Novak Djokovic, lo schiaffo a Jannik Sinner: "Di lui non mi interessa"
- Postato il 8 luglio 2026
- Sport
- Di Libero Quotidiano
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Novak Djokovic, lo schiaffo a Jannik Sinner: "Di lui non mi interessa"
Novak Djokovic è in semifinale a Wimbledon, ma dopo il successo su Felix Auger-Aliassime a far discutere non è stata soltanto la sua prestazione. Il sette volte campione all’All England Club si è infatti lasciato andare a un acceso confronto con la supervisor Denise Parnell per la decisione di chiudere il tetto del Centre Court all'inizio del terzo set. Una scelta che il serbo non ha condiviso e che ha contestato con decisione, arrivando a parlare di mancanza di coerenza nell'applicazione del regolamento.
La discussione è iniziata quando, sul punteggio di un set pari, Parnell ha raggiunto i due giocatori per comunicare che il tetto sarebbe stato chiuso. Erano circa le 19.40, un orario che Djokovic ha giudicato troppo anticipato rispetto ad altri incontri disputati nei giorni precedenti. Né lui né Auger-Aliassime sembravano favorevoli all’interruzione: “L'altro giorno non avete voluto chiuderlo fino alle 20.30 e ora volete chiuderlo — ha protestato il campione serbo rivolgendosi alla supervisor — Non volete arrivare alle 8.30? Adesso sono le 7.40. Possiamo giocare un intero altro set all'aperto. Siamo un torneo all’aperto".
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Nel tentativo di spiegare la scelta, Parnell ha citato quanto accaduto nel match degli ottavi tra Jannik Sinner e Shintaro Mochizuki. Un riferimento che ha irritato ancora di più Djokovic, deciso a riportare il discorso esclusivamente sulla sua partita: ”Di Jannik non mi interessa cosa succede nei suoi match — ha aggiunto — Io sto parlando del nostro match in questo momento. Vi ricordate il primo turno? Non lo avete chiuso fino a circa le 8:20. Ora volete chiuderlo alle 7:40. Dov'è la coerenza?". Poi l'affondo finale: "Siete così fieri delle vostre regole e poi non vi attenete a nessun tipo di regola. Non avete idea di quale sia la regola".
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Alla fine il tetto è stato comunque chiuso, come previsto dal protocollo. La decisione spetta infatti esclusivamente alla supervisor, che valuta diversi fattori, dall'intensità della luce naturale all'umidità, per garantire condizioni di gioco uniformi e sicure. Un criterio che non prevede un orario fisso e che, proprio per questo, può portare a scelte diverse da una giornata all’altra.
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