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Ospedale San Paolo, Russo: “Inaccettabile non avere risposte da Nicolò”. Orsi: “Sindaco vada a incatenarsi a Genova, servono gesti”

  • Postato il 24 settembre 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Ospedale San Paolo, Russo: “Inaccettabile non avere risposte da Nicolò”. Orsi: “Sindaco vada a incatenarsi a Genova, servono gesti”

Savona. La revisione del Piano Organizzativo Aziendale (POA) approda in consiglio comunale con un ordine del giorno presentato dai consiglieri comunali di Savona (firmato da tutti i capigruppo eccetto Fratelli d’Italia). Con il documento si esprime “una ferma contrarietà all’indebolimento dell’Ospedale San Paolo, presidio fondamentale per un bacino di oltre 160 mila cittadini e per un territorio caratterizzato da rilevanti hub portuali e crocieristici”. L’ordine del giorno è stato approvato quasi all’unanimità (non hanno votato Massimo Arecco e Daniela Giaccardi che al momento della votazione era fuori dall’aula).

La protesta nasce dalle previsioni della bozza del POA, che prevede la soppressione di tre primariati — Malattie Infettive, Anatomia Patologica e Radioterapia medica — “unità strategiche per la prevenzione, la diagnosi e la cura, in particolare in ambito oncologico, dove Savona registra volumi di interventi chirurgici di gran lunga superiori ad altre realtà provinciali. A questo depotenziamento si sommano la carenza strutturale di personale sanitario, la riduzione di posti letto (tra cui 20 letti in chirurgia della mano), la condivisione di direzioni con l’Area 1 resa complessa dalle difficoltose condizioni di viabilità, e il recente trasferimento del 118”.

Il documento impegna il sindaco e la giunta a intervenire presso la Regione Liguria e l’Azienda Tutela Salute Liguria per revisionare il POA, garantire il mantenimento dei tre primariati, ripristinare i posti letto persi, affrontare le criticità in diverse specialità sanitarie e coinvolgere i Comuni nelle scelte riorganizzative per la salvaguardia della sanità pubblica territoriale.

Tutti i consiglieri si sono espressi a favore dell’ordine del giorno. L’unica voce fuori dal coro è stata quella del consigliere Massimo Arecco (FdI) che ha letto una lettera ricevuta dall’assessore Massimo Nicolò: “I tre reparti non spariscono – questo il contenuto in sintesi -, la direzione assume un ambito più ampio. Una responsabilità organizzativa può essere divisa tra più aree. I posti letti e i servizi non saranno depotenziati”.

A questo intervento ha replicato l’assessore Riccardo Viaggi: “Provo imbarazzo dopo la lettura della lettera. Se questa è una comunicazione al consiglio comunale è indicativo del rapporto che l’assessore ha con il Comune. Io ho scritto privatamente con pec e devo ancora ricevere la risposta. Mi faccia da tramite per riuscire a parlarci. Credo sia necessario tra le istituzioni rispetto reciproco e non lo vedo. Da parte nostra è necessario fare tutto il possibile per questa proposta scellerata. Il coinvolgimento dei Comuni e dei medici è stato zero”.

Il consigliere Angelo Schirru: “Si deve tenere maggiormente in considerazione i conti dell’azienda o è più importante pensare alla cura ottimale del paziente? Il paziente è stato detto da più parti che è al centro, ma metterlo al centro nei fatti e non a parole è altra cosa. I numeri fan diventare il San Paolo il secondo ospedale per pazienti oncologici trattati e questo impone di mantenere i servizi e vanno rafforzati innanzitutto confermando la figura del primario. Perché non risparmiare nel comparto amministrativo piuttosto che nel reparto clinico?”

Il consigliere Fabio Orsi aggiunge: “Se ci troviamo in questa situazione la colpa è solo nostra come cittadini savonesi perché non siamo in grado di esprimere una classe dirigente della città in regione. Siamo davanti a un film che è sempre lo stesso. La riorganizzazione guarda sempre dalla stessa parte ed è quella contraria a Savona. Votiamo all’unanimità gli ordini del giorno ma è un problema di entrambi gli schieramenti: non essere in grado di eleggere un consigliere regionale savonese. Questo è il risultato di non avere rappresentanti. Sindaco si vada a incatenare a Genova, faccia gesti simbolici che vada oltre all’ordine del giorno. Le carte non servono a nulla, servono gesti”.

Il sindaco Marco Russo ha concluso: “L’indebolimento dell’ospedale san Paolo corrisponde a una riduzione del servizio sanitario dei nostri cittadini. Sono reparti di eccellenza che in questa organizzazione verrebbero privati del primariato con tutti gli effetti che questo produce. Sono un segnale negativo nei confronti di chi ci lavora e di tutto l’ospedale. In questo scenario noi rivendichiamo sempre la centralità dell’ospedale: è un riferimento fondamentale per Savona e tutta la regione. Io ho sollevato queste perplessità in assemblea dei sindaci e l’assessore era assente. Che l’assessore non ritenga di dare una risposta diretta al sindaco lo trovo inaccettabile e incredibile. L’assessore, oltre alla disattenzione, dimostra analfabetismo istituzionale”.

Autore
Il Vostro Giornale

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