Omicidio stradale Matteo Barone, pena sospesa per il poliziotto dopo il patteggiamento a due anni. La madre: “Disgustata per l’ingiustizia”
- Postato il 18 settembre 2026
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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Per la morte di Matteo Barone, il 25 enne investito un anno fa sulle strisce pedonali a Milano, l’agente di polizia Giusto Chiacchio (coetaneo della vittima) ha patteggiato per omicidio stradale 2 anni di reclusione, con la sospensione condizionale della pena e ritiro della patente per un anno. L’accusa è omicidio stradale. “E’ vergognoso”, è il commento della mamma di Matteo Barone, riferito dal suo legale, Domenico Musicco. La donna, si legge in una nota, è uscita dal Tribunale milanese “visibilmente scossa” e amareggiata. Rincarando con un’intervista al Corriere della sera: “E’ un’ingiustizia, sono disgustata. Non riesco a capire come si possa arrivare a una sentenza del genere dopo quello che è successo a mio figlio”, ha commentato la madre della vittima Matteo Barone. Per l’avvocato, che è anche presidente dell’associazione vittime incidenti stradali, “oggi è una triste pagina per la giustizia italiana”. Sentenze di questo tipo fanno male e non rendono giustizia per reati così gravi. Sono molto deluso. Così si svilisce la vita umana e non si dà un segnale della presenza dello Stato”.
Ad accogliere la richiesta di patteggiamento concordata con la pm Grazia Colacicco, è stata la gup Maria Idria Gurgo di Castelmenardo: la pena base da cui si è partiti sono stati 4 anni e mezzo di reclusione poi più che dimezzati per le attenuanti generiche e lo sconto dovuto al rito. Il poliziotto, assistito dall’avvocato Giuseppe Delalla, ha in gran parte risarcito il danno ai famigliari della vittima e si è assunto le sue responsabilità: al momento dell’incidente, avvenuto all’alba del 6 settembre 2025, era libero dal servizio e non ha dato la precedenza al giovane, come previsto dal codice della strada quando una persona attraversa sulle strisce pedonali. Dagli accertamenti, Giusto Chiacchio è risultato positivo, anche se non a livelli alti, all’alcoltest. “In casi come questi è difficilissimo parlare di una pena giusta. Soprattutto al cospetto del dolore dei familiari – ha spiegato De Lalla – Esiste tuttavia una pena legale proposta dalla difesa condivisa dal pm ratificata dal gup. E così è stato”.
Originario di Poggibonsi, in provincia di Siena, Matteo Barone risiedeva a Milano, dove sognava di sfondare nel mondo della musica. Una ventina di minuti prima delle 6 di mattina, in via Porpora, all’angolo con via Adelchi, mentre stava rincasando è stato investito sulle strisce pedonali ed è morto in ospedale. Dopo lo schianto, il poliziotto – in quel momento fuori servizio – ha avvisato i soccorsi ed è stato portato in ospedale per gli accertamenti. Qui, però, si sarebbe allontanato, tornando sul luogo del sinistro tre ore dopo. Inoltre era stato arrestato ma qualche ora dopo scarcerato dal gip. Oggi il patteggiamento.
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