Ospedale San Paolo, Scarone (M5s): “Dopo il 118 la Regione sta impoverendo la sanità savonese”
- Postato il 18 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. “Dopo l’accorpamento a Genova della centrale operativa del 118 savonese, anche le scelte prospettate per l’Ospedale San Paolo confermano una direzione preoccupante: concentrare funzioni nel capoluogo regionale e ridurre progressivamente l’autonomia sanitaria della provincia di Savona. Presi singolarmente, i recenti provvedimenti che interessano il nosocomio savonese vengono presentati come scelte tecniche. Messi uno accanto all’altro, però, mostrano una direzione politica precisa: accentrare a Genova e ridimensionare i presìdi delle altre province”.
Così, Stefania Scarone, coordinatrice provinciale del M5S Savona e capogruppo comunale di opposizione ad Albisola Superiore.
“La Regione – continua – parla di razionalizzazione e mantenimento dei servizi. Ma un reparto senza direzione autonoma, personale sufficiente e capacità di programmazione rischia di essere mantenuto solo sulla carta. Non stiamo difendendo delle poltrone, ma la qualità delle cure. Le preoccupazioni riguardano in particolare i primariati di Anatomia patologica, Radioterapia oncologica e Malattie infettive, fondamentali per i percorsi oncologici, le urgenze e la cura dei pazienti più fragili. Il San Paolo serve circa 159mila residenti dei distretti Savona-Val Bormida, oltre alla popolazione turistica, e svolge un’importante attività di chirurgia oncologica. I cittadini hanno diritto a essere curati nel proprio territorio, quando le condizioni cliniche lo consentono. Trasferimenti sempre più frequenti verso Genova significano disagi per pazienti e famiglie e possono tradursi in ritardi o persino nella rinuncia alle cure”.
“Primariati, accentramento del 118 e carenza di personale non possono essere considerati episodi isolati. Messi insieme mostrano una direzione politica precisa: accentrare a Genova e ridimensionare i presìdi delle altre province. Una direzione portata avanti dalla Giunta regionale con una politica centralista che penalizza Savona e il Ponente ligure. Non accetteremo che la nostra provincia venga relegata a fanalino di coda della sanità regionale: come M5S chiediamo alla Regione di rivedere le scelte di accentramento e di garantire al San Paolo risorse, personale e primariati adeguati, attraverso un confronto trasparente con amministratori, professionisti sanitari e cittadini. Chiediamo risposte chiare, non rassicurazioni generiche. E mantenere non basta: il San Paolo deve essere potenziato. La nostra provincia non può, un pezzo alla volta, continuare a perdere funzioni e servizi essenziali”, conclude.