Omicidio di piazza delle Nazioni, cessione dell’arma clandestina: il Pm chiede 4 anni per Francesco Morabito
- Postato il 6 maggio 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 0 Visualizzazioni
- 1 min di lettura
Savona. Quattro anni di reclusione: è questa la pena che il pubblico ministero Luca Traversa ha chiesto per Francesco Morabito, accusato di concorso in cessione dell’arma clandestina, la Beretta 765, utilizzata da Safaiou Sow per colpire a morte Danjela Neza, la 29enne uccisa la notte tra il 5 e il 6 maggio 2023 in piazza delle Nazioni a Savona.
La richiesta di condanna con rito abbreviato è stata formulata davanti al Gip del Tribunale di Savona è arrivata al termine del dibattimento sul ruolo dello stesso Morabito, collega di lavoro dell’omicida: sarebbe stato lui, infatti, a mettere in contatto Sow con Yuri Scalise, l’uomo che nell’ottobre del 2003 aveva ucciso l’amico e vicino di casa Renato Rinino, il noto Arsenio Lupin savonese.
Secondo quanto emerso dagli atti probatori, ci sarebbero alcuni messaggi su Whatsapp e contatti su Instagram nei quali Sow chiedeva conferme al collega sulla disponibilità di Scalise, quest’ultimo arrestato poi per i reati di ricettazione e cessione di arma clandestina.
L’interscambio evidenziato dai riscontri investigativi avrebbe accertato che Scalise, per un compenso di 2mila 500 euro, avrebbe ceduto l’arma con la matricola abrasa, completa di munizioni. Nell’incidente probatorio relativo al delitto, Safaiou Sow aveva confermato che l’arma gli era stata consegnata proprio nel parcheggio dietro al ristorante dove i due lavoravano.
Per l’omicidio la pena per Sow era stata ridotta in appello (30 anni di carcere): in primo grado, invece, era stato condannato all’ergastolo per omicidio aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla relazione affettiva.