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NBA Finals, è pura follia: San Antonio spreca 29 punti di vantaggio. Barkley l'affossa: "La squadra più stupida". Estasi NY

  • Postato il 11 giugno 2026
  • Di Virgilio.it
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NBA Finals, è pura follia: San Antonio spreca 29 punti di vantaggio. Barkley l'affossa: "La squadra più stupida". Estasi NY

Dalle stelle alle stalle nel breve volgere di una manciata di minuti appena. “Pochi dubbi: è la squadra più stupida del mondo”. Per carità, a Charles Barkley durante la lunga carriera (prima da giocatore, poi da opinionista) ne hanno dette spesso di tutti i colori per qualche commento sopra le righe, ma stavolta forse nessuno meglio dell’ex componente del Dream Team 1992 ha sintetizzato un concetto che in qualche modo s’è fatto strada dopo l’inopinato ko. in gara 4 della serie di finale contro New York, che salvo ribaltoni (per quanto visto quest’anno nei play-off, comunque non da escludere a priori) ha consegnato ai Knicks un anello che aspettano di mettere al dito da 53 anni.

NY dai fischi all’estasi più totale: l’anello dista una sola partita

Perché al Madison Square Garden è andata in scena la più folle delle rimonte che la storia del gioco abbia mai raccontato. New York a inizio terzo quarto era confinata a 29 punti di distanza da una macchina, quella di San Antonio, che pareva semplicemente perfetta. E i fischi del pubblico newyorchese, deluso per una prestazione alla quale nessuno avrebbe mai immaginato di assistere (a costi peraltro quasi proibitivi: le 13 vittorie consecutive, in questo senso, non hanno spostato di una virgola il pensiero critico dei tifosi della grande mela), sintetizzavano alla perfezione un copione che faceva sanguinare gli occhi dei tifosi.

Gli stessi che una mezzora abbondante più tardi hanno rivisto la luce, e una luce accecante: Brunson, Hart, Towns e Alvarado (si, proprio lui: la carta scovata sul fondo del barile) hanno ripreso per i capelli una partita che sembrava essere ormai andata del tutto, e fatto fare agli Spurs una figura talmente barbina che ha prodotto la frase di Barkley, già destinata a passare alla storia come una delle più iconiche di questa post season. Che per NY si sta rivelando alla stregua di un oracolo.

Spurs, un altro possesso fatale (come gara 2): Fox spreca tutto

Solo una squadra nella storia ha rimontato in una serie di finale dove era sotto per 3-1. Sono trascorsi dieci anni esatti dal clamoroso ribaltone mandato alle stampe dai Cavs contro i Warriors, e tutto sommato San Antonio avrebbe anche una strada un po’ meno lastricata, dal momento che giocherebbe due delle eventuali partite in casa (Cleveland vinse gara 5 e gara 7 in trasferta).

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Il problema però è che riprendersi dopo una batosta così rischia di rivelarsi impresa assai ardua: dopo aver buttato alle ortiche una gara 2 praticamente già vinta, con la folle palla persa di Wembanyama a 16 secondi dalla fine, in gara 4 è successo qualcosa di molto simile, forse anche peggiore: avanti di un punto, dopo aver recuperato palla sull’attacco avversario e con una decina abbondante di secondi sul cronometro, De’Aron Fox ha deciso di fare la cose più insensata di tutte, andare a cercare un canestro in contropiede anziché far trascorrere il tempo e prendersi il fallo.

Pensavo di battere Anunoby in velocità, ero sicuro che avrei fatto canestro e li avrei costretti poi a cercare la tripla del pareggio”, spiegherà Fox. Anunoby in quel momento era il GOAT, e Fox non se n’è reso conto per tempo.

Wembanyama scioccato: “Nel finale non avevamo fame”

Anunoby, per molti un semplice onesto mestierante, è l’eroe di gara 4, ma in generale anche uno dei motivi per i quali i Knicks sono a una sola partita dal vincere l’anello. La giocata della vita l’ha fatta in due parti: prima la stoppata su Fox, poi il tap in col quale ha corretto la tripla da 8 metri di Brunson, sbucando in mezzo a una selva di uomini Spurs (ma non c’era Wembanyama, che era andato a contestare il tiro di Brunson).

Con un secondo e spiccioli da giocare, New York ha messo la freccia sul 107-106 e San Antonio non è riuscita neppure a trovare il tiro per rimettersi avanti. Perdere così fa male, perché abbiamo buttato via un’altra partita che avevamo dominato per lunghi tratti”, ha spiegato Wemby. “Non so cosa sia successo, ma nel quarto periodo di sicuro la nostra non era la squadra più affamata sul parquet”.

Towns scomoda il Padre Eterno: Anunoby come Maradona

Towns ha paragonato il tap in di Anunoby a qualcosa di cui aveva parlato un certo Maradona dopo una partita di un mondiale giocata in Messico 40 anni fa, coincidenza particolare pensando al fatto che oggi il mondiale di calcio ripartirà dal Messico. “Quella mano l’ha mandata Dio”, ha sentenziato.

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Ma chissà se Dio aveva previsto il crollo totale degli Spurs nella ripresa, passati da 14/24 da tre a 3/17. “Ci siamo innervositi e abbiamo sbagliato troppi tiri importanti”, ha commentato Mitch Johnson. Ma ridurre il tutto a dei tiri sbagliati è troppo semplicistico: San Antonio è giovane e un po’ inesperta, ma anche tremendamente superficiale. E New York su questo sta costruendo qualcosa di mai visto prima. “Non never, ma “neva”, come diciamo da questi parti”. Firmato: Spike Lee.

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Virgilio.it

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