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Napoli e Inter a duello per Khalaili, l’Hakimi arabo-israeliano cresciuto sotto il fuoco incrociato delle polemiche

  • Postato il 29 giugno 2026
  • Di Virgilio.it
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Napoli e Inter a duello per Khalaili, l’Hakimi arabo-israeliano cresciuto sotto il fuoco incrociato delle polemiche

Il Napoli e l’Inter sono pronte a duellare sul mercato per Anan Khalaili, il “nuovo Hakimi” del calcio europeo, arrivato al successo con l’Union Saint-Gilloise: figlio di palestinesi, ha deciso di giocare per Israele attirando su di sé critiche e polemiche.

Napoli e Inter: duello per Khalaili, il nuovo Hakimi

Assomiglia ad Achraf Hakimi Anan Khalaili, il laterale destro di nazionalità israeliana tra le rivelazioni della scorsa Champions League con la maglia dei belgi dell’Union Saint-Gilloise. Il giocatore piace tanto a Napoli e Inter: parliamo di un esterno moderno, in grado di coprire tutta la fascia, ma che si esalta soprattutto in fase offensiva grazie a grandi capacità atletiche, velocità, e abilità nell’uno contro uno. Un calciatore di talento, ancora giovane (ha 21 anni) e che ha segnato ben 3 gol nell’ultima edizione della massima competizione europea.

Khalaili, talento arabo di Israele

Un giocatore Khalaili dal carattere forte, formato lungo una carriera segnata dalle polemiche per la sua storia familiare e per le tensioni che da sempre attraversano il Medio Oriente. Khalaili ha infatti accettato di giocare per la nazionale di Israele pur essendo musulmano: la sua, infatti, è una famiglia di “palestinesi del ’48” o arabo-israeliani, definizioni che indicano i discendenti dei palestinesi che riuscirono a rimanere nei territori della Palestina storica divenuti dello stato di Israele nel 1948, dopo la Nakba – la “catastrofe” – ovvero l’espulsione dei palestinesi dalle proprie terre ad opera del sionisti.

Dal punto di vista formale gli arabo-israeliani – circa 2,1 milioni di persone, il 20% della popolazione di Israele – sono cittadini israeliani a tutti gli effetti, avendo diritti civili e politici (tra cui quello di voto) pari agli ebrei. Sostanzialmente, però, sono vittime di discriminazioni nell’esercizio di tali diritti denunciate da diverse enti internazionali a partire da Amnesty International: l’ultimo sopruso, durante i bombardamenti causati dalla guerra tra Israele e Iran, è stata la loro frequente esclusione dai rifugi anti-aerei.

La scelta di Khalaili

Khalaili è nato ad Haifa ed è cresciuto nel Beitar Haifa per poi passare al Maccabi Haifa, club sostenuto da una tifoseria progressista, che storicamente ha promosso l’integrazione tra arabi ed ebrei (a differenza del Maccabi Tel Aviv, sostenuto in maggioranza da estremisti di destra e sionisti radicali). E nel 2022, a 18 anni, ha deciso di giocare per le nazionali giovanili di Israele, arrivando poi a esordire nella nazionale maggiore a novembre 2023, nelle qualificazioni mondiali. Una scelta che ha segnato la sua immagine pubblica e che l’ha trasformato in bersaglio per le critiche sia da parte di ebrei che di palestinesi.

Khalaili, talento in mezzo alle polemiche

Basta scorrere il suo profilo Instagram per accorgesene. Il talento di Khalaili unisce così come divide: accanto a manifestazioni di stima da parte di appassionati di calcio di ogni origine e fede religiosa, sulla sua pagina sono presenti insulti firmati sia da follower pro-Palestina che pro-Israele. I primi accusano Khalaili di aver tradito il proprio popolo di origine, accettando di giocare per l’occupante e di permettere a Israele di fare “sportwashing”, ovvero di usare lo sport per mostrarsi come un paese democratico quando invece opprime una parte della sua popolazione. Per alcuni israeliani, invece, Khalaili non è un vero israeliano, ma solo un arabo che si approfitta del suo particolare status per inseguire il successo. Tra le accuse più ricorrenti, il fatto che, dopo 16 presenze in nazionale, Khalaili non ha ancora postato una foto con la maglia di Israele sul suo profilo Instagram.

Il messaggio sul 7 ottobre

Khalaili, dal canto suo, ha provato a mantenere sempre una posizione neutrale sulla questione israelo-palestinese. Da giovane non accettò di svolgere il servizio militare per Israele, approfittando dell’esenzione che il governo di Tel Aviv riserva ai musulmani; dopo il 7 ottobre, però, il calciatore pubblicò un messaggio di cordoglio per la strage di ebrei firmata da Hamas. Successivamente, inoltre, non ha mai criticato le operazioni di Israele a Gaza che hanno portato l’Onu ad accusare di genocidio il Governo di Tel Aviv e la Corte Penale Internazionale a spiccare un mandato di arresto per il primo ministro Benjamin Netanyahu e alcuni dei suoi ministri per crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Khalaili già criticato anche in Italia

Da sportivo israeliano, Khalaili è già sotto il fuoco della critica anche da parte di quelli che potrebbero diventare i suoi prossimi tifosi: sui social diversi supporter del Napoli, squadra di una città in cui è forte il sentimento pro-Palestina, hanno già chiesto al giocatore di non firmare per il proprio club e alla società di Aurelio De Laurentiis di non ingaggiare Khalaili. La sensazione è che anche l’approdo di Khalaili in serie A, qualora avvenisse, sarebbe accompagnato da polemiche: una costante nella carriera di uno dei giocatori più talentuosi mai espressi negli ultimi anni dal calcio mediorientale.

Autore
Virgilio.it

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