Napoli, il sacrificio di De Laurentiis per tornare a vincere. Perché la scelta più odiata dal popolo napoletano è l'unica via: Allegri
- Postato il 28 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Nei due anni di gestione Conte è stato ridotto al silenzio dal “bavaglio” che il tecnico salentino gli aveva imposto, pare addirittura attraverso apposita clausola contrattuale.
Adesso De Laurentiis è pronto a riprendersi la scena. L’operazione simpatia verso i tifosi del Napoli, suggellata dai successi e dai massicci investimenti delle ultime stagioni, rappresenta già il passato. Il presidente è tornato ciarliero e pugnace, capace addirittura di sfidare la piazza e di portare sulla panchina azzurra forse il personaggio meno gradito dal popolo del Maradona: Massimiliano Allegri, l’ultimo “italiano”, il profeta del “corto muso” e degli Scudetti scippati al Napoli di Sarri.
- L'ultima diavoleria di ADL: "Acciughina" tra Sarri e Italiano
- Napoli, la Champions come obiettivo e la garanzia Allegri
- La lunga corte di De Laurentiis ad Allegri: sì al terzo tentativo
- Perché i napoletani ce l'hanno col tecnico livornese? Tutte le ragioni
- Contro lo scetticismo: Allegri è la scelta migliore per il Napoli
L’ultima diavoleria di ADL: “Acciughina” tra Sarri e Italiano
Diavolo d’un presidente: solo a lui poteva venire in mente di contattare Allegri dopo aver incassato il no dello stesso Sarri e dopo aver seguito in parallelo un altro tecnico dalle idee e dalla visione del calcio antitetica rispetto ad “Acciughina”: Italiano. Ma perché De Laurentiis, dopo giorni di legittime riflessioni, sembra orientato a una scelta così dirompente?
Dove finirebbero il 4-3-3, il modulo di respiro europeo, il calcio offensivo, lo spettacolo e i gol che hanno rappresentato un vero e proprio “mantra” per ADL in tutti questi anni? Con Allegri, ancor più che con Conte, sarebbe un trionfo di 1-0. Di vittorie sudate e striminzite. Di tutto ciò, insomma, per cui i napoletani negli ultimi mesi hanno storto il naso.
Napoli, la Champions come obiettivo e la garanzia Allegri
De Laurentiis, si sa, degli umori della piazza non s’è mai interessato troppo. La qualità del gioco, per lui, diventa l’ultimo dei problemi se i risultati ne confortano ambizioni e programmi. E per il Napoli è cruciale, dopo anni di flop (l’ultimo in particolare), far strada nella manifestazione europea più ambita, ma soprattutto più remunerativa: la Champions. Il curriculum di Allegri è una garanzia in tal senso: due finali raggiunte nel 2015 e nel 2017 alla guida della Juventus, senza pagare dazio in campionato. Perché se l’obiettivo è spingersi avanti il più possibile in Europa, va centrato senza perdere troppo terreno nel ranking della Serie A.
La lunga corte di De Laurentiis ad Allegri: sì al terzo tentativo
Allegri sa come si fa. Paradossalmente, le annate più tribolate per Max sono state le ultime in cui ha guidato Juve e Milan senza il “fardello” delle coppe. A Torino nel 2024 ha chiuso col fiatone, finendo esonerato subito dopo aver vinto la Coppa Italia per il clamoroso screzio sul prato dell’Olimpico col ds Giuntoli. A Milano, pochi giorni fa, ha mancato l’obiettivo delle prime quattro posizioni per un punto, vittima di un finale di campionato da incubo. Ma quello tra Allegri e De Laurentiis è un corteggiamento che va avanti da tempo. Max stava per accomodarsi sulla panchina azzurra già nel 2021 (poi tornò alla Juve e sarebbe arrivato Spalletti), quindi un anno fa (prima del sorprendente riavvicinamento tra ADL e Conte).
Perché i napoletani ce l’hanno col tecnico livornese? Tutte le ragioni
Perché molti napoletani ce l’hanno tanto con Allegri? Le ragioni sono molteplici. Qualcuno ricorda i mesi da “meteora” di Max, regista prediletto da Galeone, durante la disastrosa stagione 1997-98, culminata con la retrocessione in B con appena 14 punti. Qualcun altro una mitica “pallonata” che Lavezzi gli sferrò contro durante un Cagliari-Napoli, quando il tecnico livornese nel finale allontanò il pallone per perdere tempo. I più, però, identificano Allegri con la Juve di Agnelli. Quella squadra che negò due titoli allo spumeggiante Napoli di Sarri, a cui tolse per giunta il centravanti: Higuain, fresco di record di marcature in Serie A (36 nel 2015-16).
Contro lo scetticismo: Allegri è la scelta migliore per il Napoli
Insomma, l’arrivo di Allegri non farà fare i salti di gioia a tanti tifosi azzurri. Qualcuno, per la verità, già da tempo l’aveva ribattezzato “Tristi”, giocando sul suo cognome e sulla modesta qualità della sua più recente proposta di calcio. In realtà l’allenatore toscano è la scelta di maggior profilo per il Napoli. Un tecnico d’esperienza, voglioso di riscatto dopo una stagione chiusasi in malo modo. Un allenatore capace di sposare le decisioni della società senza metterci bocca, vicino al ds Manna, ma anche allo stesso De Laurentiis. Un uomo di calcio, infine, che sa come si vince. Lo fece anche alla Juventus, quando sostituì Conte conquistando altri cinque Scudetti di fila.