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Nuovo codice della strada, arrivano le “multe proporzionate”: tutte le novità

  • Postato il 9 agosto 2026
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  • Di Virgilio.it
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Nuovo codice della strada, arrivano le “multe proporzionate”: tutte le novità

Il Codice della Strada potrebbe cambiare ancora una volta, e questa volta in modo piuttosto sostanziale. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini ha inviato a oltre cento operatori e associazioni di settore una bozza contenente 15 ipotesi di revisione, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a un testo più vicino alle esigenze reali degli automobilisti mantenendo la sicurezza stradale come priorità. Non è ancora legge, sia chiaro: siamo nella fase di consultazione, e molte di queste misure potrebbero cambiare o non arrivare mai in Parlamento nella forma attuale. Ma vale la pena conoscerle, perché alcune toccano abitudini quotidiane di milioni di persone.

Ipotesi multe progressive

La proposta che probabilmente farà discutere di più riguarda le sanzioni per eccesso di velocità. L’idea è quella di abbandonare il sistema delle fasce fisse, dove piccole differenze di velocità possono generare salti di sanzione sproporzionati, in favore di un meccanismo progressivo che punisca in modo lineare chi va più veloce.

In autostrada, l’ipotesi prevede un incremento fisso di 10 euro per ogni chilometro orario oltre la soglia dei 130 km/h. Chi viaggia a 140 km/h dovrebbe sborsare 100 euro, mentre chi sfreccia a 170 km/h, superando quindi il limite di 40 km/h, si vedrebbe costretto a pagare una multa pari a 400 euro. Sulle strade urbane o locali con limiti fissi a 30 o 50 km/h, la sanzione aumenterebbe invece di 5 euro per ogni km/h oltre la soglia consentita.

L’obiettivo dichiarato è eliminare le cosiddette multe “vessatorie”, quelle che nascono dall’effetto soglia: fare 31 km/h in un limite da 30 costa quanto fare 49 km/h. Con il nuovo sistema, la sanzione crescerebbe in modo costante, penalizzando chi supera il limite di poco meno di chi lo ignora del tutto. Un ragionamento che ha senso dal punto di vista della proporzionalità, ma che andrà valutato attentamente rispetto all’effetto deterrente complessivo.

Sorpassi a destra

Un’altra ipotesi in cantiere riguarda le autostrade e superstrade a tre corsie. Si sta studiando la regolamentazione della circolazione per file parallele: se la misura andasse in porto, si aprirebbe alla possibilità di effettuare sorpassi a destra.

In Italia il sorpasso a destra è attualmente vietato, salvo in caso di intasamento del traffico con movimento a passo lento su tutte le corsie. La modifica, se approvata, rappresenterebbe un cambio di paradigma significativo, avvicinando il nostro sistema a quello di altri paesi europei dove la circolazione su più file è la norma. Tema sensibile, su cui le posizioni tra favorevoli e contrari sono già molto distanti.

Moto su corsia d’emergenza

Per i motociclisti bloccati in coda nelle giornate di grande traffico estivo arriva una proposta che in molti accoglieranno con favore. Si vorrebbe dare ai motocicli la possibilità di usare la corsia d’emergenza in caso di rallentamenti e code sotto il sole cocente, per evitare blocchi prolungati.

Il principio alla base non è la comodità dei motociclisti, ma la sicurezza: un centauro fermo per minuti in mezzo al traffico, con il motore che scalda e il sole che picchia, è in una situazione di rischio reale. Consentire l’uso della corsia di emergenza in condizioni di traffico stazionario eliminerebbe questo rischio, compatibilmente con la presenza di mezzi di soccorso che devono mantenere la precedenza assoluta su quella corsia.

La bozza prevede anche un’altra misura in favore dei due ruote: il dimezzamento delle sanzioni in caso di divieto di sosta per i mezzi a due ruote. Una riduzione che riconosce implicitamente come un motorino o una moto fermo in un posto di divieto crei un impatto diverso rispetto a quello di un’automobile.

Patente B a 17 anni

Un’altra ipotesi importante contenuta nella bozza è la possibilità di conseguire la patente B già a 17 anni, insieme a nuove forme di tutela per gli utenti vulnerabili, i disabili e una disciplina specifica persino per i carri di carnevale.

La patente a 17 anni esiste già in molti paesi europei, spesso con la clausola dell’accompagnatore obbligatorio fino ai 18. Non è ancora chiaro se il modello italiano prevederebbe una formula simile o una licenza autonoma con restrizioni. La misura risponde a una domanda reale, soprattutto nelle aree meno servite dal trasporto pubblico, dove i giovani dipendono spesso dai genitori per ogni spostamento.

La bozza introduce anche una stretta sui conducenti stranieri: la riscossione coattiva delle sanzioni non pagate potrà essere avviata fino a cinque anni dalla violazione nei confronti di qualsiasi conducente rintracciato alla guida in Italia dello stesso veicolo.

Mezzi non assicurati

Uno dei capitoli più concreti della bozza riguarda chi circola senza assicurazione, una piaga che ancora oggi pesa sulla comunità degli automobilisti in regola, perché chi non assicura il proprio mezzo scarica sugli altri i costi degli eventuali incidenti. Attraverso l’incrocio delle banche dati della Motorizzazione si vorrebbe introdurre un “divieto di marcia digitale“: alla prima verifica su strada, in assenza di regolarizzazione, il veicolo viene subito sequestrato.

Inoltre l’idea sarebbe di inasprire le sanzioni principali: decurtazione di 7 punti dalla patente, contro i 5 attuali, e la sospensione breve del documento di guida fino a 15 giorni. Per garantire l’efficienza nei controlli si organizzerebbe una task force dedicata presso la Motorizzazione Civile, sostenuta da 2 milioni di euro all’anno.

Notifiche entro 30 giorni

L’ultimo capitolo della riforma tocca la gestione burocratica delle infrazioni, e potrebbe portare cambiamenti significativi per chi si trova a dover contestare una multa rilevata a distanza. Il termine per notificare i verbali relativi agli accertamenti da remoto scenderà da 90 a 30 giorni. Una riduzione sostanziale, che obbligherà le amministrazioni a essere molto più rapide nell’elaborazione e nella notifica dei verbali, e darà meno tempo ai Comuni di accumulare sanzioni che il cittadino scopre mesi dopo la violazione.

A questo si aggiungono una procedura di autotutela più semplice per consentire l’annullamento delle sanzioni errate, penalizzazioni ridotte in caso di lievi discrepanze negli importi versati e un ricorso al prefetto più accessibile. Il MIT ha specificato anche un intervento sulle ZTL e i parcheggi disabili: i Comuni che non aderiranno alla piattaforma Cude per i contrassegni europei di parcheggio non potranno utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per le relative violazioni. Un modo per incentivare l’adozione di standard condivisi, penalizzando chi resta indietro.

È presto per sapere quali di queste misure diventeranno legge, in quali tempi e con quali modifiche. Ma il segnale che arriva dal MIT è abbastanza chiaro: il Codice della Strada è destinato a cambiare ancora, e questa volta le novità potrebbero essere davvero tante.

Autore
Virgilio.it

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