Napoli: Allegri e la scelta drastica su De Bruyne a Genova che un anno dopo segna lo spartiacque con Conte
- Postato il 20 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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La scelta di formazione di Massimiliano Allegri riguardo a Kevin De Bruyne per la gara di debutto in campionato del Napoli, sabato a Marassi contro il Genoa, può rappresentare il vero spartiacque rispetto alla scorsa stagione degli azzurri e descrivere in maniera efficace le differenze tra il tecnico toscano e il suo predecessore Antonio Conte.
- Napoli, Conte e i Fab Four
- Genoa-Napoli, la scelta di Allegri su De Bruyne
- Lo spartiacque tra Allegri e Conte
Napoli, Conte e i Fab Four
Il 23 agosto del 2025 il Napoli di Antonio Conte, allora campione d’Italia in carica, si presentava al Mapei Stadium di Reggio Emilia per la prima di campionato contro il Sassuolo con Kevin De Bruyne titolare e l’ambizione di far convivere il fuoriclasse belga con le altre tre stelle del centrocampo azzurro – Stanislav Lobotka, Frank Anguissa e Scott McTominay – protagoniste della vittoria dello scudetto pochi mesi prima.
Era il primo atto di un progetto tattico complesso, quello dei Fab Four e del 4-1-4-1 “ibrido”, figlio della volontà di Conte di inserire KDB nel suo gioco e schierare in campo “quanti più giocatori forti fosse possibile”, come poi spiegato dallo stesso allenatore salentino. Un progetto naufragato poi a causa dei numerosi infortuni e che oggi, con Massimiliano Allegri in panchina, appare davvero lontanissimo.
Genoa-Napoli, la scelta di Allegri su De Bruyne
Per l’esordio del suo Napoli a Marassi contro il Genoa, infatti, Allegri ha già preso una decisione netta: De Bruyne partirà dalla panchina. Una scelto su cui ha di sicuro inciso lo stato di forma del belga, ancora non ottimale dopo il rientro in Italia posticipato per i Mondiali, ma che racconta anche una differenza fondamentale sul piano tattico e di gestione del gruppo tra Allegri e Conte.
L’allenatore toscano ha infatti scelto di ripartire dalla semplicità, dal 4-3-3 che fu il modulo di riferimento del Napoli scudettato del 2024/25, dal terzetto titolare di quel centrocampo (Anguissa, Lobotka e McTominay, appunto) e da una formazione tutt’altro che sperimentale, in cui le mezz’ali fanno le mezz’ali e gli esterni offensivi agiscono sulle ali: nel trio d’attacco di sabato, ai lati di Rasmus Hojlund, dovrebbero esserci Alisson Santos e Matteo Politano.
Lo spartiacque tra Allegri e Conte
Ma, soprattutto, la scelta di Allegri affonda le sue ragioni nel diverso modo di interpretare la gestione della squadra e del gruppo nel corso della stagione. Conte si era inventato i Fab Four per non escludere nessuno dei big del suo centrocampo dalla formazione titolare e ripropose poi quella formula per 5 delle 6 gare successive tra campionato e Champions League, adottando un turnover limitatissimo. Allegri, invece, non ha problemi a tenere uno dei suoi quattro centrocampisti fuori, oppure a utilizzarlo solo a gara in corso, anche se si chiama De Bruyne.
L’idea dell’allenatore toscano è quella di gestire le energie di un reparto che rappresenta sì il punto di forza del Napoli, ma che è anche composto da giocatori sulla trentina e anche oltre (McTominay, il più giovane, compirà 30 anni l’8 dicembre), scegliendo i titolari in base al momento di forma, all’avversario e alle caratteristiche specifiche dei giocatori. Una strategia che, nei piani di Allegri, dovrebbe permettere al Napoli di restare competitivo su tre fronti e rimediare alla vera colpa di Conte: non essere riuscito a superare la league phase di Champions. Il vero obiettivo, prima ancora dello scudetto, indicato al tecnico dal presidente Aurelio De Laurentiis.