Naomi Osaka scatena le provocazioni al Roland Garros per il vestito iconico da red carpet all'ingresso in campo e il cambio d'abito
- Postato il 27 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Complice un cambio d’epoca che nella capitale internazionale della moda francese appare un omaggio all’identità industriale e creativa di Parigi, Naomi Osaka riesce a dividere ancora una volta l’opinione pubblica, al pari dei social, a causa della scelta di combinare tennis a glamour. E non solo. Una decisione non proprio inedita, nella carriera dell’ex numero 1 del tennis mondiale che vanta precedenti, in tal senso. Il suo rientro al tennis da pro, dopo la nascita della sua primogenita, è stato accompagnato da tratti e intrecci importanti tra racchetta e sponsor, che hanno vestito e proposto Naomi come un modello riconoscibile, assoluto.
Osaka, il verdetto del campo del Roland Garros
Osaka ha sconfitto la tedesca Laura Siegemund con il punteggio di 6-3, 7-6 sul campo Suzanne Lenglen, al Roland Garros, conquistando così l’accesso al secondo turno dove affronterà la croata Donna Vekic giovedì. Ma la sua prestazione tennistica non costituisce materia di analisi, quasi chirurgica, da parte di quanto hanno ammirato il suo ingresso in campo con indosso un vistoso abito nero che richiama la Torre Eiffel e che ha provocato la prima reazione di dissenso.
Siegemund si è lamentata del trattamento di favore riservato alle “grandi star” di questo sport e del fatto che le regole non vengano sempre applicate a quante smuovano gli equilibri. Osaka, testa di serie numero 16, indossava un completo Nike realizzato su misura, il cui design è stato paragonato alla Torre Eiffel.
In campo, Naomi si è poi cambiata rimanendo con il completo dorato divenuto iconico, già, sui social: l’ensemble, tempestato di paillettes e brillantini, comprendeva anche una gonna nera e un corpetto senza maniche ricamato con perline, che ha indossato all’ingresso in campo sollevando la totalità dell’attenzione su di sé.

L’ingresso di Naomi Osaka in campo
L’avversaria, uscita senza onore né gloria, ha espresso una certa frustrazione per il fatto che a Osaka sia stato concesso di togliersi gli indumenti esterni, in confronto al tempo che viene concesso alle giocatrici di svolgere azioni significative durante le partite. “Non me ne potrebbe importare di meno”, ha dichiarato a TNT Sports.
“Sono venuta qui per giocare a tennis, non per fare una sfilata di moda. E se altri vogliono fare una sfilata di moda, che lo facciano pure. Per me va benissimo”. “Trovo un altro aspetto problematico. Nel nostro sport, in ogni torneo contano ogni secondo, fino al momento in cui tiri fuori la borraccia. Ma lei ha un minuto e mezzo per cambiarsi. Ho un problema con questo, perché queste regole esistono e sono quelle che sono: ogni secondo viene monitorato con estrema attenzione”.
‘E penso anche che con prestazioni come queste, ogni secondo dovrebbe essere contabilizzato”, chiusa la polemica? Assolutamente no.
Il completino dorato
La replica di Naomi Osaka
Parlando del suo abito, Osaka ha detto, dopo la partita: “È molto haute couture. Avete presente la Torre Eiffel di notte, quando è scintillante? Ecco, credo di assomigliarle un po'”. “Non mi sembra poi così importante farlo e poi giocare dopo (nel senso di fare una dichiarazione di stile e poi giocare a tennis, ndr). Capisco perché la gente potrebbe pensare che mi senta un po’ stressata o cose del genere. Penso che sia un po’ il punto è questo”.
“A volte si dice che gli atleti siano come nel mondo dello spettacolo, degli intrattenitori o cose del genere. Io, invece, penso che le mie entrate in campo come walk-on nei tornei del Grande Slam siano l’unico momento in cui mi sento davvero un intrattenitore”. Non tutti, a partire dalla sua avversaria sono concilianti su questa interpretazione della campionessa giapponese.

Il cambio d’abito
Naomi Osaka, la regina
La ventottenne, vincitrice di quattro titoli del Grande Slam, ha aggiunto che la sua unica preoccupazione era che l’abito scintillante potesse riflettere troppo la luce del sole, aggiungendo un dettaglio inedito. “Avevo portato due abiti di riserva, normali, per fortuna non ho dovuto indossarli”, ha spiegato.
Una replica che aveva il sapore della provocazione dal punto di osservazione dell’avversaria, sopraffatta dai risvolti della opzione di Osaka di assecondare quel collaterale che il Roland Garros e il tennis riescono a generare, vedi Sinner e Aryna Sabalenka per fare nomi.
La stessa Osaka, in un recente passato, ha suscitato già simili interrogativi quando aveva stupito lo scorso anno, a Parigi, oppure aveva stupito con il pantalone a balze agli Australian Open come anche a Wimbledon, con il suo omaggio alla storia del torneo.