli altri sprinter (ma in particolare i più avvantaggiati sarebbero gli atleti dei 200 metri) possono anche beneficare di piste sempre più performanti come quelle di Tokyo e Parigi che hanno ridotto l’assorbimento dell’energia da pietre del terreno e invece rimano una spinta decisamente superiore a quelle in uso nei primi anni 2000.