“Non possiamo avere fidanzate, mogli e figli. Non beviamo, dormiamo assieme, sveglia di mattina presto e palestra. Ma abbiamo anche rinunciato all’adolescenza”: il fenomeno k-pop 82Major
- Postato il 12 luglio 2026
- Musica
- Di Il Fatto Quotidiano
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Sono appena rientrati da un tour europeo di successo e occupano le prime posizioni delle classifiche con il loro quinto album, “Feelm”. Dietro il successo della band 82Major si nasconde una clausola contrattuale precisa: niente fidanzate, niente mogli, niente figli. Si chiamano Nam Seong-mo, Park Seok-joon, Yoon Ye-chan, Hwang Seong-bin, Cho Seong-il e Kim Do-gyun. Il più giovane ha 19 anni, il più “anziano” appena 22. Eppure parlano già di rinunce, sacrifici, di un’infanzia lasciata alle spalle troppo presto.
“Ho scelto questa vita quando avevo 13 anni, ho rinunciato all’infanzia -racconta a Sette de Il Corriere della Sera Hwang -Non posso proprio lamentarmi, ma la verità è che non ho potuto fare molte cose”.
Accanto a lui, Nam ricorda come tutto sia partito da una passione pura: “Sono stato ispirato da altri gruppi, mi piaceva la musica, volevo essere come loro”. Park, più laconico, liquida la domanda con un’alzata di spalle: “Boh? Per me è stato un processo naturale”. Kim, invece, tiene a sottolineare che la scuola non è stata sacrificata sull’altare del successo: “Io comunque non ho trascurato la scuola, anche se è stato difficile”.
82Major non hanno dubbi: “Contano solo i fan”
Insomma il punto è che c’è una regola e questa va rispettata, per questo tutti i componenti della band rispondono: “Niente fidanzate, mogli e tanto meno figli. Per noi contano soltanto i fan, viviamo per loro, comunichiamo con loro: sono la ragione del nostro stare qui, del nostro successo”.
Park cerca di stemperare ironicamente: “Io voglio molti cani e gatti, mettono allegria». Yoon rilancia sul materialismo innocuo: «Io mi comprerò delle belle automobili”.
Vita da collegiali, corpo da atleti
I sei vivono insieme, come in un collegio: si coricano presto perché le prove di canto e le coreografie iniziano prima delle 9 del mattino, non toccano alcol, passano ore in palestra (“perché ballare costa fatica, dobbiamo fare il fiato”) e soprattutto non possono permettersi di perdersi negli amori dei vent’anni.
“Certo, ci capita di dover ripetere le nostre coreografie fino alla perfezione, anche quando ci sentiamo stanchi dopo una giornata intera di prove -racconta Cho –Ma dobbiamo farlo per i nostri fan, se lo meritano, dobbiamo dare il meglio per loro”.
Yoon rincara: “Dobbiamo essere professionali, dobbiamo riuscire a correggere ogni piccolo errore”.E Hwang chiude l’intervista con una riflessione che suona quasi come una filosofia di vita: “Va bene, ma il nostro non è un lavoro nel senso classico. È vero che alzarsi al mattino presto è faticoso, ma i nostri fan si alzano anche prima di noi”.
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