Olimpiadi 2036, il CIO guarda a India o Qatar e snobba l'Europa. Roma comincia a pensare alla candidatura per il 2040
- Postato il 9 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
La fretta è cattiva consigliera, ma se Roma vuol puntare a riportare i giochi olimpici estivi in Italia deve darsi una mossa. Perché le rivali non stanno a guardare: se il mondo deve ancora scoprire cosa ne sarà delle edizioni 2028 (a Los Angeles) e 2032 (a Brisbane, che poche ore fa ha svelato il logo), la corsa ad accaparrarsi l’organizzazione delle Olimpiadi del 2036 è già partita. E se Roma davvero vuol provare a lanciarsi nell’agone delle candidature farebbe bene a pensarci subito, perché tra tre settimane scadono i termini imposti dal CIO per la presentazione delle domande, e attualmente Roma non fa parte della lista.
- Sette città, ma il CIO ha già in mente chi preferire...
- Le elezioni 2027 non aiutano Roma (nell'immediato)
- Perché l'ipotesi 2040 è la più credibile (e percorribile)
Sette città, ma il CIO ha già in mente chi preferire…
Sarebbero 7 le città che hanno già avviato dialoghi definiti “proficui” con il massimo organismo olimpico. Tra queste, tre sono europee: la Germania con Monaco di Baviera (che ha già ospitato i giochi nel 1972, tristemente noti per la vicenda dell’attentato agli atleti israeliani avvenuto all’interno del villaggio olimpico), l’Ungheria con Budapest e la Turchia con Istanbul, quest’ultima una sorta di ponte tra il mondo europeo e quello asiatico e mediorientale.
Dopo due edizioni fuori dal vecchio continente, però, non è così scontato che si possa tornare in Europa: tra le candidature pronte ad arrivare sul tavolo del CIO ci sono anche quelle di India, Qatar, Sudafrica e Corea del Sud, con Seoul che vorrebbe concedere il bis dopo l’organizzazione dell’edizione del 1988.
Va da sé che nella storia delle Olimpiadi moderne non è mai accaduto che i giochi restassero lontani dall’Europa per più di due edizioni consecutive, quindi a un massimo di 12 anni di distanza dalla precedente. Ma la globalizzazione potrebbe imporre una rotazione differente rispetto al passato, tanto che Associated Press ha parlato di India e Qatar come sedi potenzialmente favorite per l’assegnazione, con il vecchio continente a quel punto pronto a ospitare di nuovo un’Olimpiade nel 2040.
Le elezioni 2027 non aiutano Roma (nell’immediato)
Potrebbe essere quella la data buona per Roma, 80 anni dopo la prima e unica edizione dei giochi estivi ospitata in Italia nel 1960. In realtà lunedì prossima, con la consegna dei Collari d’Oro al merito sportivo, l’occasione sarà ghiotta per riunire attorno a un tavolo il presidente del CONI Luciano Buonfiglio e la premier Giorgia Meloni, chiamata con il suo esecutivo a esprimere un parere sull’eventuale presentazione della candidatura di Roma come città ospitante.
Chiaro però che la data del 31 ottobre è decisamente a ridosso: vero è che la presentazione del piano progettuale dovrà essere inoltrata a Losanna entro la fine di novembre, ma i tempi sono comunque molto stretti, forse troppo per pensare di imbarcarsi in un’avventura tanto esigente. Buonfiglio nei mesi scorsi s’era portato avanti cominciando a parlare con le amministrazioni locali e regionali sia del Lazio che della Campania, dal momento che l’idea sarebbe quella di affiancare Napoli a Roma come sede di gran parte degli eventi olimpici, sebbene non sarebbe un ticket come quello recente di Milano-Cortina (cioè Napoli non sarebbe inserita nel naming olimpico).
Ottenere però dei finanziamenti pubblici, oltre al sostegno politico ai massimi livelli, è un requisito essenziale imposto dal CIO per poter cominciare a programmare un’eventuale candidatura. E sapere che nel 2027 sono previste le tornate elettorali sia per le politiche nazionali (forse anticipate a maggio) che per le amministrative romane è un’ulteriore ostacolo.
Perché l’ipotesi 2040 è la più credibile (e percorribile)
Una candidatura di Roma potrebbe far leva su un’impiantistica che ad oggi è già esistente all’80%. Chiaro però che se dovesse essere il 2040 l’anno individuato per provare a riportare le Olimpiadi in Italia la percentuale potrebbe diminuire, perché alcuni impianti necessiterebbero di essere ammodernati.
L’idea però è di sfruttare molto di ciò che è già a disposizione, un po’ come fatto per Milano-Cortina. E avere qualche anno in più di tempo per allestire l’evento potrebbe comunque rappresentare una buona idea anche sul piano pratico e della progettazione. Dopotutto, l’Italia i giochi olimpici (seppur invernali) li ha ospitati appena 8 mesi fa, appena 20 anni dopo l’edizione di Torino.
Un’altra ragione per pensare che il 2036 non debba essere l’anno di Roma. Che nel 2004 perse in volata contro Atene e nel 2024 non andò a sfidare Parigi dopo che l’allora amministrazione Raggi decise di non consegnare il dossier finale dopo un’aspra battaglia in Campidoglio. Ma stavolta, vista la concorrenza, sarebbe molto più dura.