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Ordine pubblico, governo sposta 10 poliziotti da Genova a Torino. Silp: “Sicurezza interna residuale per Roma”

  • Postato il 31 luglio 2026
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  • Di Genova24
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Ordine pubblico, governo sposta 10 poliziotti da Genova a Torino. Silp: “Sicurezza interna residuale per Roma”

Genova. Gli scontri di Chiomonte in Val di Susa in queste ore hanno acceso i riflettori anche sulle carenze d’organico delle forze dell’ordine e sulla gestione dei Reparti Mobili, con una gestione da parte del governo che sta generando nuove polemiche. A sollevare il caso è il sindacato di polizia Silp Cgil Liguria, che denuncia un paradosso istituzionale e una logica di interventi “a somma zero”: per rinforzare il presidio in Piemonte si sceglie di depotenziare la Questura di Genova, proprio mentre gli agenti liguri “pagano un prezzo altissimo sul campo”-

A scatenare la dura presa di posizione del sindacato è la recente nota dipartimentale sull’assegnazione degli allievi agenti del 233° corso. Il provvedimento prevede infatti venti unità in più destinate al Reparto Mobile di Torino, ma contemporaneamente ne sottrae “dieci a quello di Genova”, oltre ai tagli disposti sulla sede di Firenze. Un meccanismo di redistribuzione che la sigla sindacale contesta apertamente nel metodo, evidenziando come si pretenda di risolvere l’emergenza di un territorio impoverendo l’organico di un altro: “Nessuno contesta il rafforzamento del dispositivo piemontese, reso necessario dai fatti della Val di Susa. Ma Genova a Chiomonte c’era! Ha pagato quella giornata con trentacinque feriti tra i propri operatori: oggi si vede sottrarre dieci unità – sottolinea il sindacato – Se la risposta strutturale a Chiomonte è spostare dieci agenti da Genova a Torino, il problema non è risolto: ha solo cambiato provincia”.

Secondo il Silp, la sottrazione di queste dieci unità rischia di gravare pesantemente su una situazione operativa già ai limiti della tenuta. Il Reparto Mobile del capoluogo ligure, infatti, “opera già sotto soglia in una regione con carichi propri» particolarmente complessi, legati alle specificità del territorio come la portualità, i grandi eventi, le manifestazioni di piazza e i continui servizi di scorta. Senza un reale incremento complessivo delle risorse umane, la scelta di tagliare l’organico genovese finirà per scaricarsi direttamente sulle spalle dei poliziotti in servizio, traducendosi inevitabilmente in «aggregazioni, riposi soppressi e turnazioni forzate”.

Secondo il sindacato ciò che serve con urgenza è “una risposta organizzativa e di bilancio” che garantisca protezioni individuali aggiornate a tutti i reparti impiegati, una formazione mirata sulle nuove tecniche di aggressione, organici adeguati e strumenti idonei all’analisi delle immagini, affiancati da uno scambio informativo europeo tempestivo. L’anonimato e la violenza organizzata, conclude la nota, si battono con “indagini finanziate, non con gli appelli, evitando di far scivolare la gestione dell’ordine pubblico in una condizione di emergenza permanente a spese del personale sul campo”.

Autore
Genova24

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