Nuova legge elettorale, con solo lo 0,1% in più il campo progressista otterrebbe oggi 70 deputati in più: la simulazione
- Postato il 15 maggio 2026
- Politica
- Di Il Fatto Quotidiano
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Con solo lo 0,1% in più rispetto al centrodestra, il campo progressista otterrebbe 70 deputati in più a Montecitorio. È quanto viene fuori da simulazione di Youtrend per il Corriere della sera, sulla base della Supermedia dei sondaggi Youtrend/Agi, applicando lo Stabilicum, la legge elettorale che Giorgia Meloni spinge per l’approvazione entro l’estate.
I sondaggi, al momento, danno le due coalizioni appaiate con il campo progressista (con Italia Viva) in leggerissimo vantaggio sul centrodestra (senza il partito di Roberto Vannacci): 45,1% contro il 45. Una prospettiva che renderebbe determinanti le eventuali alleanze con Futuro nazionale e il partito di Carlo Calenda. Basterebbe infatti solo uno zero virgola in più dell’altra coalizione per ottenere il premio “di governabilità” e quindi ribaltando il risultato. La bozza di riforma elettorale assunta come testo base in commissione Affari costituzionali della Camera, infatti, prevede un sistema di stampo proporzionale con un premio di maggioranza pari a 70 seggi per la Camera e 35 per il Senato, attribuito alla lista o alla coalizione che abbia ottenuto almeno il 40% dei voti.
È previsto anche un eventuale turno di ballottaggio se le prime due coalizioni, pur non avendo raggiunto il 40%, raggiungano il 35% dei consensi: con le attuali stime dei partiti però l’opzione non sarebbe necessaria in quanto entrambi gli schieramenti superano abbondantemente la soglia. In questo modo il campo progressista otterrebbe 216 deputati contro i 146 del centrodestra e al Senato i rapporti sarebbero di 107 a 72 (a entrambi i calcoli vanno aggiunti i deputati e senatori eletti nella circoscrizione Estero e quelli di Trentino e Valle d’Aosta). Evidente distorsione del risultato elettorale in nome della governabilità.
Secondo la simulazione, anche con l’attuale sistema elettorale il campo progressista sarebbe in vantaggio (grazie alle vittorie nei collegi uninominali). Ma con il Rosatellum nessuno otterrebbe la maggioranza assoluta del Parlamento: 200 seggi (su 400) alla Camera e 98 (su 200) al Senato per il campo progressista contro i 179 e i 91 del centrodestra. Anche in questo caso sarebbe necessario, ma dopo il voto, aprire le trattative sulle alleanze per potere governare. L’elettorato italiano, infatti, si presenta oggi spaccato in due.
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