Omicidio di Maria Chindamo, svolta nell’inchiesta: 8 nuovi indagati
- Postato il 9 settembre 2026
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Omicidio di Maria Chindamo, svolta nell’inchiesta: 8 nuovi indagati
Svolta clamorosa nel caso dell’omicidio di Maria Chindamo, la donna di Laureana di Borrello scomparsa nel nulla il 6 maggio 2016 davanti la sua azienda agricola di Limbadi: 8 indagati da parte della Dda di Catanzaro, tra cui anche alcuni familiari del marito della donna sparita nel nulla il 6 maggio del 2016. Disposti accertamenti e analisi di natura biologica e dattiloscopia su una serie di elementi
VIBO VALENTIA – Svolta clamorosa nel caso dell’omicidio di Maria Chindamo, la donna di 44 anni Laureana di Borrello scomparsa nel nulla il 6 maggio 2016 davanti la sua azienda agricola di Limbadi, in un delitto che gli inquirenti della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro collegano alla cosca Mancuso, articolazione della ‘ndrangheta vibonese: sono 8 gli indagati in questo nuovo filone dell’indagine. Il Pubblico Ministero Annamaria Frustaci ha disposto gli accertamenti tecnici non ripetibili, nello specifico nuove analisi di natura biologica e dattiloscopica su una serie di reperti sequestrati nel corso delle indagini, con le operazioni che prenderanno il via presso i laboratori del RIS di Messina nelle giornate del 14 e 21 settembre prossimo.
OTTO INDAGATI, DALL’OMICIDIO ALL’OCCULTAMENTO DI CADAVERE
Il procedimento coinvolge come detto otto persone, tra cui anche parenti del marito defunto dell’imprenditrice originaria di Laureana di Borrello: Giovanni Capone, Vincenzo Arceri, Francesco Arceri, Tommaso Biondo, Antonino Biondo, Sasho Emilov Dimitrov (cittadino bulgaro), Davide Errigo e Laurenthiu Georghe Nicolae (cittadino rumeno). A questi si aggiunge, in un procedimento separato, Salvatore Ascone (attualmente sotto processo per concorso nel delitto), mentre risulta deceduto l’ex suocero, Vincenzo Puntoriero.
Agli indagati vengono contestati due reati a vario titolo. Il primo, aggravato dalla premeditazione e dalla finalità di agevolare la cosca Mancuso, riguarda il concorso nell’omicidio di Maria Chindamo, pianificato e portato a compimento come un vero e proprio agguato, con la contestuale distruzione e occultamento del cadavere. Il secondo capo contesta, sempre in concorso, la distruzione e l’occultamento del corpo della vittima, condotta anch’essa aggravata dal metodo mafioso.
Ad essere riconosciuti come persone offese dal reato sono i familiari più stretti della vittima: il fratello Vincenzo Chindamo e i figli Vincenzino Paolo, Federica e Letizia Punturiero.
I REPERTI SOTTO LA LENTE DEL RIS DI MESSINA
Il nuovo avviso, che revoca e sostituisce integralmente quello del 21 luglio 2026 per una più completa elencazione dei reperti, individua diversi elementi materiali su cui saranno condotti gli accertamenti.
Al centro delle analisi c’è anzitutto una fresa agricola (zappatrice, modello U 155C), sulla quale si erano già repertate tracce di sostanza ematica umana, risultate positive al test presuntivo Luminol/Combur 3 e al reagente BlueStar IdentiHEM, rilevate sia sul terriccio adeso ai bulloni della lama fresante sia sulla superficie di uno dei dadi di ancoraggio. Raccolti a suo tempo sul mezzo anche campioni di terra e due larve di insetto rinvenute in una toppa di terreno adesa a una delle lame — un dettaglio che, in ambito forense, può risultare utile a ricostruire tempi e modalità dell’occultamento.
Sequestrato anche un veicolo Mitsubishi Pajero, targato TO31304L e intestato a Vincenzo Arceri, su cui vi erano tracce di presunta sostanza ematica sullo schienale di entrambi i sedili anteriori e nella parte inferiore dell’abitacolo, in corrispondenza dei fori di scarico del pianale.
Figura tra i reperti anche un paio di scarpe da ginnastica con vistose tracce ematiche, sequestrate nell’abitazione rurale sul terreno di proprietà della stessa Maria Chindamo, presso la quale risultava domiciliato Dimitrov Sasho Emilov. L’analisi ha già evidenziato su di esse la presenza di sostanza ematica umana.
ANALISI ANCHE SUI MOZZICONI DI SIGARETTA RINVENUTI SULLA SCENA DEL CRIMINE
Un capitolo a parte riguarda due mozziconi di sigaretta rinvenuti sulla scena del crimine il giorno stesso dell’omicidio: una nota del Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina ha già attribuito il DNA estratto a Dimitrov Sasho Emilov, e il nuovo accertamento è ora mirato a verificare la presenza di tracce ematiche sugli stessi reperti.
Tra gli altri elementi sequestrati compaiono inoltre una Dacia Duster intestata alla vittima, su cui si dovranno svolgere ulteriori accertamenti mirati; una cintura da donna in cuoio nero, spezzata in due parti, rinvenuta il 1° giugno 2016 durante le operazioni di ricerca e scavo nell’azienda di proprietà di Vincenzo Arceri; e una Fiat Cinquecento nera, targata AE367AJ, intestata a Gregorio Ozimo ma nella disponibilità di Giovanni Capone, sequestrata il 17 dicembre 2025.
A MAGGIO DEL 2016 LA SPARIZIONE DI MARIA CHINDAMO
I fatti contestati risalgono al 6 maggio 2016, quando Maria Chindamo scomparve da Limbadi, in provincia di Vibo Valentia. Da allora il suo corpo non è mai stato ritrovato, e il caso — che negli anni ha avuto ampia eco mediatica anche per la determinazione dei familiari nella ricerca di verità e giustizia — resta ufficialmente aperto come inchiesta di ‘ndrangheta legata alla cosca Mancuso.
I DIFENSORI DEGLI INDAGATI E I PROSSIMI PASSAGGI
Diversi indagati sono assistiti da difensori di fiducia: Giovanni Capone dall’avvocato Francesco Collia del foro di Palmi; Vincenzo e Francesco Arceri dall’avvocato Giovanni Montalto, sempre del foro di Palmi; Antonino Biondo dall’avvocato Antonino Biondo del foro di Palmi. Per altri indagati nominato un difensore d’ufficio: l’avvocata Francesca De Fine del foro di Catanzaro assiste Tommaso Biondo, Sasho Emilov Dimitrov e Davide Errigo, mentre l’avvocato Felice Foresta, sempre di Catanzaro, difende Nicolae Laurenthiu Georghe.
Le operazioni tecniche inizieranno presso i laboratori del RIS di Messina e proseguiranno, secondo modalità comunicate dalla polizia giudiziaria, anche presso i laboratori della sezione scientifica di Vibo Valentia, alla presenza di indagati, persone offese, difensori e consulenti di parte che vi prenderanno parte.
Il Quotidiano del Sud.
Omicidio di Maria Chindamo, svolta nell’inchiesta: 8 nuovi indagati