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Omicidio Luca Bruni: la Procura generale chiede l’ergastolo per i fratelli Abbruzzese

  • Postato il 15 settembre 2026
  • Francesco Patitucci
  • Di Quotidiano del Sud
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Omicidio Luca Bruni: la Procura generale chiede l’ergastolo per i fratelli Abbruzzese

Il Quotidiano del Sud
Omicidio Luca Bruni: la Procura generale chiede l’ergastolo per i fratelli Abbruzzese

Per l’omicidio di Luca Bruni, la Procura generale ha chiesto per i fratelli Abbruzzese la pena dell’ergastolo nel processo d’Appello bis. La sentenza è prevista il 27 ottobre a Catanzaro.


COSENZA – Ergastolo e isolamento diurno per sei mesi: è la richiesta di condanna avanzata dal procuratore generale di Catanzaro, Raffaella Sforza, nei confronti di Marco e Luigi Abbruzzese, imputati per l’omicidio di Luca Bruni. Nel corso della requisitoria, la pg ha valorizzato il contributo fornito dai singoli collaboratori di giustizia, grazie alle cui dichiarazioni è stato possibile far luce sull’annosa vicenda; ha, inoltre, evidenziato come, avendo partecipato a due precedenti tentati omicidi ai danni di Bruni, i due imputati non potessero non essere al corrente del piano omicidiario ordito nei confronti dell’ultimo boss dei “Bella Bella”. Il delitto risale al 3 gennaio 2012: Bruni venne ucciso in un agguato a colpi d’arma da fuoco dopo essere stato attirato in una trappola e il suo corpo fatto sparire.

LA RICOSTRUZIONE DEL DELITTO E IL RITROVAMENTO DEL CADAVERE

Il cadavere sarà ritrovato soltanto dopo alcuni anni grazie alle rivelazioni del pentito Adolfo Foggetti, che indicò il punto preciso in cui fu occultato, a Castrolibero. Secondo quanto ricostruito dalla Dda, Bruni – che all’epoca era stato da poco scarcerato – aveva assunto un ruolo verticistico all’interno del proprio gruppo criminale a seguito della morte di suo fratello Michele, che stava tentando di organizzarsi per ampliare il raggio d’azione degli interessi illeciti della propria cosca. La decisione di espandersi, però, era evidentemente in contrasto con gli accordi già stabiliti dal “patto” tra la cosca degli “italiani”, capeggiata da Ettore Lanzino, con quella degli “zingari”, con a capo Franco Bruzzese, oggi pentito.

Nella scorsa udienza si era tenuto un confronto tra i collaboratori, nonché esecutori materiali del delitto, Foggetti e Lamanna: i due, videocollegati dai rispettivi siti protetti con la Corte d’Assise d’Appello – Foggetti a volto scoperto – avevano ricostruito le fasi successive all’omicidio, ma le loro versioni erano risultate contraddittorie in più punti. Foggetti, ad esempio, aveva sostenuto di essersi allontanato in compagnia di Lamanna, mentre quest’ultimo aveva ribadito di essere andato via da solo.

RICHIESTO L’ERGASTOLO PER I FRATELLI ABBRUZZESE: DISCORDANZE TRA I PENTITI E LA PROSSIMA TAPPA PROCESSUALE DELL’OMICIDIO DI BRUNI

Diverse discordanze erano, poi, emerse anche in relazione al tragitto compiuto e al telefono cellulare di Bruni che, secondo l’uno, sarebbe stato buttato, secondo l’altro, fatto a pezzi. I due imputati, Marco e Luigi Abbruzzese, difesi dagli avvocati Antonio Sanvito e Cesare Badolato, erano stati assolti dalle accuse in primo grado ma, in seguito al ricorso della Procura, era stato disposto un processo d’appello bis. Assolti in via definitiva, invece, il boss Francesco Patitucci e il suo luogotenente, Roberto Porcaro, accusati di essere stati i mandanti del fatto di sangue. La prossima tappa processuale sarà il 27 ottobre, quando si terranno le arringhe difensive e, contestualmente, il processo potrebbe arrivare a sentenza.

Il Quotidiano del Sud.
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