Omicidio Maria Chindamo, il fratello Vincenzo: «Conosco tutti gli indagati»
- Postato il 23 settembre 2026
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Omicidio Maria Chindamo, il fratello Vincenzo: «Conosco tutti gli indagati»
Vincenzo Chindamo, fratello di Maria, l’imprenditrice vittima di omicidio, racconta i rapporti personali con alcune delle persone finite nella nuova inchiesta della Dda di Catanzaro. Stasera il caso sulla trasmissione Rai “Chi l’ha visto?”
VIBO VALENTIA – E’ quel «Li conosco tutti» la frase di Vincenzo Chindamo che più di ogni altra restituisce il peso umano della nuova fase investigativa sulla scomparsa e l’omicidio della sorella Maria. Vincenzo ne parla a Fanpage.it dopo l’iscrizione nel registro degli indagati di otto nuove persone da parte della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.
Tra i nomi finiti al centro dell’inchiesta, racconta Vincenzo, ci sono persone con le quali ha condiviso momenti della vita familiare: feste di Natale, Capodanni, compleanni e comunioni. Una circostanza che rende ancora più dolorosa la notizia per la famiglia dell’imprenditrice, scomparsa il 6 maggio 2016 davanti alla sua azienda agricola di Limbadi.
GLI OTTO NUOVI INDAGATI
La Dda di Catanzaro ha iscritto nel registro degli indagati Giovanni Capone, Vincenzo e Francesco Arceri, Tommaso e Antonino Biondo, Sasho Emilov Dimitrov, Davide Errigo e Laurenthiu Georghe Nicolae. Le ipotesi di reato, a vario titolo, riguardano l’omicidio aggravato e la distruzione e occultamento di cadavere.
Secondo la ricostruzione investigativa, il delitto sarebbe stato commesso anche con l’obiettivo di agevolare la cosca Mancuso. Si tratta, tuttavia, di contestazioni ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria e per gli indagati vale il principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.
In un procedimento distinto prosegue inoltre il processo nei confronti di Salvatore Ascone, accusato di concorso nella pianificazione e nell’esecuzione dell’omicidio. Secondo l’accusa, avrebbe agito insieme a Vincenzo Punturiero, ex suocero di Maria, nel frattempo deceduto. Anche in questo caso le responsabilità dovranno essere accertate nel corso del procedimento.
IL MOVENTE E I NUOVI ACCERTAMENTI
L’ipotesi investigativa lega il delitto a due possibili elementi: i contrasti maturati nell’ambito della vita privata di Maria Chindamo e l’interesse per i terreni e l’azienda agricola della donna.
L’imprenditrice si era separata dal marito, morto suicida nel 2015. Secondo la ricostruzione accusatoria, Punturiero avrebbe attribuito alla separazione responsabilità per la morte del figlio, mentre l’interesse per i terreni sarebbe riconducibile alla cosca Mancuso. Si tratta di una ricostruzione investigativa che dovrà trovare conferma nelle successive fasi giudiziarie.
Nel frattempo, gli accertamenti proseguono anche sul fronte scientifico. Il Ris di Messina sta esaminando diversi reperti sequestrati nel corso degli anni: una fresa agricola, un Mitsubishi Pajero, un paio di scarpe, due mozziconi di sigaretta, la Dacia Duster di Maria Chindamo, una Fiat Cinquecento e una cintura da donna spezzata rinvenuta durante gli scavi del 2016.
Gli esami puntano a individuare eventuali tracce utili a ricostruire cosa accadde dopo la scomparsa dell’imprenditrice, il cui corpo non è mai stato ritrovato. Tra le ipotesi investigative c’è quella secondo cui il cadavere sarebbe stato distrutto utilizzando una fresa agricola. Gli accertamenti scientifici potranno fornire eventuali elementi di riscontro.
IL CASO STASERA A “CHI L’HA VISTO?”
Intanto, sul caso sull’omicidio dell’imprenditrice si torna a parlare in Tv, precisamente stasera, 23 settembre, alle 21.20 su Rai 3, nella prima puntata della nuova stagione di “Chi l’ha visto?”, condotta da Raffaella Griggi. È annunciato un collegamento in diretta con Vincenzo Chindamo,
IL DOLORE DELLA FAMIGLIA CHINDAMO
Per Vincenzo Chindamo, la nuova attività investigativa riapre una ferita mai rimarginata. Dopo anni di attesa, racconta, aveva temuto che le indagini non stessero più producendo nuovi elementi. L’iscrizione degli otto nuovi indagati dimostra invece che gli accertamenti sono ancora in corso.
«Nessuno mi ha contattato per dirmi di essere estraneo», ha raccontato il fratello di Maria nell’intervista, ribadendo al tempo stesso quanto sia difficile scoprire che tra le persone coinvolte nell’inchiesta ci siano volti conosciuti dalla famiglia.
A dieci anni dalla scomparsa, resta quindi ancora senza risposta la domanda che accompagna da sempre la vicenda: che cosa accadde a Maria Chindamo dopo quella mattina del 6 maggio 2016 e dove si trovano i suoi resti? È su questi interrogativi che si concentrano i nuovi accertamenti della Dda e del Ris.
Il Quotidiano del Sud.
Omicidio Maria Chindamo, il fratello Vincenzo: «Conosco tutti gli indagati»