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“Noi non ci arruoliamo”, in centro il corteo degli studenti contro guerre e governo

  • Postato il 7 maggio 2026
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  • Di Genova24
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“Noi non ci arruoliamo”, in centro il corteo degli studenti contro guerre e governo

Genova. Centinaia di studenti, studentesse e lavoratori del comparto istruzione sono scesi in piazza giovedì mattina per lo sciopero proclamato da Osa, Cambiare Rotta e Usb contro le politiche del governo.

I manifestati si sono dati appuntamento in piazza De Ferrari, da dove sono poi partiti per un corteo diretto verso la prefettura. Tra le mani reggevano striscioni e cartelli contro la riforma degli istituti tecnici e professionali, contro la guerra e contro il riarmo, tra immagini di Giorgia Meloni, del ministro Giuseppe Valditara e della ministra Anna Maria Bernini. Uno studente ha riprodotto un piccolo carroarmato, che ha retto sulla testa per l’intera durata del corteo.

Le motivazioni dello sciopero degli studenti

Le scuole sono a pezzi: ai problemi storici di edilizia, precariato, carenze strutturali e differenziazione tra scuole di serie a e scuole di serie b, si sono aggiunti quelli nuovi provocati dalle politiche di Valditara – spiegano i collettivi degli studenti – La Riforma dei tecnici e professionali è un disastro che produrrà esuberi e disagi nelle scuole a danno dei lavoratori, e un’ulteriore ‘professionalizzazione’ per studenti e studentesse. È la scuola di classe che hanno costruito in 40 anni di riforme bipartisan, sono le volontà dei privati che trovano nel ministro Valditara e nel governo Meloni la massima espressione”.

Proteste anche contro la riforma delle università e contro “le politiche disastrose della ministra Bernini. Quella che è stata ribattezzata la ‘ministra somaro’ ha tagliato 700 milioni al Ffo, aumentato la precarietà con la riforma de preruolo, preso in giro gli studenti e tutto il Paese promettendo l’abolizione del numero chiuso a medicina, ma nei fatti lo ha spostato di 6 mesi. La ministra ha favorito università telematiche e private e lasciato gli studenti senza studentati pubblici, in balia del caro affitti e dell’aumento del costo della vita”.

“A chiudere il quadro c’è lo spettro della guerra che torna inquietante anche in Europa, con la proposta di leva militare avanzata da Crosetto – concludono gli studenti  – Da scuola e università, da studenti e lavoratori, può ripartire la lotta per il riscatto. Siamo stati fra i protagonisti del ‘Blocchiamo tutto’ in autunno, rispondendo all’appello dei portuali di bloccare il paese per la Palestina; abbiamo animato scioperi generali e di categoria, dibattiti, mobilitazioni, momenti di dissenso; abbiamo bocciato sonoramente il governo Meloni con il “No sociale” al referendum. Dopo questi momenti di lotta non siamo tornati a casa. Noi non ci arruoliamo”.

Autore
Genova24

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