NBA Europe, scade il termine per le offerte delle 12 franchigie permanenti: attesa a Roma e Milano, Madrid out?
- Postato il 29 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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La prima deadline è attesa per la giornata odierna, e non è una data come le altre. Perché il progetto NBA Europe è pronto al decollo e alla mezzanotte odierna scadranno i termini per la presentazione delle offerte dedicate alle 12 franchigie ammesse a entrare in modo permanente nel nuovo torneo del basket continentale. Un’asta che ha messo in ballo tantissimi interessi e smosso fondi sovrani, gruppi d’investimento internazionali e tanti movimenti a cascata (si pensi ai casi italiani con lo spostamento dei titoli sportivi di Cremona e Brescia a Roma) al solo scopo di accaparrarsi uno dei 12 posti prediletti.
- Le città interessate e le prospettive di sviluppo e ricavi
- Italia col "derby" romano e l'intrigo milanese
- Brescia tenta di ripartire dalla A2, ma servono "incastri"
Le città interessate e le prospettive di sviluppo e ricavi
I rumors delle ultime ore hanno offerto un quadro di 12 città capaci di attrarre le linee guida del nuovo progetto. Sarebbero Atene, Barcellona, Berlino, Istanbul, Londra, Lione, Madrid, Manchester, Milano, Monaco di Baviera, Parigi e Roma i mercati selezionati: addirittura c’è chi parla di offerte da capogiro arrivate per costituire la nuova squadra di Parigi (anche oltre il miliardo di euro, e così per Londra), a riprova dell’interesse generato dall’asta e dalle prospettive di crescita e sviluppo della competizione.
Che inizialmente dovrebbe contemplare 16 squadre, 4 delle quali provenienti di anno in anno dalla FIBA Champions League. Non sarà un sistema chiuso con nella NBA americana, ma per certi aspetti ricalcherà quella formula: la proprietà della lega sarà divisa al 50% tra NBA e proprietari delle 12 franchigie permanente, con l’80% dei ricavi centrali che verrà ridistribuito ai club attraverso quote fisse e premi legati ai risultati ottenuti sul campo.
Ogni singola squadra potrà tenersi per sé quasi per intero la quota degli incassi al botteghino e trattare separatamente e individualmente i diritti di ritrasmissione televisiva nei rispettivi paesi, oltre a poter scegliere il proprio partner a livello tecnico (non come accade in NBA, dove Nike è forniture unico di tutte le divise delle 30 franchigie). Sono previsti 1,5 miliardi di dollari di ripartizione a favore delle società partecipanti alla competizione nei soli primi 6 anni, per poi sviluppare un sistema ancora più virtuoso che dovrà autoalimentarsi e sostenersi.
Italia col “derby” romano e l’intrigo milanese
In attesa dei primi annunci legati alle realtà che entreranno a far parte delle magnifiche 12, è evidente che la corsa all’oro riguarderà tantissimi soggetti. In Italia il duello è sull’asse Roma e Milano: nella Capitale sono sbarcati la BC Roma SPQR (ex Cremona), facente capo a Donnie Nelson, e la Maxima Roma (ex Brescia), acquisita da Paul Matiasic, e sarà lotta senza esclusioni di colpi per accaparrarsi la slot romana.
Su Milano c’è l’attenzione rivolta sul patto stretto da Varese e RedBird, fondo proprietario del Milan del calcio, che sembra in vantaggio sull’ipotesi avanzata da Oaktree (quindi proprietà Inter) in tandem con l’Olimpia Milano.
Mundo Deportivo ha rilanciato la notizia che nessuna delle squadre legate a Euroleague avrebbe avanzato offerte vincolanti (quindi nemmeno l’Olimpia e tantomeno il Real Madrid, che fino a qualche settimana fa sembrava la più agguerrita e propensa a entrare nel nuovo progetto NBA Europe). Ma soltanto il 14 luglio si avrà un quadro più certo e definito, diradando ogni possibile nube. Con Eurolegue pronta a dare battaglia per scongiurare il via del progetto americano. Come? Alzando da 13 a 20 il tetto delle franchigie permanenti e mettendo penali altissime (da 10 a 100 milioni) in caso di fuoriuscita.
Brescia tenta di ripartire dalla A2, ma servono “incastri”
In tutto questo processo s’innesca anche la situazione delle formazioni italiane “spostate” da una città all’altra. A Brescia, dopo la conferenza stampa del patron Mauro Ferrari (aspramente contestato dalla piazza), il sindaco Laura Castelletti ha fatto capire di essere intenzionata a creare una società in grado di far ripartire il club dall’A2, anche se per farlo dovrebbe innescarsi una sorta di “triangolo” con Ruvo di Puglia o Cento e soprattutto con Jesi (quest’ultima rinuncerebbe a giocare in B nazionale, scendendo in B interregionale, lasciando un posto in B che verrebbe preso da Ruvo o Cento, che a loro volta lascerebbero a Brescia il loro posto in A2).
Tempi strettissimi per il piano A2, mentre per la B c’è tempo fino al 7 luglio. Tutto, chiaramente, col beneplacito della FIP, la grande imputata del processo di compravendita dei titoli sportivi.