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Musica sulle Bocche, a Castelsardo la musica dall’alba alla notte

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Musica sulle Bocche, a Castelsardo la musica dall’alba alla notte



Sabato 29 agosto Castelsardo ( Sassari) si sveglia ancora una volta con la musica. La XXVI edizione di Musica sulle Bocche, diretta da Enzo Favata, accompagna il pubblico dalle prime luci del giorno fino alla notte con sette appuntamenti distribuiti tra il porto, la Sala XI, le piazze e il centro storico del borgo.Si comincia alle 6 al Porto, con l’evento gratuito dell’Alba del Porto affidato a Carlo Maver. Flauti e bandoneon disegnano un concerto intimo, sospeso tra silenzio e suono, tango, Mediterraneo e racconti di viaggio, mentre Castelsardo emerge lentamente dalla notte.Alle 11, nella Sala XI, torna Nicola Donti con Fuori tono – Elogio filosofico della stonatura e del silenzio, mentre alle 19 Myriam Costeri & Su Cunzertu Antigu attraversano Piazza Pianedda e il Centro Storico con la loro rilettura femminile e contemporanea della tradizione musicale sarda. Alle 19:30, sulla Terrazza Sala XI, la chitarra di Marcello Zappareddu conduce invece in una dimensione più raccolta, tra composizioni originali e suggestioni jazzistiche.Con la sera, Piazza Santa Maria diventa il punto d’incontro di nuove geografie musicali. Alle 20:30 arriva dal Giappone il Billie Jean Quartet, espressione della nuova scena di Tokyo, tra jazz, rock, funk e improvvisazione; alle 22 sarà la volta del Maria Esteban Quintet, con una proposta che guarda alla grande tradizione vocale del jazz attraverso una sensibilità personale e contemporanea.Alle 23, infine, il festival raggiunge ancora una volta le Scalette: il set gratuito di Kabaret Maker chiude la giornata mescolando rigorosamente in vinile elettronica, folk, soul, techno e contaminazioni imprevedibili.Dall’intimità dell’alba sul mare all’energia della notte, dalla Sardegna al Giappone e alla Spagna: anche il 29 agosto Castelsardo diventa una mappa musicale da percorrere, tappa dopo tappa, seguendo Musica sulle Bocche.Flautista, bandoneonista, compositore. Coltiva la passione per i viaggi solitari in paesi remoti, esperienze di vita che sono fonti di ispirazione creativa per la sua musica. Maver è un musicista che parte dalla melodia per sviluppare attorno ad essa il suo discorso musicale lirico ed impregnato di Tango e sonorità mediterranee.
E’ stato allievo del grande bandoneonista argentino Dino Saluzzi e si è esibito in Italia e all’estero.
Dal 2008 è ideatore e direttore artistico di vari festival musicali.
Ha collaborato con diversi artisti di fama internazionale come Paolo Fresu, Daniele Di Bonaventura, Pasquale Mirra, Gabriele Mirabassi, Giancarlo Bianchetti, Michel Godard, Hesam Inanlou, Eddie Gomez e Javer Girotto.

Un concerto controcorrente, intimo, alla ricerca delle emozioni, della poesia, dei confini fra silenzio e musica, sacro e profano, passando da atmosfere liturgiche a racconti di viaggio che profumano di tango e atmosfere esotiche, immersi nel suono intenso del bandoneon e dei flauti di Carlo Maver.
Solenne è l’ultimo album di Carlo Maver, prodotto da Visage Music nel 2024. Un lavoro discografico per flauti e bandoneon dedicato al suono e all’ascolto, un lavoro in solo con una featuring del trombettista Paolo Fresu e del suonatore iraniano di kamanche Hesam Inanlou.
12 tracce originali fra brani acustici e lievi incursioni elettroniche che accompagnano l’ascoltatore alla scoperta del mondo musicale di Carlo Maver. Evento gratuitoFuori Tono – Elogio filosofico della stonatura e del silenzio
La diversità non è un coro che canta all’unisono e la musica, come il pensiero, si nutre di silenzi e dissonanze

Ci hanno insegnato che l’armonia è l’assenza di conflitto: voci che si fondono, timbri che si annullano a vicenda fino a diventare un suono unico, levigato, rassicurante. È un’idea confortante. Ed è, musicalmente parlando, quasi sempre falsa.
Ogni tradizione polifonica autentica lo sa: più voci restano ostinatamente diverse, ciascuna con il proprio timbro, la propria collocazione, la propria “stonatura” rispetto alle altre.
Eppure da questo disaccordo organizzato nasce qualcosa che nessuna voce, da sola, potrebbe produrre. Non unità nonostante la differenza, ma unità grazie alla differenza.
Partendo da questo paradigma proviamo a chiederci se la retorica contemporanea della diversità non stia, paradossalmente, cercando di accordare tutti sulla stessa nota: quella giusta, quella approvata, quella che non stona. E se invece il compito più urgente non fosse imparare a tenere insieme voci che continuano, legittimamente, a non capirsi del tutto.
Abbiamo imparato a misurare un coro dai suoni che produce: chi canta, quanto forte, con quale timbro. Ma chi ascolta una polifonia con attenzione scopre presto un’altra verità, meno appariscente: la qualità di un insieme di voci si misura anche e, forse soprattutto, da quando e come ciascuna voce si ferma.
Il silenzio non è l’assenza della voce. È lo spazio che una voce, una nota lascia perché un’altra possa esistere. Ed è esattamente qui che la metafora musicale incontra il tema della diversità: non basta che le voci siano diverse tra loro, perché questo da solo produce solo rumore sovrapposto. Ciò che fa la differenza è la capacità di tacere al momento giusto di ritirarsi, di fare spazio, di lasciare che l’altro si senta.
Un inervento per chi è venuto a sentir cantare e si ritrova, senza preavviso, a pensare.

Nicola Donti è professore di Filosofia della Scienza e Filosofia del Linguaggio presso l’Università di Perugia.
Nel corso degli anni ha costruito un percorso capace di unire il rigore accademico a una comunicazione contemporanea, accessibile e profondamente umana.
La sua attività si concentra sui temi della comunicazione, delle relazioni, della leadership e dei cambiamenti sociali e culturali che attraversano la società contemporanea.
Attraverso conferenze, incontri pubblici e progetti editoriali affronta argomenti legati alla consapevolezza personale, alla gestione delle emozioni, ai conflitti, all’etica e al rapporto tra individuo e collettività.
Negli ultimi anni è diventato uno dei volti più riconoscibili della divulgazione filosofica italiana, grazie alla capacità di tradurre concetti complessi in riflessioni concrete e attuali.
La sua cifra stilistica è un linguaggio diretto, mai accademico in senso sterile, ma capace di mantenere profondità e autorevolezza.
Parallelamente all’attività universitaria collabora con aziende, organizzazioni e realtà formative su temi legati al benessere organizzativo, al pensiero critico e alla comunicazione efficace.
Particolare attenzione è dedicata anche all’impatto dell’intelligenza artificiale, ai bias cognitivi e alle trasformazioni culturali generate dalla tecnologia.
Accanto alla divulgazione digitale e agli eventi dal vivo, Nicola Donti ha intrapreso anche un percorso teatrale.
Il teatro rappresenta per lui un’estensione naturale della propria ricerca comunicativa: uno spazio in cui filosofia, racconto ed esperienza emotiva si incontrano dal vivo, senza filtri.
I suoi spettacoli portano sul palco riflessioni contemporanee, alternando ironia, profondità e momenti di forte coinvolgimento emotivo.
Un format che unisce pensiero e intrattenimento, mantenendo sempre centrale il dialogo con il pubblico.
Oggi Nicola Donti continua a sviluppare progetti tra università, teatro, formazione e comunicazione, con l’obiettivo di rendere la filosofia uno strumento concreto per leggere meglio il presente.

Biglietti in vendita sul circuito Ciaotickets.comSu Cunzertu Antigu è il primo ensemble strumentale sardo interamente al femminile, ideato da Myriam Costeri con l’obiettivo di offrire una rilettura contemporanea e femminile della musica tradizionale dell’isola.
Attivo dal 2012, il progetto nasce dalle sonorità della tradizione barbaricina e del Cunzertu Antigu Gavoesu — basato su tamburo, triangolo e pipiolu — e le intreccia con altri strumenti identitari della Sardegna, tra cui organetto, fisarmonica, chitarra, trunfa, launeddas e canna isperriada. Ne emerge un linguaggio musicale che valorizza le diverse provenienze e sensibilità artistiche delle musiciste coinvolte.
L’ensemble si configura come un collettivo musicale femminile che unisce ricerca, tradizione e sperimentazione. Accanto ai balli tradizionali sardi, il repertorio include arrangiamenti originali e contaminazioni contemporanee, capaci di dialogare con linguaggi musicali diversi pur mantenendo un forte legame con il patrimonio culturale dell’isola.
Su Cunzertu Antigu si esibisce in abiti tradizionali sardi reinterpretati con sensibilità contemporanea: i capelli sciolti diventano simbolo di libertà, forza e identità femminile. Ogni performance si trasforma così in un racconto sonoro e visivo che crea un ponte tra passato e presente, restituendo un’immagine di Sardegna viva, dinamica e universale.
Nel corso degli anni, il gruppo si è esibito in numerosi festival ed eventi culturali in Italia e all’estero, tra cui l’Accordion Festival di Zug (Svizzera), il Festival de la Cultura Internacional di Madrid, Escale à Sète – Festival des Traditions Maritimes et Méditerranéennes (Francia), rappresentanze culturali della Sardegna in Belgio e la rassegna “Sardegna Natura Cultura e Talenti” presso l’Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam. Tra le partecipazioni più recenti figurano l’apertura del festival letterario Marina Cafè Noir, l’International Folk Fest e il Festival delle Launeddas.
In Sardegna, l’ensemble ha partecipato a festival internazionali del folklore e delle tradizioni popolari, eventi dedicati alla musica di ricerca e alla cultura identitaria isolana, collaborando con numerose realtà artistiche e istituzionali del territorio.
L’ensemble si distingue per un approccio performativo che unisce tradizione, ricerca sonora e forte presenza scenica, valorizzando il patrimonio musicale sardo attraverso una prospettiva femminile e contemporanea.

Formazione – Su Cunzertu Antigu:
Organetto / Fisarmonica
Chitarra
Launeddas
Trunfa / percussioni tradizionali
Tamburo / percussioni
Triangolo
Pipiolu / strumenti a fiato tradizionali

Evento gratuitoMarcello Zappareddu è un chitarrista e compositore che ha studiato chitarra classica al conservatorio
L.Canepa di Sassari e chitarra jazz tra Ozieri, Roma e Siena.
Nelle sue esperienze musicali ha spaziato in diversi generi musicali, dal Pop al Funk al jazz al blues per poi trovare un suo stile personale che gli permette di esprimere musica con le sue composizioni originali registrate in un primo album in trio dal titolo DRY LANDS del 2015 e infine con un album in duo dal titolo NOMADS del 2022 in collaborazione con il contrabbassista Salvatore Maltana.
Ha collaborato con diversi musicisti come Umberto Fiorentino, Ramberto Ciammarughi,Pino Sallusti, Massimo Moriconi, Pietro Iodice, Paolo Fresu, Max De Aloe e tanti altri, suonando in diversi festival jazz tra Sardegna e Italia.
Attualmente, tra i vari progetti, propone un concerto in Solo con chitarra classica.
Il repertorio spazia dalle composizioni originali di Zappareddu, a brani di Ralph Towner e Pat Metheny oltre a qualche standard della tradizione jazzistica.

Biglietti in vendita sul circuito Ciaotickets.comGuidato dalla sassofonista, cantante e compositrice Billie Jean, il quartetto nasce a Tokyo nel 2023 dall’incontro di alcuni tra i più interessanti giovani musicisti della nuova scena jazz giapponese. Con un linguaggio che fonde jazz, rock, funk, improvvisazione libera e influenze art-punk, il gruppo ridefinisce i confini del jazz contemporaneo attraverso un sound energico, imprevedibile e fortemente personale.

Nata in una famiglia di musicisti e formatasi sotto la guida del leggendario sassofonista Hidefumi Toki, Billie Jean ha sviluppato una cifra stilistica unica che la vede cantare e suonare il sassofono simultaneamente. Dopo essersi trasferita dal Kansai a Tokyo nel 2022 per dedicarsi interamente alla musica, si è rapidamente affermata come una delle personalità più originali della vivace scena crossover della capitale giapponese. Oltre alla sua attività come leader, ha collaborato con artisti di primo piano della musica giapponese, tra cui Kumiko Yamashita e NIKO NIKO TAN TAN.

Accanto a lei, la band riunisce musicisti di straordinaria versatilità: il pianista e tastierista Sora Ichikawa, vincitore del premio per la migliore composizione e arrangiamento al Seiko Summer Jazz Camp 2023 e autore dell’album GENSEKI; il bassista Makoto Togashi, attivo nei principali festival jazz internazionali e in tournée in Asia con artisti come Ohashi Trio ed Eiichi Hayashi; e il batterista Umi Ogimi, formatosi nella scena jazz di Chicago e oggi protagonista di numerosi progetti tra jazz, rock e musica improvvisata.

Tutte le composizioni e i testi sono firmati da Billie Jean, mentre l’identità sonora del gruppo prende forma attraverso il dialogo creativo e l’improvvisazione collettiva. Il risultato è una musica intensa e viscerale, costruita su groove potenti, improvvise aperture sperimentali e una continua tensione tra scrittura e libertà espressiva.

La vocazione internazionale della band è testimoniata anche dalle collaborazioni con artisti provenienti da diversi Paesi, tra cui il sassofonista italiano Enzo Favata, con cui il gruppo si è esibito a Tokyo nel 2025. Nello stesso anno è stato pubblicato il primo singolo, Alien Song, per l’etichetta Eryngii Records, seguito nel 2026 dal live album FEELING GOOD, pubblicato dall’etichetta indipendente di Billie Jean, DANCING RABBIT MUSIC.

Le esibizioni dal vivo di Billie Jean & the DEATH RABBITS sono caratterizzate da una straordinaria intensità performativa: groove esplosivi, improvvisazione senza compromessi e una costante ricerca sonora trascinano il pubblico in un viaggio musicale audace e coinvolgente, confermando il gruppo come una delle realtà più originali della nuova scena musicale giapponese.

Evento gratuitoMaria Esteban è una self-made woman nel senso più autentico del termine. Sapeva di essere nata per la musica, anche se lo ha scoperto costruendo il proprio percorso passo dopo passo. Senza una formazione musicale accademica iniziale, ma con una solida esperienza sul palco fin dall’età di 14 anni e cresciuta in un ambiente ricco di stimoli artistici e culturali, si trasferisce a Barcellona per entrare a far parte della band di Gerard Masses, già contrabbassista dei Muchachito Bombo Infierno.

A 31 anni decide di intraprendere gli studi superiori in Canto Jazz e Musica Moderna presso il Conservatorio del Liceu. Da sempre affascinata dal suono classico e senza tempo di artisti come Sarah Vaughan, Chris Connor, Tony Bennett, Frank Sinatra, Anita O’Day, Judy Garland, Barbra Streisand e Lena Horne, trova nel jazz la sua dimensione espressiva più naturale.

Tra le sue pubblicazioni figurano Happy Days Are Here Again con il Maria Esteban Trio, Voces Veladas e It’s Me. Quest’ultimo, pubblicato nel 2024 per l’etichetta The Changes, raccoglie sei composizioni originali e rappresenta il suo lavoro più personale: una riflessione sincera sulla lotta necessaria per raggiungere i propri obiettivi, un inno alla forza interiore ma anche un invito a confrontarsi con la paura del fallimento.

Sul palco è accompagnata da un quintetto formato da musicisti giovani ma di grande esperienza:
Edu Cabello (sassofoni, flauto e clarinetti)
Eddie Mejía (chitarra)
David Muñoz (contrabbasso)
Santi Colomer (batteria)

Oggi Maria Esteban non è soltanto cantante e interprete, ma anche produttrice, formatrice e manager della propria attività artistica. Consapevole delle sfide che le donne affrontano nel mondo della musica, porta avanti il proprio percorso con autenticità, determinazione e concretezza. Il suo obiettivo è mantenere vivo lo spirito del jazz più autentico, quello capace di emozionare e parlare direttamente al cuore delle persone.Gian Franco Bujaroni, oggi conosciuto con l’alias  Kabaret Maker, coltiva la sua passione per la  musica fin da giovanissimo ,a dodici anni con una  doppia piastra a cassette ,munita di pitch control  esprimeva la propria passione e ironia in un  concentrato di folk tradizionale, soul elettronico ,  sigle tv ,techno, e strascichi di beat il tutto  mescolato ad alta velocità in un unico mix tape  senza un filo logico, Una cifra stilistica che, già  allora, richiamava quella che sarebbe poi stata  definita Brain Dance. 
Nel corso della sua carriera ha condiviso la  consolle con artisti di fama nazionale e Internazionale , maturando nel tempo una propria  fisionomia artistica perfettamente riconoscibile fin  dal primo ascolto. 
Ha dato vita all’evento IRONIK FOLKTRONIK giunto  alla sua 12 edizione nato sulle ceneri del collettivo  del Pik Nik Electronik Sardinia. 
Le sue produzioni hanno visto la partecipazione di  artisti come Howie B, Daniele Baldelli, Cosmic, Thomas  Brinkmann, Kamal Sabram, Bushwacka …. 
I dj set di Kabaret Maker sono un frullato di suoni e contaminazioni rigorosamente in vinile. Un agitatore e ricercatore instancabile e  imprevedibile, pronto a trascinarti disco dopo  disco in un viaggio musicale unico. 
Definito dai clubbers un performer eclettico, , capace di trasformare  ogni esibizione in un viaggio sonoro fuori dagli  schemi, dove tradizione, elettronica e fantasia  creativa si fondono in un unico sound.  Evento gratuitoMUSICA SULLE BOCCHEDirezione Artistica e Direzione generale: Enzo FavataCoordinamento Organizzativo: Valentina MinoccheriProduzione & tecnica: Alessandra Azzena, Marco Alessandrini Location & allestimenti: Davide Tuseddu, Michele Ibba Audio & luci: Davide Merlini Social media: Nuria FavataVideo & social multimedia: Federico PisanuGrafica: Tony Demuro Sito web:www.musicasullebocche.itCARTELLA STAMPA

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