Olio bollente, bombolette di gas nelle celle e tagli al volto: rissa degenera in “guerriglia” nel carcere elbano di Porto Azzurro
- Postato il 8 agosto 2026
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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È servito un intervento massiccio della polizia penitenziaria per sedare una rissa, poi degenerata in rivolta, nel carcere elbano di Porto Azzurro, Livorno. Secondo quanto reso noto dai sindacati di polizia penitenziaria, ieri intorno alle 18:30, una trentina di persone detenute è stata coinvolta in una “violenta colluttazione“. Durante i controlli successivi sono stati rinvenuti “oggetti non consentiti e potenzialmente utilizzabili come strumenti atti ad offendere”.
“Una rissa-rivolta ha messo a fuoco e fiamme il carcere di Porto Azzurro: olio bollente, bombolette di gas lanciate nei corridoi e nelle celle degli stessi reclusi, tagli al volto” ad alcuni detenuti “oggetto di aggressione condotti alcuni al pronto soccorso, insomma una guerriglia, una resa dei conti ove il personale di polizia penitenziaria ha fatto fatica davvero a fronteggiare la massa di persone“. Così Eleuterio Grieco, segretario regionale della Uil Fp della Toscana.
“Da mesi – spiega – denunciamo che la situazione” a Porto Azzurro “è incandescente” causa “i massicci trasferimenti dei detenuti, alcuni di provenienza da Firenze Sollicciano, fatti senza una logica di circuito penitenziario visto che si parla di una casa di reclusione dove dovrebbero essere assegnati detenuti definitivi che devono scontare pene superiori ai cinque anni“. Vengono inoltre inviati detenuti con diverse patologie a fronte della quali, afferma Grieco, il carcere elbano non può far fronte “considerata la scarsa assistenza sanitaria“.
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