Napoli, ragazzi feriti durante una sparatoria a rione Sanità

Il Quotidiano del Sud
Napoli, ragazzi feriti durante una sparatoria a rione Sanità

Due ragazzi gravemente feriti a Napoli, nel rione Sanità. Secondo le prime indagini l’evento sarebbe legato a contrasti tra bande locali formate da giovanissimi


Due ragazzi, di 20 e 21 anni, feriti, in maniera grave, nella notte tra domenica 18 e lunedì 19 gennaio, nel rione Sanità di Napoli. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto sarebbero stati raggiunti da colpi d’arma da fuoco mentre viaggiavano in sella a uno scooter in vico Lammatari.

Uno dei giovani è stato ferito al braccio, il secondo al petto. Entrambi sono stati soccorsi nell’ospedale Vecchio Pellegrini, nel centro di Napoli.

RAGAZZI FERITI, LE INDAGINI

Sono in corso le indagini della Squadra Mobile per ricostruire la dinamica e il movente del doppio ferimento ma secondo le prime ipotesi il ferimento sarebbe riconducibile a contrasti tra piccole bande locali composte da giovani e giovanissimi. Dei due feriti, quello che ha avuto la peggio è il ventenne, raggiunto al petto dai colpi che gli hanno perforato un polmone. È ricoverato in prognosi riservata ed è in pericolo di vita.

I DUE ERANO A BORDO DI UNO SCOOTER

In base a quanto ricostruito dagli agenti, i due feriti a bordo dello scooter avrebbero incrociato altre persone in sella ad un altro motorino e in quel momento sarebbero partiti gli spari. Un incontro casuale dunque, sfociato in scontro armato. Al momento non è però ancora chiaro se anche le vittime fossero armate, anche su questo sono in corso accertamenti della Polizia (al momento coordinati dalla Dda per le modalità della vicenda) come sul movente. Non si esclude che l’episodio sia stato almeno in parte ripreso dalle immagini di un sistema di videosorveglianza.

I PRECEDENTI

Nel 2024 nel corso di una sparatoria in centro tra giovani appartenenti a gruppi rivali di piazza Mercato e del quartiere Sanità rimase ucciso Emanuele Tufano, 15 anni, vittima del fuoco amico il 24 ottobre 2024. Tufano morì proprio durante un raid effettuato dai ragazzi della Sanità nella zona del Mercato. In sua memoria venne successivamente eretto un altarino, poi rimosso dalle forze dell’ordine. La morte di Tufano, legato da vincoli di parentela con un esponente della camorra locale, sarebbe anche stata alla base di una ‘epurazione’ interna al gruppo: un killer della famiglia malavitosa dei Sequino uccise per vendetta a colpi d’arma da fuoco il ventenne Emanuele Durante (che dalle intercettazioni risultò essere un capro espiatorio) in quanto ritenuto responsabile della morte di Tufano. Entrambi facevano parte dello stesso gruppo di giovani.

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