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Napoli ha la prima Smart Road certificata d'Italia

  • Postato il 21 giugno 2026
  • Di Focus.it
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Napoli ha la prima Smart Road certificata d'Italia
In Italia di strade che dialogano con le automobili ne avevamo già raccontate: la corsia dinamica sulla A4 tra Milano e Bergamo, i primi tratti del sistema cooperativo C-ITS attorno a Firenze e Bologna. Nessuna, però, aveva ancora un riconoscimento formale. Ora ce l'ha: la Tangenziale di Napoli è la prima strada italiana certificata ufficialmente come Smart Road dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. A gestirla è una società del gruppo Autostrade per l'Italia. Tre requisiti. La certificazione, prevista dal decreto ministeriale 70 del 2018, richiede tre funzioni precise. La prima è il monitoraggio del traffico: sensori distribuiti lungo il percorso raccolgono dati che un modello elabora per gestire la viabilità in anticipo, e non solo per reagire alle code una volta formate. La seconda è il monitoraggio meteo e idrogeologico, decisivo su un territorio fragile come quello napoletano: centraline controllano pioggia, manto stradale e livelli dell'acqua, e segnalano agli operatori il superamento di soglie critiche. La terza è il dialogo diretto tra strada e veicolo. Come funziona. La tecnologia è di Movyon, il centro innovazione del gruppo Autostrade per l'Italia. Lungo i 22 chilometri della tangenziale sono in fase di installazione 217 telecamere, 15 portali di rilevamento, 8 centraline meteo e 40 antenne con doppia tecnologia, ITS-G5 e cellular V2X. Le antenne ricevono dai veicoli connessi posizione, direzione e velocità, e inviano in tempo reale avvisi su cantieri, mezzi fermi, code in formazione, condizioni dell'asfalto. Lo scambio è bidirezionale: l'infrastruttura informa l'auto, l'auto aggiorna l'infrastruttura. Per ora i veicoli in grado di comunicare sono trenta. Verso la guida autonoma. Tra il Vomero e Fuorigrotta, per la prima volta in Italia, un'auto a guida autonoma ha adattato da sola la propria velocità seguendo le indicazioni dell'infrastruttura, e non solo i sensori di bordo. È il tassello che mancava rispetto alla prova su pista chiusa della Maserati a guida autonoma del Politecnico di Milano: senza strade capaci di "vedere" al posto del veicolo, in galleria o con scarsa visibilità, la guida autonoma resta confinata ai test. Cosa cambia. La certificazione non riempie le corsie di auto senza conducente. Fissa uno standard tecnico e attesta che una strada italiana lo rispetta, aprendo a possibili repliche su altre tratte. .
Autore
Focus.it

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