Napoli, De Laurentiis saluta Conte, il tecnico spiega i motivi dell'addio: Falliti, andate via da qui
- Postato il 24 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Era commosso mentre faceva il giro di campo tra gli olè dei tifosi. Sorrideva ma era evidentemente provato Antonio Conte: l’addio al Maradona è stato toccante. Applausi alla folla, abbracci ai giocatori, in pochi minuti sono passati davanti agli occhi del tecnico leccese due anni di gioie, vittorie, infortuni, polemiche e arrabbiature. Primo al primo anno, secondo al secondo ma la storia finisce qui. Era apparso chiaro da giorni e si aspettava solo l’ufficialità.
- De Laurentiis annuncia il divorzio
- La trattativa con gli americani
- Conte spiega i motivi dell'addio
- Il futuro di Conte
De Laurentiis annuncia il divorzio
Dopo il secondo posto aritmeticamente conquistato senza aspettare gli altri risultati Conte si presenta in sala stampa assieme ad Aurelio De Laurentiis. E’ il presidente, che oggi compie 77 anni, ad annunciare il divorzio: “Un mese fa mi ha chiesto un incontro. Mi ha detto caro Aurelio, siamo amici – e lo siamo da tempo, ci vedevamo alle Maldive – io gli ho detto che questa è casa sua ma se non si sente più sereno, perchè il Napoli non è il Psg e dobbiamo rispettare certi tetti e perché il campionato italiano non è straordinario, tra problemi arbitrali, problemi con i procuratori, problemi col ministro dello sport che tifa solo Southampton”.
Chi sostituirà Conte? De Laurentiis non si sbottona: “Appena mi conferma l’addio vedremo la soluzione migliore, ma con pochi innesti la squadra sarà competitiva. Il problema vero è come rifondare il movimento, l’ho detto a Giovannino Malagò, ti sei preso una bella gatta da pelare. La Lega potrebbe anche uscire dalla Figc, ricordate che Lotito controllava anche i voti della B e si inventò il paracadute ma perché dobbiamo fare un campionato a sinistra e uno a destra che lotta per la retrocessione”.
La trattativa con gli americani
Si è parlato anche della trattiva con un fondo Usa: “Gli americani si erano fatti avanti già nel 2017 poi c’è stato il Covid, quindi sono venuti gli arabi che volevano sia il Napoli che la Filmauro, il problema è che cuore ci metti, immaginate solo com’è difficile combattere con un sindaco che è anche juventino e che continua a darmi lo stadio il giorno prima della partita e il giorno dopo per pulirglielo? Solo uno con gli attributi come me poteva sopportare questa situazione”.
Il patron ricorda anche la crisi post-Bologna, dopo lo sfogo durissimo di Conte (“Può capitare a tutti di avere un momento di forte delusione, in quel momento Conte ha pensato che la piazza pretendesse troppo da lui. Lo pregai di prendersi una settimana sabbatica“) poi parla il tecnico.
Conte spiega i motivi dell’addio
Nel giorno dei saluti sembra quasi che Conte si sia tolto un macigno dallo stomaco, dopo due anni belli e difficili, intensi, che lo hanno prosciugato per energie fisiche e mentali. Vorrebbe togliersi più di un sassolino dalle scarpe, il tecnico leccese ma si limita al minimo indispensabile, ricordando quello che più di una volta ha ripetuto durante l’anno: i tantissimi infortuni, i due titoli alzati nonostante le avversità, le polemiche, i veleni, il fuoco amico. Conte fa rewind e ricorda anche lui le parole di Bologna: “Quello che ho denunciato è che c’erano situazioni che non mi piacevano, bisogna avere gli attributi per dire certe cose, campionati anonimi non ne ho mai fatti, alcuni innesti nuovi non si erano inseriti, ero disposto a farmi da parte ma ho parlato con il gruppo, ci siamo chiariti e siamo ripartiti. Un mese fa ho chiamato il presidente e gli ho detto che il mio percorso qui era terminato, non c’erano discorsi di prospettiva. Non sono riuscito a portare compattezza a Napoli e se non si porta compattezza diventa difficile combattere contro le altre squadre, ho visto tanti veleni contro di me. Sono dei falliti, lo fanno per un like sui post ma Napoli non ha bisogno di queste persone che sono negative e dovrebbero andar via. Non essendo riuscito a compattare l’ambiente ho alzato le mani. Ci metto la faccia su tutto ma se le cose non possono essere cambiate non c’è da fare, ringrazio il presidente, ho potuto conoscere Napoli e i tifosi mi hanno capito. Senza infortuni da scudetto? Non sono d’accordo, vanno dati meriti all’Inter”.
Il futuro di Conte
L’incontro col presidente è stato veloce, mi ha detto: “se ci ripensi sono a disposizione”. Il presidente non mi ha spinto ad andar via, è stata solo una scelta mia. So che il Napoli è in mani sicure, basta vedere cosa ha fatto in questi 20 anni. Il mio futuro in Nazionale? Si parla di chiacchiere, ricordo cosa dissi sulla Nazionale: se fossi il presidente della Figc tra il novero degli allenatori ci metterei anche il nome di Conte. Si è fatto anche il nome di Guardiola ma è pronta la Federazione ad avere un top-coach? Ci sono i fondi per prendere Guardiola? Non so cosa accadrà, potrei anche stare a riposare”.
Infine il giudizio finale: “Guardandomi indietro, pensavo di accettare una situazione in cui me la sarei potuta anche godere a livello di risultati ma la mia persona sposta e subito c’è stata pressione dopo un decimo posto, ho dovuto girare la manovella a 2000 per sopravvivere. Mi ha tolto tante energie, sono contento di quello che abbiamo fatto in questi due anni, abbiamo fatto qualcosa di storico come ai tempi di Maradona. Il giorno più bello è stato quando abbiamo vinto lo scudetto, prima in campo e poi nell’abbraccio con il popolo napoletano. Ho vinto tanto ma niente è stato festeggiato così. Il giorno più brutto Bologna ma ci siamo rialzati vincendo la supercoppa ed arrivando secondi, ricordiamo che in due anni siamo sempre arrivati davanti a Juve e Milan”.